Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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martedì 17 aprile 2012

Abductions - "Essere un Addotto"

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Cosa significa essere un addotto o un rapito da entità aliene? Essenzialmente è vivere buona parte della propria esistenza, cercando di capire cosa c’è in te che non quadra. Generalmente è comune passare un infanzia difficile, avere lutti familiari che ti segnano nel profondo, che generano a sua volta una situazione intima complessa. A tutto questo si aggregano i ricordi dell’infanzia, di cui moltissimi strani, senza contare problemi con il sonno, con conseguenti sogni lucidi a ritmi frenetici che negli anni vanno crescendo, arrivando persino a condizionare la propria percezione della realtà. Inoltre è sempre presente la sensazione di essere "alieno", con comportamenti personali strani, asociali, dove è comune circondarsi di amici ancor più strani che nella loro vita riportano chissà quante esperienze particolari. Spesso è frequente la sensazione di avere qualcosa dentro che ti logora, a volte sembra un animale, un parassita, un "verme solitario" che ti prosciuga. Man mano che passa il tempo si diventa più insensibili, a volte ti sembra di non avere più il carattere, la sensibilità, “l'Anima che pensavi di avere un tempo”. Spesso ti ritrovi a fare cose che non sono parte di te, cose che non riesci nemmeno a spiegarti, perché non ti senti realmente te stesso. Infine il passo più grave ed eclatante: ipotesi e tentativi di suicidio, quasi sempre falliti, perché continui a ripeterti che “non sono di questo mondo, sono di un'altro e la, voglio ritornare!” Personalmente ricordo che da bambino si manifestavano manie tra le più disparate, come quella di cercare Atlantide, ricreare il mondo come doveva essere ai tempi del Diluvio Universale, insomma, cose incomprensibili che nemmeno genitori e familiari riuscivano a spiegarsi, soprattutto se a scuola non ottenevo buoni voti. Mi capitava di ritrovarmi a guardare per ore il cielo notturno, con tutte le sue stelle, ma spesso mi accorgevo che c’erano stelle che non lo erano e non erano nemmeno aerei. Poi le presenze, soprattutto la sera, dove in quelle notti serpeggiava la paura del buio, la stessa paura che ritornerà da adulto, una volta presa coscienza del problema alieno. Da adolescente scrivevo racconti, che spesso e volentieri distruggevo in preda a furie inspiegabili. Parlavano di Apocalisse, dell'umanità che finisce, che si logora, che si ritrova a divorare se stessa con atti di cannibalismo. Un futuro prossimo dove ci saranno "lager" nel quale le persone saranno tenute come riserva di carne umana, ed altre persone che negando questa condizione, si ritroveranno costrette a vagare con delle bende sul volto per non sentire l'odore del sangue. L'umanità soccomberà, la terra si ricoprirà di sangue e si formeranno dei grumi. Dentro questi grumi si formeranno poi dei feti, ma non saranno più umani, saranno ibridi umano-alieni e che si andranno ad unire agli uomini superstiti. Poi nasceranno città sulle montagne, vere e proprie fortezze, bianche, gigantesche, di lucente marmo, dove vi abiterà una nuova società, una nuova umanità. Tutto sarà funzionale, spirituale, ognuno nascerà con un compito ben preciso, tutto sarà perfetto ma non ci saranno "Alieni", loro resteranno fuori, perché quella sarà la nostra nuova casa. Si scoprirà più tardi che queste visioni infantili erano delle descrizioni archetipiche di un probabile futuro, dove la fine dell’umanità verrà sublimata da un immane sacrificio e dove la visione del sangue (il nostro DNA unito a quello alieno), porterà alla creazione di un essere nuovo che prenderà il nostro posto, ovviamente visto sotto un ottica di stampo alieno.
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L'attuale uomo, più in specifico le persone “animiche”, sono una "moltitudine di esseri ed entità". C’è l'uomo fisico o contenitore, con una propria Mente e personalità che vive la vita di tutti giorni e la dimensione "visibile", poi c’è il suo Spirito (o meglio più Spiriti, dato che sono più di uno) e la sua Anima, con tutte le diversità del caso. Mentre Spirito è una cosa a se stante e complessa, Anima è la summa di chissà quante esperienze energetiche passate e future. Ci sono poi gli alieni, da distinguere in parassiti e visitatori. Quando dico che un "Uomo è moltitudine" è perché nella vita attuale può capitargli di vivere situazioni simultanee che possono creare non pochi problemi. Mi spiego meglio. A volte capita ad un essere umano di compiere gesti che non fanno parte della sua attuale personalità. Chi diventa violento improvvisamente, chi uccide una persona senza accorgersene, chi si infligge punizioni corporali e così via, in tutte le varianti possibili, anche non criminali. Spesso una persona che compie questi gesti, non ricorda di averli fatti, li rimuove proseguendo la sua vita normalmente o al contrario, cosciente, seguiterà ad avere sensi di colpa o "voci" interne che lo renderanno ancora più instabile. A questo punto nasce l'esigenza di dare delle spiegazioni, in quanto, se una persona senza sapere di esserlo, diventa blasfema, forse è perché in una vita passata o futura lo è stato, e nella vita attuale ritorna ad esserlo per brevi istanti? Se una persona uccide un figlio in un raptus di follia, forse è perché in una vita passata o futura ha già fatto questa esperienza? La personalità è modellata da tutti questi fattori, ovvero dal Corpo, la Mente, gli Spiriti e l’Anima, unite alla sua vita attuale e ambientale, compreso il parassitaggio alieno, etc. Solo così si spiegherebbero molte cose e del perché, a volte, le persone sembrano "impazzire" senza alcun motivo. Questo è un serio problema degli addotti, perché è legato ad una forma di imprinting alieno, che comunque rimane e continua a condizionare le nostre vite. Perché non bastano alcune tecniche e magari qualche ipnosi regressiva per togliere del tutto l’alieno che è in te, ma dal giorno della tua nascita sino al giorno della liberazione, l’addotto è comunque cresciuto sotto il giogo alieno, seguendone inconsciamente dettami, regole e leggi. Un imprinting appunto, simile a quello che due genitori riversano su un figlio. Ti rendi conto, molto spesso, di comportarti in un modo decisamente strano, ti chiedi se nuovamente un parassita sia entrato dentro di te, ma ti accorgi che a parte te stesso e il tuo IO, non c’è nessun altro. Allora, quello strano comportamento, da dove è uscito fuori? Se è vero che la nostra mente è un computer che registra tutto, spesso accede ad alcuni settori interni, ormai ben rodati, che in alcune situazioni riconosce modalità dal quale attingere per dare espressione ai nostri desideri o voleri interni. Quindi, un comportamento che in passato sarebbe stato alieno, ti sembra proprio e ti comporti nello stesso modo, per poi un istante dopo, in modo più consapevole, prenderne le distanze. Se un bambino crescerà in un ambiente malfamato o violento, ci sono alte possibilità che la sua vita sarà altrettanto violenta, pertanto se un addotto è cresciuto con una oppressione aliena per buona parte della sua vita, è naturale che ogni tanto si comporti lui stesso, da vero e proprio Alieno.
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Appena presa coscienza del problema, si comincia a guardare la propria realtà sotto un ottica diversa. La propria camera, ad esempio, diventa il fulcro di una vicenda senza fine nella quale riaffiorano ricordi inaspettati. Alcuni punti diventano centri focali delle più disparate situazioni. L’armadio, il fianco destro del letto, il soffitto, le scale o persino l’ingresso della stanza dove si è solito studiare o coricarsi, corrispondono a tante diverse porte, quante diverse razze hanno interferito con l’addotto in tutto questo tempo. La sera, capita spesso di vedere strane luci, accendersi e spegnersi piccole sfere luminose, veder muovere inquietanti fluidi che si dissolvono in poco tempo. Arriva la percezione e la visione di ombre scure, di entità incorporee e di una visione nuova, di un insieme, che in precedenza era piuttosto individuale e materialista. La notte, magari si continua a fare sogni strani e confusi, ma che lentamente ritornano più terreni, mentre si ha la sensazione che qualcuno, o qualcosa, ti porti lontano dal pianeta e ti conduca tra le stelle. Dopo che ti sei svegliato e hai scoperto il tuo problema alieno, e che finalmente sono apparsi chiaramente, si comincia ad avere la paura di dormire al buio, proprio come quando si è piccoli, perché ti rimane il terrore che mentre dormi e sei indifeso, durante la notte possano ritornare a farti del male. Mentre sei nel pieno del percorso di liberazione dal problema alieno, cominci a combattere queste fobie, ma non è facile, perché più si va avanti nella ricerca di se stessi, della verità, e più ci si accorge che anche alla luce del sole, esistono così tante dimensioni parallele alle nostre, con tante forme di vita diverse, da non sentirsi mai soli in ogni momento della giornata. Non siamo mai soli veramente e dobbiamo convivere con questa verità. Per nostra fortuna non esistono continui scambi tra dimensioni, tali da rendere problematica la nostra stessa vita quotidiana (almeno per ora e a parte le adduzioni aliene), ma se ci sono particolari condizioni, e certamente la notte aiuta in questo, alcune porte si aprono e si accede a “mondi paralleli” al nostro che sono sempre stati ad un passo da noi.
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Fonte
Federico Bellini; Diario di un Addotto (2009/12)