Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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martedì 17 aprile 2012

Abductions - "Ricordi"

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Mia madre…  E’ morta di una malattia rara neurologica, una forma sconosciuta di neuropatia (se ne ammalano in Europa poche persone l'anno), quindi, ho vissuto per i 5 anni della malattia una situazione veramente difficile e pesante, dato che la sua patologia è stata debilitante e devastante, non solo per lei, il suo fisico e la sua psiche, ma anche per tutti noi e soprattutto per me che all'epoca avevo 14 / 19 anni (il periodo dei 5 anni). Il giorno prima del funerale era stata esposta nella sala di casa nostra, dove amici e conoscenti venivano continuamente a renderle omaggio. Ricordo ancora quegli istanti, ero seduto sul nostro divano di pelle, a sinistra a 2 metri da me c'era la bara con mia madre, davanti invece c'erano alcune persone che erano passate a renderle un ultimo saluto. Ad un certo punto mi invase una sensazione fortissima di déjà-vu, tanto che mi chiesi "Io questa cosa l'ho già vissuta... ma mia madre non è possibile che sia morta due volte!", sapevo di aver rivisto quella "scena", con la bara, io seduto sul divano e tutte quelle persone intorno. Ricordando, però, mi ero accorto che ad un certo punto nuovamente il tempo si era fermato, proprio quando ebbi la sensazione di déjà-vu e in quell'istante le persone intorno a me divennero delle ombre scure. Tutto era fermo, quelle persone scomparse e al loro posto c'erano rimaste solo le loro ombre, mentre io ero fermo ad osservare dal divano quella situazione, per poi riprendermi lentamente, stordito da un fortissimo senso di disagio. Altre volte, invece, mi è capitato di rivedere la mansarda di casa nostra. Era notte, e la vedevo da una strana angolazione, come se fossi sdraiato per terra! Dalle finestre basse e dall'abbaino entrava una luce bianca fortissima all'interno della stanza, avevo paura e mi sentivo trascinare verso quella luce, mi sembrava di passare tra i muri e gli oggetti.
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In un altro episodio, ad esempio, rammento che era il primo giugno del 2009 e stava piovendo. Nel primo pomeriggio mi trovavo in camera mia mentre guardavo il Monte Serra e venni colpito da un qualcosa di inaspettato. In una strada di montagna che porta verso la rocca della Verruca, una sfera di metallo molto grande risaliva il monte, per poi sparire tra le nuvole e la pioggia. Si vedeva bene perché contrastava con lo scuro degli alberi e dalla distanza in cui l’osservavo, non poteva essere, né una macchina (l'avrei vista piccola o quasi per niente), né un elicottero o aereo, (perché si sarebbe schiantato sul monte) ed inoltre era sferica! La sera, fui colpito da una notizia ascoltata al telegiornale, quando un aereo francese era scomparso mentre sorvolava l’oceano Atlantico...
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Ma spesso questi ricordi sono associati a strani episodi, come quando sognai di ritrovarmi a casa di un amico di infanzia e stavamo guardando delle fotografie, mentre insieme a suo padre che me le mostrava, entrai dentro l'immagine e ci ritrovammo in cima ad una promontorio, riuscendo a vedere delle montagne lontane, avvolte dalla foschia e il sole al tramonto. Sembravano le Alpi Apuane (ma non ne sono sicuro), poi dopo avermi messo una mano sulle spalle mi accompagnò sui bordi di un burrone, dove sotto si estendeva imponente il mare blu infinito. Improvvisamente ero seduto in una sala di aspetto e stavo bevendo una bevanda, credo di cioccolato, dietro di me c’erano tre persone sedute. La stanza era ricoperta di mattoni arancio chiari, dietro di me si trovava seduto un signore anziano, avanti a lui in un angolo un signore di mezza età coi capelli lunghi e grigi, accanto alla porta un ragazzo più giovane dai capelli neri. Quando l'uomo dai capelli lunghi si mise a ringhiare, mi alzai ed uscii fuori. Quante volte, invece ho sognato una vicina di casa, sempre piccola, sbiancata in volto, sembrava malata, con i capelli ricci e con gli occhi un po’ orientali che mi fissava dalla porta di casa sua, quando poi, rientrata, ne usciva fuori nuovamente, ma trasformata una donna giovane dai capelli rossi.
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Capitava inoltre, in dormiveglia, di sognare anche Alieni, in tutte le forme e salse. Ricordo ancora quando ne sognai un teatro pieno! In prima fila c'era il Sauroide con accanto non il Grigio ma l’Entità Luciferina (uguale a come l'ho visto da bambino sospesa in aria) nella fila dietro e poco più a sinistra si trovava l’Umanoide Siriano, dietro ancora il Satanide a 6 Dita, stessa posizione e con sguardo fisso in avanti; fila dietro e poco più a sinistra anche la Mantide. Poi, siccome le file in fondo erano sempre al buio, cominciai ad interagire nel sogno chiedendo di accendere la luce. La luce si accese ma le sedie erano vuote. Iniziai, quindi, a parlare con l’Esserino di Luce, però mi sentivo come rintontito perché gli facevo delle domande strane: "ma sei proprio tu", "sei come quella volta che ti ho visto da bambino", "ma è vero che mi vuoi bene", e lui mi rispondeva "si ti voglio bene", mentre io gli chiedevo di farmi guarire presto da questa influenza e lui mi rispondeva: “ci proverò".
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Spesso distinguere la realtà dalla fantasia non è impresa facile. Una mattina mi svegliai di soprassalto, guardai l'orologio e segnavano le 9.08 (pioveva), dato che era sabato, e il fine settimana me la prendo più comoda rispetto agli altri giorni, decisi di dormire ancora un po’. Mi riaddormentai e caddi subito preda di uno strano sogno, ero con altre persone sconosciute in un posto particolare, sembrava una specie di palazzo che si estendeva in alto, ma aveva dei piani completamente aperti verso l'esterno. Su uno di questi piani stavo per cadere di sotto e chiedevo aiuto a delle persone (sconosciute), mi consigliarono di prendere un ascensore, entrai dentro e trovai una ragazza bionda che tagliava i capelli a suo figlio (anche lui biondo dorato) e che mi regalò un ciuffo senza indugiare. Io portavo il mio solito zaino grigio, ricordo di aver scambiato due parole con lei, discorsi strani che ricordo vagamente, poi mi svegliai di nuovo. Pioveva ancora quando guardai l'orologio e pensai che era tardi, ma estraniato mi accorsi che erano le 8.28! Li per li non mi resi conto della cosa, mi dissi che avevo sognato anche prima e sicuramente avevo visto male l'orario, quindi decisi di riposare dell'altro. Mi riaddormentai e sognai di nuovo, questa volta ero nella casa di Castelfranco dove sono cresciuto, mi alzai dal letto (nel sogno) e svegliai mio fratello (ma non era lui!) e gli chiesi che ore fossero! Il mio orologio segnava le 9.08, mentre il suo, invece, le 10.08. Gli chiesi come fosse possibile, gli dissi che erano tornati, mi avevano mandato indietro nel tempo, lui mi rispose che non era possibile, rideva, allora corsi in salotto dove c’era mia madre a guardare uno schermo (non era la TV e lei non era mia madre!), guardai la sveglia e segnava le 12.08. La guardai preoccupato (questa presunta mamma che non riconoscevo) ma era impassibile e molto strana, tornai in camera dal finto fratello (che nel sogno però riconoscevo come mio), gli dissi che avevamo tre diversi orari (9.08, 10.08 e 12.08) e che non era possibile una cosa simile. Mi accorsi nel sogno che la casa dove sono cresciuto era diversa, non c’erano mobili, i muri erano tutti bianchi, i nostri letti non erano quelli dove dormivo da piccolo, ma fatti di metallo con sopra solo un lenzuolo bianco. Mi risvegliai e come per magia l’orologio segnava nuovamente le 9.08. Fuori stava spuntando un timido sole e sentivo mio padre giù in bagno che aveva aperto l'acqua della vasca per lavarsi, dato che "è sempre presto" ed ero stanchissimo mi riaddormentai, svegliandomi poco dopo alle 9.24 e al quel punto decisi di alzarmi.
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)