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Ma chi è veramente Federico Bellini? Sicuramente un personaggio molto complesso. Sono nato nel maggio del 1978, uno degli anni con maggiori avvistamenti Ufo della storia italiana ed ho vissuto un’infanzia tra il normale e l’atipico. Sono sempre stato minuto e gracilino, da oltre 20 anni (adesso ne ho 33), peso costantemente 46 chili, anche se non sono malato e anoressico e il mio aspetto fisico ha sempre suscitato perplessità in chiunque m’incontri. Cresciuto in una famiglia dalle doti creative e artistiche (uno zio paterno che ha lavorato nel cinema e un padre apprezzato e conosciuto pittore), ho studiato armonia, storia della musica, pianoforte e composizione sperimentale al Conservatorio di Firenze. Per lavoro mi sono poi dedicato alla cultura, creando una piccola impresa che si occupa di organizzare mostre d’arte ed eventi in ambiti pubblici e privati. Nel problema dei rapimenti alieni non c’è un vero e proprio inizio, anche perché addotti lo si è già prima della nascita, perché se lo sei, potranno esserlo entrambi i genitori, soprattutto la madre, i nonni materni, etc. Non è facile nemmeno concentrare un’esperienza che racchiude quasi 33 anni di vita, perché essere addotti significa vivere questa condizione da sempre, ma senza averne mai avuto la certezza sino a quando un giorno non ti risvegli. Appena nato ero malato di ittero (con colorazione giallastra della pelle) ma sono poi sopravvissuto quasi per miracolo, da allora la mia vita è stata costellata da strani accadimenti, avvistamenti Ufo o particolari, visite di esseri ed entità, specie nelle ore notturne, sogni strani ed incredibili, cicatrici e segni sul corpo, sino alle esperienze più eclatanti di questi ultimi anni. Da piccolo credevo di essere una persona speciale ed unica, mi consideravo un figlio adottato, altre volte di discendenza regale (con tanto di sangue blu nelle vene), altre volte mi immaginavo di essere un robot, specie a seguito dei ripetuti fischi o strani rumori che sentivo interni al mio corpo, mentre in altre ancora, ero convinto di essere un vero e proprio alieno e di provenire da un altro pianeta. Ne parlavo con gli amici, soprattutto coetanei che a volte mi schernivano o non mi credevano. Si capisce che non ho mai avuto una grande possibilità di parlarne e che sono dovuto crescere tenendomi tutto dentro, sino a quando, in età adulta, ho avuto il coraggio di cercare delle risposte e di farlo apertamente.
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Uno di questi casi eclatanti si verificò quando ero molto piccolo, avrò avuto 7 o 8 anni e passavo le estati a casa dei nonni. Quel pomeriggio d'estate mi trovavo a casa di mia cugina, poco distante, ed eravamo all’interno a giocare quando ad un certo punto, per qualche strano motivo, sentii la necessità di uscirmene fuori. Cosa accadde e la sequenza degli avvenimenti che descriverò è molto strana, perché tutto avvenne in modo consequenziale e "senza tempo". In quegli anni davanti alla porta della loro casa, si trovava un grosso albero (un faggio credo) al centro di una specie di cortile o aia, quando uscì fuori venni investito da una folata di vento caldo da est, poi alzai lo sguardo e sopra di me (sotto le foglie dell'albero) vidi una forma incorporea, fluida, di colore dorato/verde, galleggiare. Ricordo di averla osservata per qualche istante, poi di averla vista volare via verso ovest, nel cielo a gran velocità. Analizzando attentamente quella scena attraverso alcune tecniche, mi sono poi reso conto che mentre stava per arrivare il vento, nell’istante in cui era apparso questo fluido il tempo si era bloccato, mentre tutto attorno a me si faceva silenzioso e immobile. Alcuni uccellini che stavano sfrecciando nel cielo, di colpo si erano fermati diventando delle ombre scure, mentre cercavo di chiamare mia cugina, ma invano perché nessuno riusciva a sentirmi. Infine, mi ero accorto che questa cosa emetteva un fascio di luce, leggermente azzurrina, fluida, cangiante e tenue verso di me, investendomi dalla testa sino a metà corpo. Vedevo tutto intorno a me di un colore bianco sporco e le distanze erano sballate, anche il cielo ero di questo colore, quando invece era sereno, di metà pomeriggio e di una bella giornata d'estate. Ricostruendo tutto, mi sono accorto che questo bianco sporco, altro non era che una bolla enorme, che con me al centro, aveva inglobato un area di qualche centinaio di metri, ma mentre io in quella bolla vivevo in un tempo fermo, fuori dalla bolla, anche a breve distanza da me, tutto procedeva normalmente. Infatti la nonna di una nostra amica, mentre io ero dentro questa bolla spazio temporale, stava in quel momento uscendo di casa come se niente stesse accadendo, mentre gli uccellini, che dentro la bolla avevo visto fermarsi, al di fuori si erano allontanati cinguettando. Ma non è tutto. Oltre quella sfera quantica vedevo fuori dal bianco sporco, una striscia di metallo nero obliqua, altro non era che la fiancata di un Ufo di cui vedevo solo il bordo esterno, mentre la parte superiore ed inferiore era completamente invisibile, tanto che si riusciva a vedere i campi sotto e le altre case! Da questa presunta astronave, fuoriusciva una luce che generava la bolla, il fluido, la luce che mi colpiva e quando poi tutto finì, diventò completamente invisibile dileguandosi come un onda nell'aria. Mi sembrava che fosse passata una frazione di secondo, ma il tempo passato all’interno di quella sfera era stato molto di più. Ritornato in casa, andai a raccontare l’accaduto a mia cugina, ma si mise a ridere divertita perché ovviamente non mi credeva.
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Ricordo, inoltre, un'altro rapimento o presunto tale, avvenuto sempre durante la mia infanzia in una delle estati che passavo sempre a casa dei nonni in campagna. Dormivo in una camera del primo piano di una villa enorme e quindi avevo un intero piano per me, quando una notte vidi spuntare 3 o 4 grigi (uno è rimasto avvolto nella nebbia del passato) intorno al mio letto, mentre un tondo di luce si era aperto all'angolo del soffitto vicino la finestra e dalla quale poi eravamo passati per finire chissà dove. Ricordo degli strani rumori che venivano dalla soffitta quando dormivo in quella camera, soffitta disabitata ovviamente e con qualche piccione, ma per i rumori forti che a volte sentivo la notte, sembrava quasi che ci fossero delle presenze che battevano sul pavimento con qualcosa di pesante, un martello o dei pezzi di legno. La casa, ancora esistente è molto antica, è originaria del 1500 con sovrastrutture successive, un luogo carico di storia e di "presenze", poco distante da Pisa, nella quale ho vissuto molte esperienze particolari della mia infanzia e che spesso sono ritornato a “rivivere” in tanti sogni del tutto unici e particolari durante l’arco della mia vita.
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)
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Uno di questi casi eclatanti si verificò quando ero molto piccolo, avrò avuto 7 o 8 anni e passavo le estati a casa dei nonni. Quel pomeriggio d'estate mi trovavo a casa di mia cugina, poco distante, ed eravamo all’interno a giocare quando ad un certo punto, per qualche strano motivo, sentii la necessità di uscirmene fuori. Cosa accadde e la sequenza degli avvenimenti che descriverò è molto strana, perché tutto avvenne in modo consequenziale e "senza tempo". In quegli anni davanti alla porta della loro casa, si trovava un grosso albero (un faggio credo) al centro di una specie di cortile o aia, quando uscì fuori venni investito da una folata di vento caldo da est, poi alzai lo sguardo e sopra di me (sotto le foglie dell'albero) vidi una forma incorporea, fluida, di colore dorato/verde, galleggiare. Ricordo di averla osservata per qualche istante, poi di averla vista volare via verso ovest, nel cielo a gran velocità. Analizzando attentamente quella scena attraverso alcune tecniche, mi sono poi reso conto che mentre stava per arrivare il vento, nell’istante in cui era apparso questo fluido il tempo si era bloccato, mentre tutto attorno a me si faceva silenzioso e immobile. Alcuni uccellini che stavano sfrecciando nel cielo, di colpo si erano fermati diventando delle ombre scure, mentre cercavo di chiamare mia cugina, ma invano perché nessuno riusciva a sentirmi. Infine, mi ero accorto che questa cosa emetteva un fascio di luce, leggermente azzurrina, fluida, cangiante e tenue verso di me, investendomi dalla testa sino a metà corpo. Vedevo tutto intorno a me di un colore bianco sporco e le distanze erano sballate, anche il cielo ero di questo colore, quando invece era sereno, di metà pomeriggio e di una bella giornata d'estate. Ricostruendo tutto, mi sono accorto che questo bianco sporco, altro non era che una bolla enorme, che con me al centro, aveva inglobato un area di qualche centinaio di metri, ma mentre io in quella bolla vivevo in un tempo fermo, fuori dalla bolla, anche a breve distanza da me, tutto procedeva normalmente. Infatti la nonna di una nostra amica, mentre io ero dentro questa bolla spazio temporale, stava in quel momento uscendo di casa come se niente stesse accadendo, mentre gli uccellini, che dentro la bolla avevo visto fermarsi, al di fuori si erano allontanati cinguettando. Ma non è tutto. Oltre quella sfera quantica vedevo fuori dal bianco sporco, una striscia di metallo nero obliqua, altro non era che la fiancata di un Ufo di cui vedevo solo il bordo esterno, mentre la parte superiore ed inferiore era completamente invisibile, tanto che si riusciva a vedere i campi sotto e le altre case! Da questa presunta astronave, fuoriusciva una luce che generava la bolla, il fluido, la luce che mi colpiva e quando poi tutto finì, diventò completamente invisibile dileguandosi come un onda nell'aria. Mi sembrava che fosse passata una frazione di secondo, ma il tempo passato all’interno di quella sfera era stato molto di più. Ritornato in casa, andai a raccontare l’accaduto a mia cugina, ma si mise a ridere divertita perché ovviamente non mi credeva.
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Ricordo, inoltre, un'altro rapimento o presunto tale, avvenuto sempre durante la mia infanzia in una delle estati che passavo sempre a casa dei nonni in campagna. Dormivo in una camera del primo piano di una villa enorme e quindi avevo un intero piano per me, quando una notte vidi spuntare 3 o 4 grigi (uno è rimasto avvolto nella nebbia del passato) intorno al mio letto, mentre un tondo di luce si era aperto all'angolo del soffitto vicino la finestra e dalla quale poi eravamo passati per finire chissà dove. Ricordo degli strani rumori che venivano dalla soffitta quando dormivo in quella camera, soffitta disabitata ovviamente e con qualche piccione, ma per i rumori forti che a volte sentivo la notte, sembrava quasi che ci fossero delle presenze che battevano sul pavimento con qualcosa di pesante, un martello o dei pezzi di legno. La casa, ancora esistente è molto antica, è originaria del 1500 con sovrastrutture successive, un luogo carico di storia e di "presenze", poco distante da Pisa, nella quale ho vissuto molte esperienze particolari della mia infanzia e che spesso sono ritornato a “rivivere” in tanti sogni del tutto unici e particolari durante l’arco della mia vita.
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)
