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sabato 31 dicembre 2011

Rapimenti Alieni - "Esiste un metodo per combattere gli alieni?

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"Le parole che non abbiamo pronunciato sono i fiori del silenzio.” (proverbio giapponese)
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Esiste un metodo per combattere gli Alieni o qualsiasi altro parassita extra-dimensionale? La risposta è NO! Ad oggi non esistono metodi o tecniche capaci, soprattutto in brevissimo tempo, di risolvere un problema legato alle interferenze aliene o di entità extra-dimensionali, comprese quelle spirituali. Per quanto una ammissione simile sia decisamente controtendenza, nei confronti di un movimento sorto in questi ultimi anni all’interno della ricerca sulle abductions, d’altro canto conferma tutta una serie di problemi, spesso legati a deliri di onnipotenza, che non solo il ricercatore in questione, ma anche le persone seguite o che seguono tali correnti di pensiero, vengono indotte inconsciamente a commettere errori madornali di valutazione, soprattutto quando non comprendono se stessi. Si, perché il nocciolo della questione è arrivare a capire la realtà che ci circonda, altrimenti qualsiasi obbiettivo in tal senso sarà completamente inutile. Inoltre, un altra questione a mio avviso molto triste e pericolosa, è nel vedere persone estranee al problema, ma anche ex-addotti o presunti tali, elevare su di un piedistallo mitico un determinato personaggio, quando in realtà ognuno di noi dovrebbe essere il mito di se stesso, senza dover delegare ad altri le scelte della propria vita. Ma su questi atteggiamenti che rasentano il fanatismo non c’è molto su cui discutere, perché è come insistere nel voler demolire un muro di gomma che purtroppo difficilmente potrà essere scalfito con il seme del dubbio, seme capace di far germogliare diverse opinioni e una coscienza critica del tutto unica e personale, in grado di far osservare ogni problema da una angolazione diversa, esterna, e non interna ad una corrente, movimento o pensiero, dove seppure molti si ostinano a dire di non farne parte, ne sono in realtà dentro, alimentandola costantemente. Perché non c’è cosa più triste nel vedere persone che nella disperata necessità di liberarsi di un problema, qualunque esso sia, si ritrovino ad ascoltare il primo venuto e che, magari mescolando dati scientifici con qualche reminescenza esoterica o culturale, indora la pillola, assurgendo a moderno e improprio sciamano, quando in realtà il suo compito era solamente quello di illuminare determinate persone ad una propria ed individuale presa di Coscienza. Singolare, inoltre, che tali persone, che si dimostrano indistruttibili nei confronti di una schiera di feroci nemici cosmici, non siano poi in grado di sopravvivere a se stessi o alle comuni malattie terrestri, rimanendone vittime senza soluzione alcuna. Da tutto questo quadro così fosco, quale insegnamento è necessario trarre? Come sostengo da sempre (e sono in buona compagnia) la verità non è unica ma molteplice e mi stupisco, ogni volta, nel vedere persone che spesso, in modo alquanto ridicolo, cercano di dimostrare il contrario. La validità di un metodo, scientifico o meno, è data non dalla quantità dei dati che riesce ad ottenere, ma dalla qualità e, questa qualità viene raggiunta attraverso un lavoro serio, che tende a non dare niente per scontato, ma soprattutto cerca di analizzare le varie tesi, in modo indipendente e senza condizionamenti alcuni. Per questo diventa fondamentale istituire gruppi di ricerca, magari isolati, indipendenti appunto, che non si condizionino a vicenda e che, con diversi metodi di lavori, possano infine raggiungere gli stessi risultati, anche con termini diversi o antitetici. Molti dei gruppi di lavoro sorti all’interno della ricerca sui casi di abductions italiani, sono nati già viziati in partenza, spesso reduci da gruppo pre-esistenti (quasi sempre discutibili), dove a seguito di qualche spinta iniziale liberticida (spesso dettati da un precetto animico o pseudo-tale), si è sempre ritornati all’interno dei vecchi dogmi, rispolverando una modo di fare accademico, del tutto tipico di certi ambienti vecchio stile della nostra società. E questo sarebbe l’ambiente nel quale inventare metodi miracolosi verso una novella e futura presa di Coscienza?
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No, qui c’è un errore di fondo importante, dettato dall’ignoranza della stragrande maggioranza delle persone coinvolte nel problema delle adduzioni aliene e non: la mancanza di una preparazione culturale! Ogni metodo (ipnosi o tecniche affini di simulazione mentale) è del tutto inutile se non è accompagnato da un percorso di vera e propria istruzione, sorta di ascesi iniziatica nei più insondati e sopiti angoli della nostra comprensione umana, come diventa del tutto inutile combattere un nemico se nemmeno ci sforziamo di capire chi sia in realtà. Forse è improprio parlare di nemico o di guerra da combattere (anche se in molti abusano di tali termini, anche a livello sottile verso questa direzione), ma se in questa lotta è fondamentale uscirne vincitori, diventa fondamentale conoscere e comprendere il proprio nemico, perché qualsiasi operazione, mirante ad una vittoria, deve essere condotta in modalità tali da avere un quadro completo ed esauriente della situazione, specie se noi stessi ne siamo il fulcro principale. Per cercare di spiegarvi questo concetto, farò un salto indietro nel passato, quando Platone, in cerca di conoscenza, perché letteralmente “affamato”, condusse un viaggio in Egitto. Durante questo viaggio, sostenne che la vita di un filosofo non è che una lunga meditazione sulla morte che lo attende. Questa idea profonda e nobilmente espressa, era senza dubbio nata all’ombra dei santuari iniziatici, perché l’essere umano, per gli antici egizi, si trovava al centro stesso del Cosmo, si rivelava come nodo gordiano, la speranza degli dei e la loro disperazione, l’erede unico, capriccioso, arbitrario, volontariamente imperfetto, generalmente inferiore a sé stesso, ma capace dei più alti destini. Poiché il mondo, con le sue divinità, stava invecchiando, declinando verso un crepuscolo ineluttabile, nello stesso momento in cui l’essere umano, giovane, vigoroso, dotato di potenzialità infinite, che non supponeva neppure egli stesso, emergeva colmo di vigore presentandosi alla ribalta dell’Universo. L’Uomo non era così divino come dopo essersi spogliato del proprio corpo, questo involucro terrestre che lo trascinava verso l’animalità. Allora gli dei, che si dirigevano ad incontrarlo gli tendevano le braccia lanciando grida di giubilo poiché riconoscevano, in lui, un loro eguale ed il loro legittimo erede. Ma cosa contemplava questo nuovo venuto? E perché gli stessi dei apparivano camuffati con teste così strane? Da dove provenivano queste divinità dalle teste leonine, di falco, d’ibis, di sciacallo, tartaruga, scorpione, scimmia, serpente, coccodrillo, scarabeo o ippopotamo?
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Bene, se a distanza di millenni siamo ancora qui a domandarci chi sono queste strane figure dal volto animale, da cosa vogliamo veramente liberarci? Del resto, cosa vogliamo aspettarci da persone che alla sera pregano (nel senso letterale del termine) la propria parte animica come un tempo, i nostri nonni, facevano con la vergine Maria? Cosa vogliamo aspettarci da una massa di pecore ignoranti, cresciute a televisioni, telefonini e computer e che, non avendo il coraggio di ascoltare se stesse, preferiscono ascoltare gli altri e cercare in loro le stesse verità, racchiuse magari in modalità differenti e più genuine, all’interno di se stessi? Non esistono maestri, non esistono guide, non esistono tecniche o metodi, non esiste niente che possa fare al posto nostro un lavoro di crescita interiore, perché il vero metodo siamo NOI! Le persone credono di liberarsi di un qualcosa, magari per qualche tempo ed inizialmente sarà anche così, ma dopo, altre figure verranno, magari con modi di fare nuovi e sconosciuti e, dato che non nessuno ci avrà istruiti nella loro comprensione e noi stessi saremo stati pigri nel cercare risposte, sarà facile ricadere preda di questi vampiri e tornare vittime dello stesso problema in cui eravamo convinti di esserne usciti con successo. Mi sono sempre stupito di tutti quegli ex-addotti (o che si considerano tali) e che dopo essersi “liberati” hanno scelto di condurre una “vita normale”, dimostrando in alcuni casi anche una regressione nel campo della propria ricerca interiore. Come è possibile tutto ciò? Se veramente la nostra Anima è stata liberata dopo una prigionia forzata durata da chissà quanto tempo immemore e, dopo quell’atto liberatorio, è andata incontro alla sua piena coscienza di se nei confronti delle altre consorelle animiche e dell’Universo, come è possibile decidere di smettere di occuparsi di queste cose? Come è possibile non voler sentire più parlare di un alieno, piuttosto di un qualche angolo sperduto del Cosmo, ricco di fascino e mistero? Come è possibile rivolgersi ad entità senza tempo con metodi o una dialettica da bar, alimentando un egocentrismo animico (anarchico, creativo / distruttivo) a discapito della nostra vera natura spirituale umana? Come è possibile pensare che sia stato necessario fondere la propria Mente, il proprio Spirito o la propria Anima, attraverso una seduta di una manciata di minuti per risolvere ogni nostro male, quando ne siamo rimasti imprigionati da millenni o forse milioni di anni? E’ qui che risiede l’errore, è qui che aleggia incontrastato un crimine, un crimine che nasce da una ignoranza di base, sicuramente voluta e cercata, perpetrata da coloro che si sono elevati a modelli da seguire in questa inesistente battaglia per la supremazia di una vita eterna. Per questo ho deciso di staccarmi da certi ambienti e intraprendere un percorso, solitario e non facile, perché sin da piccolo ho capito che far parte di un qualsiasi gruppo non faceva per me, ed è li che ho compreso di essere diverso da tutti gli altri, un Anima tra le anime, ma uno Spirito in cerca di risposte. A me non interessa salvare il maggior numero possibile di “anime”, non ho necessità di inventare rimedi da santone o panacee universali, come continuerò a stupirmi di tutte quelle persone che mi chiederanno un segno in tal senso. Ma veramente credete che entità così antiche ed evolute si possano sconfiggere con delle stronzate simili? L’unica cosa che mi sta a cuore è la speranza racchiusa dentro ognuno di voi che leggerà questa mia riflessione, perché se inizierete un percorso vostro, libero da ogni dogmatica e stupida conoscenza farcita di tanta ipocrisia, sarete veramente in grado di cambiare la vostra vita e anche i destini del Mondo.
Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/2012)

Rapimenti Alieni - "Fenomeni di trasformazione"

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Spesso si ha una elevata frequenza in cui le esperienze di vite precedenti vengono ricordate durante le ipnosi regressive applicate sugli addotti, e spesso diventano particolarmente potenti quando diviene possibile vedere, una continuità nella crescita personale in più di una vita. Molti rapiti hanno quasi sempre l’esperienza di una doppia identità, umana e aliena, spesso questa parte è percepita come un anima persa o abbandonata da quella umana, legata un tempo a una fonte comune. Il compito che i rapiti sentono loro affidato diventa allora l’integrazione delle due identità umana aliena separate in modo da riunirle in un'unica entità. Molte esperienze di rapimento sono inequivocabilmente spirituali, il che di solito implica qualche genere di incontro coinvolgente con una luce divina. Gli esseri alieni, sebbene possano suscitare risentimento a causa delle operazioni intrusive nei corpi dei rapiti, sono visti come intermediari, vicini più di noi a Dio o alla fonte dell’esistenza, anche simili a creature come angeli o creature analoghe al divino. Apparentemente collegata con questa apertura a una fonte divina è l’esperienza che alcuni rapiti hanno dei grandi cicli della vita, della nascita e della morte che si ripetono durante lunghi periodi di tempo. Ciò può diventare particolarmente evidente quando vengono rivissute delle esperienze di vita passata attraverso le quali al rapito è permesso di ricordare vere esperienze di morte e rinascita. Dopo il rapimento, a volte possono soffrire di paure, incubi e altri effetti collaterali dello stress associati alle lesioni corporali, mal di testa, sintomi gastrointestinali, leggere neuropatologie e disfunzioni fisiche. Allo stesso tempo, tuttavia, c’è la prova che gli incontri con gli alieni sono stati responsabili di guarigioni di stati patologici che vanno dalla polmonite alla leucemia, da paralisi delle membra dovute ad atrofia muscolare alla poliomielite. Oltre a ciò molti addotti sembrano aver acquisito essi stessi il potere di curare. Oltre a ciò sembrano, specialmente quando si confrontano e integrano le loro esperienze, particolarmente intuitivi, a volte dimostrano di possedere forti abilità psichiche, tra cui la chiaroveggenza e la capacità di percepire il pensiero degli altri a distanza. Ogni addotto prova in qualche modo un’espansione del suo senso dell’identità del mondo, quest’apertura a una più completa identità può essere il diretto risultato del rapimento, se non il punto focale del processo stesso. I rapimenti stessi scuotono la nostra illusione di avere il controllo su noi stessi e dimostrano forzatamente che siamo impotenti di fronte a forze ed esseri i cui scopi rimangono sconosciuti. Ogni rapito capisce di non far parte dell’unica razza di individui nell’universo ma che esso è abitato da varie altre entità che “non si pensa” debbano esistere. Capiscono che gli esseri umani non sono i signori della Terra, ma “bambini del cosmo” che devono trovare la loro via e posizione per vivere in armonia con tutti i tipi di creature che popolano il pianeta e l’universo. Questa è la lezione prorompente di umiltà che apre la psiche a una più ampia percezione dell’Universo, degli esseri e delle entità che lo abitano. L’identità globale, persino cosmica implicata nei rapimenti, potrebbe, almeno, offrire una diversione dalle nostre interminabili lotte per il potere e il dominio sul pianeta o al meglio sarebbe in grado di proiettarci verso avventure cosmiche potenzialmente infinite. Ma tutto ciò dipende dalla possibilità di considerare seriamente questo fenomeno, per questo motivo non è difficile notare che il fenomeno dei rapimenti da parte aliena, sta avvenendo in un contesto sempre crescente di una crisi economico, politico, sociale e morale di maggiori proporzioni che nel passato.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Alterazioni di coscienza"

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L’altro aspetto importante, collegato con il fenomeno dei rapimenti, riguarda la raccolta di informazioni e l’alterazione della coscienza. Non si tratta di un processo puramente conoscitivo ma di un fenomeno che tocca profondamente la vita spirituale ed emozionale dei soggetti, e cambia radicalmente la percezione di se stessi, del mondo e del proprio posto all’interno di esso. Le informazioni concernono il destino della Terra e la responsabilità umana per le attività distruttive che hanno luogo sul nostro pianeta. Scene della Terra devastata da un olocausto nucleare, vasti paesaggi rappresentanti territori e mari contaminati privi di vita, immagini apocalittiche di giganteschi terremoti, tempeste di fuoco, inondazioni e persino spaccature nel pianeta, vengono spesso mostrate dagli alieni. Queste scene sono particolarmente sconvolgenti per i rapiti che tendono a viverle come esperienze in grado di predire letteralmente il futuro del pianeta. Alcuni rapiti, mentre vengono mostrate le immagini, ricevono degli incarichi da svolgere durante questi futuri olocausti, ad esempio nutrire i sopravvissuti, oppure viene detto loro, come accade in certi passi profetici della Bibbia, che alcuni moriranno mentre altri sopravvivranno e saranno trasportati in un altro luogo per partecipare all’evoluzione della vita nell’Universo. Capita che il rapito riesca a chiedere all’alieno perché non si palesano in modo evidente, intervenendo nel nostro aiuto, ma quando vengono messi di fronte a questo genere di obiezioni, dicono che non siamo pronti per accettare la loro esistenza e che reagiremmo con aggressività nello stesso modo con cui reagiamo a tutto ciò che è diverso da noi e che non comprendiamo. Alcuni rapiti ricevono informazioni riguardanti battaglie per il destino della Terra e il controllo della mente umana, tra due o più gruppi di esseri, alcuni dei quali sono più evoluti o “buoni” mentre altri non lo sono e quindi devono essere considerati “cattivi”. Ma è durante il ritorno che le alterazioni si fanno più evidenti, perché i rapiti ricordano dettagli più scarsi rispetto a quelli che riguardano le circostanze del rapimento. Di solito vengono riportati al loro letto o all’auto dalla quale sono stati sottratti, ma a volte vengono commessi degli errori, perché possono essere riportati a una certa distanza, persino a chilometri da casa. Errori meno gravi sono più comuni, ad esempio il rapito viene riportato a letto con la testa rivolta nella direzione opposta, con il pigiama a rovescio, oppure nudo o vanno persi alcuni abiti e gioielli. Il rapito, inoltre, può svegliarsi con inspiegabili tagli o altre lesioni, piccoli gonfiori sottopelle, mal di capo o perdita di sangue dal naso e quasi sempre sono piuttosto stanchi e si sentono come se fossero passati attraverso qualche esperienza stressante.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "I traumi"

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Essere paralizzati e trascinati contro la propria volontà da esseri alieni in un ambiente estraneo ed essere sottoposti a operazioni che si presentano coi caratteri di uno stupro, alcuni dei quali particolarmente umilianti per la dignità umana, è ovviamente molto sconvolgente. Gli addotti, inoltre, sperimentano per tutta la vita un senso di isolamento e di distacco da tutti coloro che li circondano, che ricordino o meno consciamente molti elementi delle loro esperienze, sentono di essere in qualche modo differenti dagli altri, di non appartenere a questa società anche se, almeno all’apparenza, sembrano integrarvisi. Da bambini viene detto loro che i racconti che sostengono, sono sogni o persino bugie, in questo modo i soggetti imparano a tenere queste cose per sé e a sentirsi molto soli con le loro esperienze. Inoltre, sperimentano quello che viene definito “shock ontologico” quando si rendono pienamente conto della realtà dei loro incontri, perché come tutti noi, sono cresciuti con la convinzione che sulla Terra siamo gli unici abitanti dell’Universo e che non sarebbe semplicemente possibile per degli esseri intelligenti, che secondo la nostra realtà culturale non esistono, entrare in contatto con il nostro mondo. I rapiti tendono a persistere nella speranza che verrà trovata una spiegazione psicologia per le loro esperienze, persino quando sostengono che quanto è loro accaduto è reale. Molti traumi, ad esempio quelli collegati ad esperienze di guerra, agli stupri o alla violenza sui minori, sono circoscritti nel tempo, ma i rapimenti sono inattesi e il loro ripetersi durante la vita di un individuo non segue uno schema prevedibile. I genitori rapiti per prima cosa cercano di investigare sulle loro stesse esperienze quando scoprono che uno o più dei loro figli stanno subendo esperienze simili, la scoperta che non possono adempiere al loro compito di protezione in qualità di genitori avrà ragione della propria riluttanza ad accettare il fenomeno, motivandoli a confrontarsi con le loro esperienze rimosse in modo da poter essere d’aiuto ai figli. Infine, in aggiunta a questi strascichi specificatamente traumatici, i rapiti possono anche soffrire di vari sintomi che si manifestano a lungo termine collegabili, sebbene in maniera lieve, con l’esperienza del rapimento. Questi sintomi comprendono paure di vario genere, riguardo a ospedali e aghi, mal di testa, dolore al setto nasale, indolenzimento alle membra, sonnolenza, stanchezza cronica, problemi di natura gastrointestinale, urologica, ginecologica e disturbi delle funzioni dell’apparato sessuale.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "La sessualità negli addotti"

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Parlare della sessualità non è mai compito facile, soprattutto perché si rischia di entrare all’interno di un terreno minato, spesse volte associato a situazioni risibili o al contrario talmente private da creare non poco imbarazzo, ma nella ricerca nel campo dei rapimenti alieni diventa necessario, se non fondamentale, discutere di una tematica così ampia, complessa e controversa. La scoperta della presenza e dell’ingerenza aliena all’interno del nostro genere umano ha implicato non pochi problemi, soprattutto quando si è cominciato a capire il livello di controllo e manipolazione che determinate civiltà extraterrestri, hanno condotto su di noi per migliaia di anni. E’ risultato chiaro sin dal principio che la nostra umanità, prodotto di una ibridazione misteriosa tra il DNA di creature terrestri precedenti e di creature aliene, si trova all’interno di un processo di trasformazione che non si arresterà nell’immediato, ma proseguirà sino a quando il “prodotto” finale non verrà raggiunto. Per questo è stato necessario sin da subito fare largo uso di uno strumento di riproduzione indispensabile, presente probabilmente in ogni angolo dell’Universo: il sesso. Il fenomeno dei rapimenti ha a che fare con una programma creativo che dovrebbe dare origine a una nuova specie umana-aliena. Confrontando le esperienze dei vari rapiti emerge che agli uomini spesso viene forzatamente estratto il seme mentre alle donne vengono sottratte le ovaie. Dopo di ciò i germi vengono riuniti e alterati. Questo processo viene definito “genetico” sia dai ricercatori che dai rapiti ma non vi è prova che sai realmente così. L’essere concepito, una volta alterato, viene reinserito nel ventre materno in un successivo rapimento, dopodiché viene permessa una successiva gestazione di qualche settimana e quindi avviene una nuova rimozione. Dopo, i feti ibridi vengono “incubati” dentro contenitori cilindrici finché i feti non sono abbastanza cresciuti da poter vivere autonomamente nelle stanze dell’astronave. Periodicamente i padri e le madri rapiti vengono riportati da questi ibridi e incoraggiati a prenderli in braccio e a giocare con loro e tale effetto si rivela uno degli aspetti più sconvolgenti dell’intera esperienza. Questo perché i rapiti sono sottoposti a un conflitto di fronte alla prospettiva di stringere un profondo legame d’amore con la loro strana progenie che comunque possono vedere solo raramente, secondo il capriccio degli alieni. A dispetto del risentimento provocato dalla natura traumatica del processo, virtualmente tutti i rapiti vengono sottoposti a questo programma di ibridazione. Sia gli uomini che le donne si rendono conto, a dispetto della rabbia, di prendere parte, a volte anche volontario, a un processo di creazione della vita. Questo contatto serve per ristabilire così una “fratellanza” perduta quando noi e gli alieni siamo stati separati da una fonte primaria comune.
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Tra i miti si ritrovano storie che parlano di incontri tra fanciulle provenienti dalle stelle e uomini della Terra. Alcuni popoli nativi americani, tra cui gli Osage sostengono che "all'inizio dei tempi, una parte degli Osage abitava nel cielo ed erano figli del Sole e della Luna; quest'ultima disse loro di andare a vivere sulla Terra e, una volta scesi sul pianeta, non poterono più tornare in Cielo". Le stesse leggende li accomunano agli Indios Maya e Aztechi e non potrebbero essere più chiari e concisi quando affermano che "molto tempo fa gli Indios abitavano nel Cielo e nessuno conosceva la Terra". Ma alcuni tra gli "dei" abitanti dei pianeti celesti scendevano di tanto in tanto sulla Terra per stabilire dei contatti con i terrestri o per motivi diversi. Ne abbiamo testimonianza nella storia della fanciulla vestita d'argento: nei tempi antichi c'era un uomo che coltivava le patate migliori dell'impero ma si accorse che le patate migliori del raccolto erano state rubate e mise suo figlio a guardia. Il ragazzo fu testimone di una scena inconsueta: un gruppo di bellissime ragazze vestite con abiti d'argento raccoglievano i tuberi migliori da offrire agli dei. Quando si accorsero della presenza del ragazzo, le fanciulle scapparono e svanirono nel Cielo, ma lui fu rapido e riuscì a catturarne una. Il giovane rimase ammaliato dalla bellezza della fanciulla e le chiese di diventare la sua sposa: lei, per tutta risposta, lo supplicò terrorizzata di lasciarla ritornare in Cielo con le sue sorelle celesti perché se fosse rimasta sulla Terra sarebbe morta. Il ragazzo restò insensibile alle sue preghiere e la portò dai genitori, i quali le sottrassero il suo "abito d'argento" e la rinchiusero in una stanza, ma dopo qualche giorno, la ragazza celeste riuscì a riavere la veste d'argento e svanì nel Cielo. Quando il ragazzo apprese della sua fuga, si disperò e chiese aiuto ad un grande condor che, previa ricompensa, si offrì di portarlo "in Cielo nel mondo degli dei". Viaggiarono circa un anno e arrivarono nella terra della sua amata, ma l'anno successivo ritornò sulla Terra e ritrovò i genitori che nel frattempo erano invecchiati di decenni. Non dimentichiamo che in quasi tutte le leggende native della Creazione si parla di uomini-animali e che i nativi sono sempre stati orgogliosi del loro rapporto con la natura, tanto da portare ancora oggi con fierezza nomi di animali. Anche i Sioux parlano del Paese della Stella e anche nelle loro tradizioni si narra di unioni tra membri del popolo stellare e terrestri, nonché dei mezzi di trasporto usati per mettere in contatto i due mondi. Si racconta che una fanciulla di nome Donna Piuma un giorno d'autunno si ritrovò in compagnia di un bellissimo straniero che si presentò come un abitante della Stella del Mattino: le propose di abbandonare la Terra e seguirlo in cielo nel Paese della Stella. La fanciulla accondiscese con gioia alla sua richiesta, chiuse gli occhi e si senti sollevare rapidamente in alto e quando riaprì gli occhi si ritrovò nel Paese della Stella. La madre del ragazzo lo mise in guardia sulla reazione del padre in quanto lui "non si fidava degli abitanti della Terra". Ebbero un bambino e dopo qualche anno Donna Piuma venne accompagnata al luogo di trasporto con il suo piccolo e fu mandata sulla terra. Tutti i Nativi che stavano nell'accampamento videro chiaramente una fonte di luce attraversare il cielo e quando andarono sul luogo trovarono Donna Piuma e Ragazzo Stella. Il tempo passò e Donna Piuma morì. Anni dopo suo figlio decise di seguire la pista del cielo, la Via Lattea e giunse al Paese della Stella, dove fu accolto da un bellissimo giovane che era identico a lui. Quel ragazzo era suo padre, rimasto giovane e bello perché il popolo della Stella "non invecchia come i mortali".
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La sessualità, non soltanto come riproduzione della specie ma anche come summa delle sensazioni e delle forti emozioni, è una delle componenti della psiche di cui l’alieno si è servito immediatamente per agire nel suo controllo di manipolazione nei confronti delle proprie vittime. Il parassitaggio che talune entità attuano sugli Esseri Umani ha lo stesso carattere dell’antico demone che si divertiva con le sue vittime, abusandone, dimostrando in questo modo il suo potere incontrastato. Ma è negli addotti che si ritrovano le casistiche più particolari e degne di attenzione. Il ricercatore James Pontolillo, in un suo studio ha portato alla luce ben 1517 casi di rapporti sessuali con i demoni (o creature sconosciute) e con gli alieni, dimostrando la vastità del fenomeno. Alcuni ricercatori sono consapevoli di intriganti analogie tra il sapere di streghe, fate e le relazioni con i rapimenti moderni notturni, e incontri sessuali con esseri soprannaturali di ogni tipo possono essere trovati in molte culture fino ai giorni nostri. In passato, centinaia di uomini e donne hanno confessato (non sempre sotto tortura) di un rapporto sessuale con i demoni (forse riferendosi agli alieni). Alcuni demoni mutaforma (si suppone femminili) si diceva giacessero con un uomo (come una succube) per ottenere sperma e quindi (come un incubo) fecondare una donna con esso. Indifferentemente dal sesso della vittima, è comune per molti rapiti ricordarsi di esperienze sessuali già in età adolescenziale, quando sovente si è soliti risvegliarsi a notte fonda o alla mattina, senza i pantaloni del pigiama e la biancheria intima, spesso riposta per terra, in fondo a letto o ai propri piedi. Ciò che poi accomuna questo strano episodio sono i sogni che accompagnano tale esperienza, dove spesso si ricorda nei maschi una forte erezione o nelle femmine uno strano dolore al pube, esterno ed interno, con leggero arrossamento, il tutto accompagnato dalla classica spossatezza che subentra ogni qualvolta dopo aver consumato un atto sessuale. Specie in tenera età è facile accusare inconsciamente un genitore, i nonni, il fratello o la sorella maggiore, anche un amico o un vicino di casa di tali violenze, non avendo certamente la consapevolezza che a volte, questi abusi, sono compiuti da entità provenienti da altri pianeti, creando nella stessa famiglia contrasti e relazioni precarie tra i vari componenti, con reciproche accuse, manifeste o meno, che poi in età magari più adulta, potranno degenerare in veri e propri conflitti o tragedie consumate in ambito familiare. Nel corso delle ricerche sui rapimenti alieni sono poi emerse tutta una serie di situazioni veramente atipiche e che hanno dell’incredibile. L’addotto ricorda a volte di aver avuto rapporto sessuali con creature angeliche, spesso con tratti somatici simili a dei nordici, con lunghi e fluenti capelli biondi, occhi azzurri o di un colore innaturale, glaciale e dalla pelle diafana, a volte muscolosa, altre volte esile o gracile. L'avventura di Antonio Villas Boas, il 16 ottobre 1957 in Brasile è probabilmente il caso più famoso di questo genere di rapporti interstellari. Antonio stava arando un campo nella fattoria di famiglia quando il motore del suo trattore fu tagliato fuori, e al tempo stesso, un oggetto con luci viola discese dal cielo. Umanoidi in tute spaziali emersero dall'oggetto e lo portarono nella loro imbarcazione, sottoponendolo a quello che sembrava un esame medico. Lo spogliarono, gli spalmarono un liquido strano sul corpo e presero un campione del suo sangue. Fu lasciato solo in una stanza per quello che sembrava un lungo periodo, fino a quando arrivò una bella donna dai capelli biondi. Era nuda e Antonio fu subito attratto da lei. Senza parlare o baciare, fecero sesso, durante l'amplesso lei ringhiava come un cane. Nonostante le strane circostanze o forse perché il liquido estraneo avesse proprietà Viagra, Antonio fu presto pronto per un secondo rapporto. Intervistato tempo dopo, dichiarò: "Prima di partire si volse verso di me, mi ha indicato il suo ventre, e sorridendo indicò il cielo." Altre situazioni vedono soprattutto le donne al centro dell’attenzione di esseri simili agli antichi fauni o satiri, novelli Dioniso provenienti da chissà quali regioni remote della nostra Galassia che, con un aspetto tra il caprino e l’umano, consumano rapporti sessuali con le nostre donne per ingravidarle. Elisabetta Klarer, nel 1956 dichiarò di essersi innamorata di Akon, uno scienziato alieno che l’aveva portata sul suo pianeta natale, Metone. Lì, l’aveva sedotta, dicendo: "Solo alcuni sono scelti per la riproduzione di là di questo sistema solare per infondere nuova linfa nella nostra antica razza e ho ceduto in estasi per la magia del suo amore". Klarer dichiarò, inoltre, che la loro "unione magnetica" aveva prodotto un figlio perfetto e molto intelligente di nome Ayling. Lei era stata poi inviata in Sud Africa dove è morta nel 1994, mentre per quanto ne sappiamo il suo "Uomo delle Stelle" ed il figlio, vivono in qualche luogo al di là di Alpha Centauri. L'ufologo britannico Peter Brookesmith, che ha comparato le attività descritte di “medici alieni” con le procedure utilizzate dagli specialisti della fertilità terrestre, ha riscontrato che gli inseminatori alieni stranamente non riescono a prendere ciò che a loro interessa entro le 48 ore di ovulazione. Gli alieni hanno le stesse probabilità di rimanere confusi dalla "mancanza del feto", come succede anche tra gli esseri umani, data la generale difficoltà di diagnosticare la gravidanza entro le prime otto settimane. Seppure padroni o meno di una superiorità cosmica, negli inseminatori stranieri possono verificarsi errori piuttosto elementari e decisamente farseschi. Gli Alieni, ad esempio, inserirono un lungo ago nell'ombelico di Betty Andreasson e gli dissero che il loro scopo aveva a che fare con la creazione, ed erano perplessi di trovare qualcosa che mancava. Spesso, però, l’atto sessuale non è consumato fisicamente tra due esseri, umano e alieno, ma attraverso apparecchiature mediche, quindi con esiti freddi e artificiali. La varietà della strumentazione comincia così a variare, diversificandosi per ogni razza aliena coinvolta dove tubi grandi e piccoli, siringhe di strana conformazione, divaricatori, led luminosi o altri oggetti di non meglio specificata forma, vengono usati nei maschi per prelevare loro lo sperma, mentre al contrario per le donne, per essere inseminate. Whitley Strieber ha notoriamente descritto di essere stato sodomizzato da una sonda aliena. Sentiva che, mentre la sonda era dentro di lui, sembrava viva e fu sorpreso, al suo allontanamento, di scoprire che era un dispositivo meccanico. Quando l'ufologo John Keel visitò le comunità di un college in Nord-Est America durante la metà del 1960, diverse giovani donne gli raccontarono di essere state violentate da Alieni (stranieri nell'originale), e giovani uomini avevano confessato che queste entità avevano estratto il loro sperma. Qualunque sia la genesi di tali relazioni, dobbiamo considerare che molte persone hanno riferito di contatti sessuali con ogni sorta di esseri soprannaturali nel corso della storia, i quali hanno agito indisturbati e condotto i loro esperimenti bestiali per millenni su di noi.
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L’Alieno parassita, sostanzialmente, è la versione moderna di quello che un tempo veniva chiamato Demone, è il diavolo tentatore che induce l'uomo a provare ogni tipo di eccesso, colui che abita all'inferno, nell'Al di Là freddo, il Satana dal pene di ghiaccio, padrone di un luogo buio e terribile, senza speranza e senza ritorno. Quello del parassita alieno è un condizionamento esterno che ti fa compiere tutto ciò che vuole, perché pretende un totale controllo della situazione e dell'essere umano che si è scelto. Non provando la sessualità in quanto incorporei, sfruttano quella umana per rapirne le emozioni, si cibano delle sensazioni umane, perché questo li fortifica, li rende onnipotenti, inoltre sembra che riescano a scavare nelle vite passate e future degli addotti. Fanno emergere lati nascosti e insospettabili, su questo spingono l'acceleratore, facendo compiere gesti anche estremi, incoscienti, che magari potrebbero compromettere persino la vita stessa della persona che parassitano. Non sono rari i casi che conducono l’addotto a compiere gesti di autolesionismo, spesso all’interno di pratiche sessuali estreme. Tale atteggiamento provoca frequenti contrasti con le altre razze aliene, in quanto espongono gli addotti a dei rischi inutili che poi gli altri alieni, devono in qualche modo porre rimedio. La pressione psicologica che hanno su un addotto è veramente forte, probabilmente è il parassitaggio più completo ed intenso che una razza aliena possa condurre su una persona, specie a seguito di abusi sessuali, non condotti fisicamente ma psichicamente, agendo attraverso la mente dell’addotto nel provare le stesse sensazioni, emozioni e azioni che avvengono in uno stupro vero e proprio. Sono in grado di modificare l'aspetto fisico, gli sbalzi di umore, procurare attacchi di panico, vari stati depressivi (tra cui il disturbo ossessivo-compulsivo), nei casi più gravi conducono la persona al suicidio. Il paradosso è che le emozioni che portano l'addotto a questo gesto, sono per loro fonte di grande piacere energetico, non arrivando a capire, invece, che la loro azione conduce alla morte la fonte stessa del piacere. Questo è uno dei tanti problemi degli addotti, perché è legato ad una forma di imprinting alieno, che comunque rimane e continua a condizionare le nostre vite. Perché non bastano alcune tecniche e magari qualche ipnosi regressiva per togliere del tutto l’alieno che è in te, ma dal giorno della tua nascita sino al giorno della liberazione, l’addotto è comunque cresciuto sotto il giogo alieno, seguendone inconsciamente dettami, regole e leggi. Un imprinting appunto, simile a quello che due genitori riversano su un figlio. L’addotto si rende conto, molto spesso, di comportarsi in un modo decisamente strano, quindi, un comportamento che in passato sarebbe stato alieno, ti sembra proprio e ti comporti nello stesso modo, per poi un istante dopo, in modo più consapevole, prenderne le distanze. Perché se un bambino crescerà in un ambiente malfamato o violento, ci sono alte possibilità che la sua vita sarà altrettanto violenta, pertanto se un addotto è cresciuto con una oppressione aliena per buona parte della sua vita, è naturale che ogni tanto si comporti lui stesso, da vero e proprio Alieno.
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Dal 1970 l'idea di storie riguardanti Bambini Spaziali ibridi è stata più ampiamente divulgata e conosciuta, ma presa sul serio solo nei decenni successivi, perché come sosteneva Keel, molti temevano che "i demoni dei dischi volanti siano impegnati in un esperimento biologico massiccio di creazione di una razza ibrida il cui scopo finale sarà di prendere in consegna la Terra". Un decennio più tardi, queste nozioni erano parte dell'ufologia tradizionale, seri ricercatori, alcuni dei quali docenti universitari, come John E. Mack e David Jacobs avevano cominciato a dichiarare apertamente la loro convinzione che i Grigi (la mano d'opera di Alieni che li comandano) stavano prendendo sperma e ovuli di Esseri Umani rapiti. Era comune sentire donne addotte raccontare di essere rimaste incinte, di aver visto estrarre il feto dai loro ventri. Storicamente, la gravidanza e l'aborto sono stati circondati da una costellazione di miti e vecchie leggende insieme alla nascita di neonati malformati, mostruosi o al contrario di feti o bambini mancanti. Inoltre, molte addotte, raccontavano di essere state imbarcate su un disco volante dove avevano potuto vedere il loro bambino in compagnia di altri in un vero e proprio asilo di ibridi (a bordo del disco volante), ma anche uomini raccontavano scene simili dove uno di questi strani bambini veniva messo loro in braccio, intimandogli telepaticamente di cullarlo in quanto loro figlio.
Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Le operazioni"

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Il rapito di solito viene spogliato e trascinato a forza nudo, o vestito di un solo indumento che può essere una maglietta, su un tavolo della misura di un corpo umano, dove avvengono le operazioni. Gli esseri alieni sembrano studiare all’infinito gli addotti, osservandoli dettagliatamente spesso con i grandi occhi che tengono vicinissimi alle teste degli umani. Le operazioni comprendono il prelievo di piccoli campioni di tessuto, analisi del cervello (che di solito vengono correlate con la raccolta di informazioni dal cervello, controllo dello stato emozionale del soggetto e l’inserimento o la rimozione di impianti) e l’inserzione o l’applicazione di strani strumenti in altre parti del corpo, tra cui specialmente la regione addominale, l’ano e gli organi riproduttivi. Vari strumenti vengono adoperati per penetrare virtualmente in ogni parte del corpo dei rapiti, inclusi naso, narici, occhi, orecchie e altri parti del capo, braccia, gambe, piedi, addome, genitali e più raramente il petto. L’operazione più comune riguarda il sistema riproduttivo, agli uomini viene spesso prelevato di forza un campione di sperma, e le donne vengono private degli ovuli. Gli ovuli fertilizzati, che possono essere stati geneticamente alterati, vengono impiantati e in seguito avverrà una rimozione finale della gravidanza. In successivi rapimenti, ai soggetti vengono mostrati degli ibridi e può essere chiesto loro di accudirli. Da bambini può essere stato chiesto loro di giocare con tali strane creature che di solito appaiono gracili almeno secondo i nostri standard. Altre attività sessuali o a carattere riproduttivo possono essere svolte dagli alieni che sembrano interessati specialmente agli aspetti sessuali ed emotivi delle nostre esistenze. Alcuni dei soggetti che hanno sperimentato un rapimento possono anche aver visto bambini dall’aspetto ibrido, adolescenti e adulti che riconoscono come della loro stessa razza per intuizione o perché gli alieni stessi glielo rivelano. A volte gli alieni, magari tentano di far accudire e crescere da madri umane queste creature che sembrano essere quasi filiformi, o incoraggiano i bambini umani a giocare con gli ibridi. Inutile dire che tutto ciò è profondamente sconvolgente per i rapiti, almeno all’inizio e la prima volta che ricordano l’esperienza. Il loro terrore può essere attenuato in qualche modo dalle rassicurazioni fornite dagli alieni che non accadrà loro nulla di male e da varie procedute simili all’anestesia o comunque in grado di ridurre l’ansia messe in atto dagli alieni stessi. Queste operazioni utilizzano strumenti che operano sull’energia e o le vibrazioni del corpo. Tali procedure sono in grado di attenuare grandemente il dolore o la paura dei rapiti, perfino indurre stati di profondo rilassamento, ma in altri casi sono completamente inutili e il terrore, il dolore e la rabbia fanno breccia nonostante i metodi usati per ridurre le emozioni. Di frequente i rapiti vivono l’esperienza che qualche generazione di oggetto sia stato inserito nei loro corpi, specialmente nella testa, ma anche in altre parti così che gli alieni possano controllarli e raggiungerli, nello stesso modo con cui localizziamo gli animali. Questi cosiddetti impianti possono essere individuati come piccoli noduli sotto la pelle e, in diversi casi, alcuni piccoli oggetti sono stati recuperati e analizzati bio-chimicamente con il microscopio elettronico. Pertanto, questi oggetti sono stati lasciati nel corpo umano da esseri alieni, cosa ad oggi ancora impossibile da dimostrare, ma non sarebbe stato difficile per gli alieni, alla luce di altre cose miracolose che sembrano essere capaci di fare, adattare un piccolo oggetto al corpo umano, creandolo secondo le componenti chimiche del corpo stesso. Se così fosse, un analisi non registrerebbe nulla di inusuale.
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Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Dentro le Astronavi"

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Alcuni dei rapiti ricordano di essere stati portati a bordo della nave spaziale attraverso la chiglia o attraverso portelli di forma ovale posti sul fianco, sebbene spesso non riescano a rammentare il momento in cui hanno fatto il loro ingresso a bordo. Una volta all’interno possono all’inizio scoprire di trovarsi in una piccola stanza scura, una sorta di vestibolo, presto, però, vengono trascinati in una o più sale di maggiori dimensioni dove, fortemente illuminate, si svolgeranno diverse operazioni. Questa stanze sono illuminate con una luce indefinibile proveniente da fonti indirette poste sui muri, l’atmosfera può essere umida, stantia e in alcuni casi, può avere un odore rivoltate, mentre in altre può sembrare secca, accogliente o persino fredda. I muri e il soffitto di solito sono convessi e solitamente bianchi, sebbene il pavimento possa presentarsi di colore scuro o persino nero. Sui lati delle stanze, che possono avere delle balconate, vari livelli e alcove, si allineano a consolle simili a quelle usate per i computer e altri strumenti; nessuno degli strumenti o degli equipaggiamenti hanno un aspetto simile a quello cui siamo abituati. L’arredamento è ridotto al minimo, limitato generalmente a sedie la cui forma si modella sui corpi e tavoli con una sola gamba a supporto che, durante le operazioni, può inclinarsi. L’ambiente è generalmente sterile, freddo, tecnologico, simile a quello di un ospedale, eccezion fatta quando si presenta qualche tipo di allestimento più complesso. All’interno delle astronavi i rapiti, di solito, vedono molti altri esseri alieni occupati in varie operazioni riguardanti il controllo degli strumenti di bordo o le procedure del rapimento. Gli esseri descritti nei casi sono di varia natura: hanno l’aspetto di entità luminose piccole o grandi che possono anche essere trasparenti o almeno non completamente solide, sono state viste anche delle creature simili a rettili che sembrano possedere delle parti meccaniche. A volte si sono visti degli aiutanti umani che lavorano insieme a esseri alieni dall’aspetto umanoide, ma per la maggior parte l’entità più frequentemente vista si presenta con le sembianze di una piccola creatura umanoide “grigia” alta circa un metro e mezzo. La comunicazione tra alieni e umani avviene per via telepatica, da mente a mente, da pensiero a pensiero e non è necessaria la conoscenza di nessun linguaggio noto.
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Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Il rapimento"

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La maggior parte degli incontri che poi si risolvono in rapimenti alieni inizia tra le mura di casa o quando la vittima si trova all’aria aperta, spesso quando guida l’automobile, in alcuni casi il soggetto si trova a passeggiare nel bosco, etc. Il primo indizio del verificarsi di un rapimento può essere un intensa e inspiegabile luce azzurra che fluttua nella camera da letto, uno strano rumore o un ronzio alle orecchie, un inspiegabile senso di apprensione, la sensazione di una presenza inusuale o perfino la visione diretta di uno più esseri umanoidi nella stanza e, naturalmente, la visione ravvicinata di un veicolo dall’aspetto bizzarro. Quando un rapimento ha inizio nel corso della notte o, come capita di frequente, durante le prime ore del giorno e del pomeriggio, il soggetto può, sulle prime, ritenere di sognare, ma un indagine più accurata rivela che non era affatto addormentato o che l’esperienza è iniziata durante uno stato di veglia. Sulle prime, il soggetto può provare un leggero cambiamento di coscienza ma questo stato dell’essere è reale, o anche più potente, quanto quello “normale”. A volte si verifica un momento di shock e di tristezza quando il rapito scopre, che ciò sino a quel momento ha considerato un sogno rassicurante, si rivela una sorta di bizzarra, minacciosa e vivida esperienza che può essere accaduta diverse volte e per la quale non ha spiegazione. Dopo il primo contatto, l’addotto viene di solito fatto “fluttuare” attraverso il muro, la finestra o attraverso il tetto dell’automobile, rimanendo particolarmente colpiti di scoprire che sono passati attraverso delle superfici solide, provando solo una leggera vibrazione. In molti casi un raggio di luce sembra servire come fonte di energia o addirittura da “rampa di lancio” per trasportare il rapito dal punto dove inizia il rapimento sino al veicolo in attesa. Di solito il soggetto è accompagnato da uno, due o più esseri dall’aspetto umanoide che lo guidano all’interno della nave, ed è a questo punto, all’inizio del processo in divenire, che scopre anche di essere stato intorpidito o completamente paralizzato. I rapiti possono essere ancora capaci di muovere il capo o gli occhi e abitualmente riescono a vedere cosa succede, sebbene di frequente chiudano gli occhi in modo da poter negare o evitare la realtà che sta accadendo. Gli UFO variano di dimensione da pochi a centinaia di metri, vengono descritti a forma di sigari metallici e argentei, di dischi o veicoli a forma di cupola, romboidale, triangolare, etc. In un primo momento vengono portati all’interno di questa nave che poi sale verso un astronave “madre” di dimensioni molto più ampie. Altre volte l’esperienza comincia quando l’addotto viene direttamente trascinato in cielo fino a una grande nave e vede la Terra e la propria abitazione diventare drammaticamente sempre più piccole. Spesso il rapito lotta in questo e in successivi momenti per porre fine all’esperienza ma i suoi sforzi raggiungo pochi risultati, se non quello di dargli la sensazione di non essere semplicemente una vittima passiva. Ed è qui che al ritorno a casa, al proprio risveglio è facile trovare sgraffi o lividi sul proprio corpo, a seguito di colluttazioni o vere e proprie punizioni corporali inflitte dall’alieno. L’osservazione di un rapimento da parte di un testimone può sempre verificarsi, ma queste testimonianze sono spesso rare e limitate dalla loro stessa natura. Come in molti aspetti del fenomeno, la prova può essere coinvolgente ma allo stesso tempo sottilmente ingannevole e difficile da sostenere come richiederebbe una prova certa. Il fenomeno dei rapimenti solleva anche interessanti quesiti sulla natura della memoria e il controllo della coscienza. Queste strane vicissitudini della memoria sembrano far parte di un fenomeno più ampio. Gli alieni, o qualche altro agente, sono capaci di controllare le menti e le percezioni dei rapiti, perché è comune, durante i rapimenti, che il compagno o altre persone che si trovano nella stanza quando il rapito viene prelevato, vengano “spenti”, cioè resi in qualche maniera privi di sensi durante il rapimento. Ciò può essere più grave per il rapito che chiede aiuto. Ci sono state delle occasioni in cui alcune persone non hanno visto degli UFO pur trovandosi piuttosto vicini ad altre persone che invece li stavano osservando. Mariti e mogli, per esempio, sono abitualmente “addormentati” mentre il coniuge viene rapito e rimangono “dormienti” per tutta la durata del fatto. Il rapito si sente, a volte, molto frustrato perché le sue urla non riescono a svegliare il coniuge addormentato che può sembrare in preda a uno stato di incoscienza molto più profondo del sonno, quasi fosse morto. Gli avvistamenti da parte di altre persone di un UFO nelle vicinanze di un luogo dove si è verificato un rapimento costituiscono un altro genere di prova a conferma, specialmente se il rapito stesso non ha personalmente visto la nave spaziale.
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Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Chi sono gli addotti?"

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I rapiti o gli addotti sembrano essere presi a caso da tutti gli strati della società, comprendendo studenti, casalinghe, segretarie, scrittori, uomini d’affari, professionisti, musicisti, psicologi, etc. Per contro i rapiti che occupano posizioni di preminenza nel mondo politico ed economico temono l’umiliazione, il rifiuto e la minaccia che potrebbe derivare alla loro posizione se le loro esperienze fossero rese pubbliche. Gli esami psicologici eseguiti sugli addotti non hanno rivelato prove di disturbi emotivi o mentali che possono aver determinato questo genere di esperienze, tanto che un ampio numero di persone godono di ottima salute mentale e capacità di adattamento emozionale. Alcuni di loro sono persone di certo autosufficienti e che sembrano aver bisogno principalmente di aiuto per integrare queste esperienze di rapimento con il resto della loro esistenza. Altri invece sono stati sopraffatti dall’impatto traumatico e dalle implicazioni filosofiche emerse dopo queste esperienze, cercando, quindi, un aiuto sul piano emotivo. Lo sforzo di scoprire un tipo psicologico associato alle vittime dei rapimenti è spesso infruttuoso, specie per la tendenza di un individuo che è stato affetto da esperienze fuori dell’ordinario, ma in questa, come in ogni ipotesi concernente la personalità dei rapiti, è importante tenere a mente che gli incontri possono, in molti casi, essere iniziati già dalla prima infanzia, in quanto retaggio di un problema a livello familiare. Ugualmente non c’è uno schema chiaro della struttura e dell’interazione familiare nel caso dei rapiti. Sembra esserci anche una carenza di relazione tra alcuni soggetti vittime di rapimenti e i loro genitori, e un certo numero delle persone si lamentano della freddezza e della sterilità emozionale nei rapporti familiari. Alcuni rapiti raccontano di alieni di sesso femminile che si “spacciavano” per la loro vera madre e di essersi resi conto in qualche modo della veridicità della situazione, quindi che essi non sono di “questo mondo” e che il padre e la madre terrestri non sono i veri genitori. Sembra, come nel caso dell’abuso sessuale, che gli alieni siano interessati alla fragilità degli uomini e intendano esplicare qualche sorta di ruolo finalizzato alla guarigione o alla consolazione. L’impressione è che i rapiti siano un gruppo di persone singolarmente aperte e intuitive, meno tolleranti del normale, rispetto all’autoritarismo della società e più flessibili ad accettare la diversità e le esperienze fuori dal comune. Altro elemento che li contraddistingue è la “dissociazione”. È importante rendersi conto che la dissociazione è un mezzo attraverso il quale la personalità supera un esperienza traumatica, rifiutando una parte di sé per mantenere delle emozioni sconvolgenti lontano dalla coscienza, per permettendo al resto della psiche di funzionare come meglio può. Gli addotti usano la dissociazione come mezzo per affrontare le loro esperienze traumatiche, cioè per allontanarle dalla coscienza e questo metodo può persino essere considerato prevalente tra queste persone.
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Sebbene alcuni rapiti possano ricordare un'unica esperienza drammatica, quando si indaga accuratamente su un caso del genere di solito emerge che gli incontri hanno avuto luogo sin dalla fanciullezza e, a volte anche dall’infanzia. Gli indizi rivelatori di rapimenti avvenuti in età giovanile comprendono il ricordo di una “presenza” di “piccoli uomini” o di altri piccoli esseri in camera da letto, di luci intense inesplicabili sempre in camera, ronzii o sensazioni vibratorie, esseri fluttuati nell’ingresso o all’esterno della casa, visioni ravvicinate di UFO, sogni particolarmente vividi di essere rapiti e trascinati in strane stanze o luoghi chiusi dove si viene sottoposti a procedimenti di analisi, e amnesie temporali di una o più ore. Risvegliarsi come paralizzati, con un senso di terrore e avvertire presenze o strani esseri nella stanza sono indizi comuni sia nei bambini che negli adulti. A volte le creature aliene vengono ricordate come amichevoli compagni di gioco, o persino come guaritori, spesso durante la prima infanzia, gli alieni si presentano come protettori, ma gli incontri diventano più seri e traumatizzanti a mano a mano che i soggetti si avvicinano alla pubertà. Tuttavia i bambini in tenera età possono rimanere terrorizzati dall’esperienza di essere sottratti alla propria famiglia e trascinati in cielo contro la proprio volontà, per essere sottoposti a procedimenti dolorosi. Frequentemente accade che il bambino racconti ai genitori esperienze, che considera reali, ma che riceva la risposta che si tratta solo di sogni. Alla fine i soggetti imparano a nascondere nel subconscio la loro esperienza e spesso decidono di non parlarne con nessuno sino a quando, da adulti, non decidono di indagare. I rapimenti si ripetono nelle famiglie da più generazioni, anche in questo caso la vaghezza dei ricordi, rende difficile stilare delle statistiche utili sui parenti coinvolti, a causa del ricordo imposto dagli alieni. Seppure i rapimenti o le esperienze ad essi correlate possano ripresentarsi per tutta la durata di un esistenza, lo schema e la sequenza temporale di questi fenomeni non sembra chiaro. Alcuni soggetti sono convinti che i rapimenti abbiano luogo in momenti di particolare stress, di predisposizione mentale o di vulnerabilità. Ma questo non è un fatto assodato con certezza, perché uno degli aspetti più sconvolgenti del fenomeno, sia per i ricercatori che per le vittime, sebbene per ragioni differenti, è l’imprevedibilità del suo ripetersi. E’ comune, inoltre, una sensazione generalizzata di vulnerabilità, specialmente di notte, dell’aver paura degli ospedali (derivata dalle analisi cui il soggetto viene sottoposto sulle navi spaziali), la paura di volare, degli ascensori, degli animali, degli insetti e del contatto sessuale. Particolari suoni, odori, immagini e attività che provocano sensazioni fastidiose senza una specifica ragione in seguito risultano magari legate ai rapimenti. Insonnia, paura del buio e di rimanere soli durante la notte, l’ossessione di dover chiudere le finestre per proteggersi dagli intrusi, dormire con la luce accesa (da adulti), sogni traumatizzanti e l’incubo di trovarsi in luoghi chiusi o in una strana nave spaziale, sono comuni. Strane abrasioni, tagli o altri segni sul corpo apparsi durante la notte, inspiegabili perdite di sangue dal naso, dalle orecchie, dal retto, sono fenomeni che di per sé possono anche passare inosservati ma che acquistano significato in associazione al fenomeno. Altri sintomi, che in seguito si rivelano specificatamente legati ad alcuni aspetti dell’esperienza di rapimento, comprendono dolori al seno, fastidi di carattere urologico o ginecologico, tra i quali inspiegabili difficoltà nel corso della gravidanza e persistenti sintomi gastrointestinali. Questi fenomeni comprendono, inoltre, l’apparente capacità di viaggiare con il pensiero che possiedono gli alieni e, in alcune occasioni, anche i rapiti stessi, il convincimento dei rapiti che le loro esperienze non avvengono nel nostro universo spazio-temporale, o che spazio e tempo siano “crollati”, la consapevolezza dell’esistenza di altre forme di realtà oltre la nostra, oltre il “velo”, la profonda sensazione di una apertura o di un ritorno alla sorgente dell’essere e della creazione, o Coscienza Cosmica, che i rapiti immaginano come un indescrivibile luca divina o “Casa”, il fatto che molti sentano di possedere una doppia personalità umana-aliena, cioè che essi stessi abbiano origini aliene e la sensazione di rivivere in maniera coinvolgente avvenimenti del passato, compresi il grande cerchio della vita e della morte. In più gli alieni sembrano capaci di cambiare forma, spesso appaiono ai rapiti in veste di animali quali gufi, aquile, procioni, cervi, etc., mentre le navi spaziali stesse possono essere mascherate da elicotteri o altri strani veicoli. Il legame con gli Spiriti animali è molto coinvolgente per diversi addotti, aprendo così uno studio su una realtà sciamanica ancora inesplorata. Tali fenomeni non possono venir compresi secondo gli schemi delle leggi della scienza occidentale, sebbene trovino numerose conferme nelle credenze sviluppatesi migliaia di anni addietro in altre culture non occidentali.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Il fenomeno nel mondo"

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I rapimenti da parte di Alieni sono stati registrati soprattutto nei paesi occidentali o comunque in quei paesi dove sono predominanti la cultura e i valori occidentali. Questo aspetto è probabilmente dovuto ad una maggiore diffusione delle notizie, nonché di condivisione da parte di persone che vivono tali esperienze, rispetto a paesi sottosviluppati dove magari, tali esperienze, sono ancora vissute sotto un ottica mistico-religiosa. In alcuni paesi, dove la popolazione coltiva ogni genere di credenza soprannaturale, le esperienze di rapimento vengono confuse o semplicemente accostate ad altri fenomeni paranormali. Questi rapiti sembrano avere avuto contatti con una varietà maggiore di entità, da piccoli ometti a grandi creature, a esseri mostruosi e comprendono individui nudi di ambo i sessi, creature umanoidi con testa, piedi e mani di ogni forma e dimensione. Ma la qualità universale dell’esperienza rimane. Spesso, coloro che sperimentano un rapimento vengono attirati verso una potente fonte luminosa, specie mentre stanno guidando o dormendo a letto nella loro camera. Invariabilmente sono in seguito incapaci di testimoniare su un lasso di tempo, più o meno lungo, che va perduto, mentre di frequente presentano cicatrici psicologiche e fisiche legate al rapimento stesso. Questo genere di cicatrici va da incubi a stati di ansia sino a una cronica agitazione nervosa, depressione e perfino psicosi. Alcuni incontri sono più sinistri, traumatizzanti e misteriosi, altri sembrano persino avere uno scopo educativo, mentre in altri ancora si nota un aumento o l’insorgenza di fenomeni paranormali. Questi comprendono un aumento della capacità telepatica, chiaroveggenza, visione e la capacità di ricevere messaggi di natura spirituale che spesso hanno a che vedere con l’ecologia del mondo, il futuro dell’umanità, etc., tanto che molti rapiti decidono anche di cambiare la loro professione dopo l’esperienza. Tuttavia queste esperienze rimangono indelebili e spaventose per chi le subisce e la maggior parte delle persone preferisce non confrontarsi a meno di non ritrovarsi in una situazione di condivisione ampia e “protetta” come in piccoli forum sul web o comunità improvvisate. Numerosi libri e articoli hanno documentato esperienze di rapimenti, specie dalla seconda metà del novecento ad oggi. Tuttavia è stata la ricerca pionieristica dell’artista e scultore Budd Hopkins di New York (il suo lavoro si è svolto nel corso di due decadi con centinaia di rapiti), che ha stabilito la reale consistenza del fenomeno dei rapimenti ad opera di entità aliene. Il primo libro di Hopkins, Missing Time, pubblicato nel 1981, documentava i periodi di tempo privi di logiche spiegazioni e i sintomi associati che testimoniavano l’effettiva realtà dei fenomeni di rapimenti e i dettagli caratteristici di tali esperienze. Hopkins inoltre scoprì che le esperienze di rapimenti probabilmente erano correlate con piccoli tagli prima di allora rimasti inspiegabili, ferite corporali, cicatrici di varia forma e che i raccontati suggerivano anche che fossero stati inseriti piccoli oggetti e impianti nei nasi, nelle gambe e in altri parti del corpo. Nel suo secondo libro, Intruders, pubblicato nel 1987, Hopkins spiegò gli episodi a sfondo sessuale e riproduttivo che avevano cominciato a essere associati al fenomeni dei rapimenti. Da tutto questo si constatava una serie di metodiche tra cui esami manuali o strumentali con osservazioni e procedure di tipo urologico e ginecologico. In seconda istanza, si verificano altri eventi che includono un esame per mezzo di macchine, nonché la visualizzazione e la presentazione di bambini ibridi.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Tipologia e sintomi"

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Esiste una sintomatologia per chi è vittima dei rapimenti alieni, cercherò di spiegarne i più comuni: (1) Missing Time, Il termine "tempo mancante" si riferisce a una lacuna nella memoria di un soggetto, relativa ad un determinato periodo di tempo, da alcuni minuti ad alcuni giorni di lunghezza. (2) Cicatrici, lividi e/o ustioni di cui non si riesce a ricordarne la causa. (3) Svegliarsi la mattina con una strana sostanza gialla sul corpo. (4) Incubi e sogni particolari, con forme di vita extraterrestri, animali o mostri che non esistono in natura. (5) Insonnia, problemi legati al sonno e ad un regolare riposo notturno. (6) Sogni erotici con esseri umani strani, particolari o anche non umani. (7) Disturbi fisici variabili, tra i quali: digestivi, intestinali, nausea, cefalea, stanchezza, eruzioni cutanee. (8) Malattie inspiegabili a cui non si trova origine e causa, spesso croniche, in altri casi con guarigione spontanea. (9) Attacchi di panico, depressione, nei casi più estremi anche tentativi di suicidio. (10) Avvistamenti UFO. (11) Frequenti sensazioni di déjà vu. (12) Esperienze fuori dal corpo del tutto particolari, soprattutto durante il sonno. (13) Paralisi del corpo in situazioni di dormiveglia con percezione alterata della realtà. (14) Fenomeni paranormali di qualsiasi entità e modalità: intermittenza delle luci, problemi con gli elettrodomestici, energia corporea, percezioni extrasensoriali e/o dimensionali, sogni premonitori, previsioni sul futuro, etc. (15) Il sentirsi “alieno” e non di questo mondo. (16) Avere la sensazione che esista un altro se stesso, un clone della propria persona.
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Questi sono soltanto alcuni dei “sintomi” più ricorrenti in una persona affetta da adduzioni aliene, ovviamente non tutti i sintomi devono essere necessariamente presenti, come possono benissimo essercene altri qui non menzionati, ma se in molti si riconoscono nella descrizione, è bene avere il sospetto che possa esistere qualcosa di alieno che condiziona la vostra esistenza. Le adduzioni aliene sono un tema molto vasto e complesso che abbraccia molte questioni importanti: sul perché di tali rapimenti, le finalità aliene, le modalità di rapimento, su cosa poi avvenga durante il rapimento stesso. Fondamentalmente un’adduzione è una visita medica condotta dall’alieno, un vero e proprio check-up che effettua in media tre volte l’anno su ogni persona rapita. Per l’alieno è importante che l’uomo che seguono, rimanga in condizioni di salute ottimale, conduca una vita possibilmente sana, senza eccessi e che mantenga in forma il proprio contenitore (corpo). Ma spesso avviene che dalla visita medica, si passi anche agli esperimenti, ai rapporti sessuali, il prelievo di sperma, l’inseminazione artificiale per sperimentare nuovi ibridi umano-alieni, sino ad arrivare all’utilizzo dei fenomeni paranormali dell’addotto e alle sue potenzialità energetiche. L’uomo possiede una fonte di energia inesauribile che loro non hanno, l’uomo per l’alieno è come una mucca da mungere, dal quale prelevare materiale e soprattutto energia, perché per loro è fondamentale “nutrirsi” attraverso di noi. Ecco che nasce il mito del “vampiro”, dei demoni che affollano le notti di tante persone, sino ad arrivare alla figura del diavolo che ti ruba l’Anima. Perché è l’Energia Divina o Animica che l’alieno vuole e sta cercando in tutti di modi di impossessarsene. Comune nel ricordo di molti addotti è il senso di sdoppiamento della propria personalità, la sensazione di aver perso qualcosa di se, e quando accade, è facile cadere in forti depressioni, in situazioni di stanchezza cronica dove tutto risulta difficile da superare. Questo avviene perché nei casi più estremi, l’alieno che ha bisogno di energia per sopravvivere, introduce l’addotto in un contenitore, una macchina o cilindro, dove attraverso vibrazioni emesse da basse frequenze, staccano questa Energia per spostarla momentaneamente in un altro cilindro, dove all’interno si trova l’alieno stesso e che così viene “rigenerato”. Tali sfasamenti di personalità, inoltre, sono spesso causati anche dalle copie (il mito del Golem ebraico per esempio), si tratta di veri e propri cloni dell’addotto, creati dall’alieno e che vengono usati come “ruota di scorta”, non solo perché possono fare un duplicato di tutte le informazioni contenute nell’originale, ma perché in sostituzione al vero addotto, possono anche utilizzarlo per svariati scopi (soprattutto militari). Le copie hanno bisogno per sopravvivere di ricaricarsi di energia, quindi se vengono attivate, l’Energia Animica si trasporta momentaneamente anche al loro interno, per donargli linfa vitale necessaria a sopravvivere.  Ogni adduzioni dura in media 40 / 45 minuti, salvo casi rari dove l’addotto può essere prelevato per giorni, settimane o addirittura mesi, in questo caso al suo posto viene rilasciata la copia, che svolgerà le funzioni dell’originale in sua sostituzione. Le adduzioni possono variare a seconda della razze aliene che la conducono, ma fondamentalmente si distinguono in due tipi principali: l’Adduzione Fisica e Olografica. L’Adduzione Fisica consiste nell’entrare nella camera dell’addotto attraverso una porta dimensionale, questo tipo di adduzione è comune per quelle entità o razze aliene inferiori e/o dei Militari, in quanto svolgono per la maggior parte delle volte il lavoro sporco per le altre razze aliene, in qualità di servitori (o schiavi). L’Alieno o il Militare, entra in camera attraverso la porta e ti invita a seguirlo, spesso accade che si tocchi l’addotto, lo si afferri o venga preso letteralmente in braccio. In genere sono molto accorti a non lasciare traccia, ma può capitare che spostino oggetti, lascino impronte o quando riportano l’addotto, non sia rivestito correttamente, venga posizionato sul letto in modo anomalo, anche nudo. Nell’Adduzione Olografica, invece, l’Alieno apre ugualmente una porta dimensionale all’interno della camera ma non vi entra, rimane all’interno dell’astronave o comunque del suo ambiente e invita l’addotto a seguirlo, tale adduzione è tipica di varie razze aliene con problemi fisici, dato che per la loro statura o grandezza creerebbero danni e lascerebbero tracce evidenti. Proprio per il livello di sicurezza raggiunto, l’adduzione olografica resta la più utilizzata nei rapimenti da parte degli alieni. In questo tipo di adduzione è comune negli addotti, ricordare la presenza degli alieni nella propria camera, ma data la loro statura, di non capacitarsi come sia possibile la loro presenza all’interno della stanza. Il ricordo di una visione dell’alieno in forma bidimensionale, immagine a volte disturbata, conferma la tipologia dell’adduzione aliena, spesso accompagnata dalla presenza fisica dell’entità o del servitore, che invece è materialmente presente o sul “ciglio della porta”, pronto ad intervenire in caso di necessità.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)

Rapimenti Alieni - "Incontri Ravvicinati e Rapimenti"

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Un incontro ravvicinato (abbr. CE dall'inglese Close Encounter) in ufologia è un evento nel quale una persona testimonia di essere venuta in contatto con un oggetto volante non identificato. UFO è l'acronimo inglese per Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object, (comunemente abbreviato come UFO o U.F.O.) è il termine con cui si indica ogni fenomeno aereo le cui cause non possono essere individuate facilmente o immediatamente da un osservatore. La terminologia e il sistema di classificazione degli avvistamenti furono inaugurati dall'astrofisico e ricercatore ufologico J. Allen Hynek, che li suggerì per la prima volta nel suo libro del 1972 “The UFO Experience: A Scientific Inquiry”. Hynek introdusse i primi tre tipi di incontro, in seguito furono aggiunti da altri due ulteriori sottotipi di incontri ravvicinati, anche se queste categorie aggiuntive non sono universalmente accettate dai ricercatori. Gli avvistamenti ad oltre 160 metri (500 piedi) di distanza dal testimone sono classificati come "dischi alla luce del giorno" ("Daylight Discs"), "luci notturne" o "resoconti radar/visivi". Gli avvistamenti entro i 500 piedi all'incirca sono sotto-classificati sotto vari tipi di "incontro ravvicinato". Hynek e altri hanno sostenuto che per essere tale un incontro ravvicinato deve avvenire entro circa 500 piedi, per ridurre notevolmente o eliminare la possibilità di identificare erroneamente degli aeromobili convenzionali o altri fenomeni noti. CE1: Incontro ravvicinato del I tipo - Avvistamento di uno o più oggetti volanti non identificati. Dischi volanti, luci vaganti, oggetti aerei che non siano attribuibili alla tecnologia umana. CE2: Incontro ravvicinato del II tipo - Osservazione di un UFO e fenomeni fisici. Cerchi nel grano (Crop Circles), calore o radiazione, danneggiamento del terreno, paralisi umana, animali spaventati, interferenza con motori o ricezione radio-televisiva. "Perdita temporale" (Missing Time): una falla nella memoria di una persona associata ad un incontro di UFO. Tale ipotetico fenomeno non è compreso nello schema originale della classificazione di Hynek. CE3: Incontro ravvicinato del III tipo - Una osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO. Ciò che Hynek denominò "esseri animati" ("animate beings") fu da lui scelto deliberatamente con quel termine in qualche modo vago di "animate beings" per descrivere entità associate con gli UFO senza fare alcuna presunzione infondata riguardo all'origine o alla natura delle entità. Hynek non guardava a queste entità necessariamente come "extraterrestri" o "alieni". Inoltre Hynek espresse in seguito sconforto per questi resoconti, ma sentiva un obbligo scientifico di includerli, in fin dei conti perché essi rappresentavano una ridotta minoranza dei presunti incontri con gli UFO. Il ricercatore ufologico Ted Bloecher ha proposto sette sottotipi per gli incontri ravvicinati del terzo tipo nella scala di Hynek. (1) Un'entità viene osservata unicamente all'interno dell'UFO. (2) Un'entità viene osservata all'interno e all'esterno dell'UFO. (3) Un'entità viene osservata nei pressi dell'UFO, senza che entri o esca. (4) Un'entità viene osservata. Non viene visto alcun oggetto dall'osservatore, ma viene riferita un'attività di UFO nell'area. (5) Un'entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO dall'osservatore e non viene riferita un'attività di UFO nell'area nello stesso tempo. (6) Non viene osservata alcuna entità o UFO, ma il soggetto sperimenta qualche tipo di "comunicazione intelligente". (7) Rapimento (lo stesso che nell'incontro ravvicinato del quarto tipo). I sottotipi (4) (5) ed (6) possono essere non correlati con il fenomeno UFO. CE4: Incontro ravvicinato del IV tipo - Un essere umano viene rapito da un UFO o dai suoi occupanti. Questo tipo non è compreso nella scala originale degli incontri ravvicinati di Hynek. L'ufologo Jacques Fabrice Vallée, che lavorò a lungo con Hynek, obiettò che una più precisa definizione degli Incontri ravvicinati del Quarto Tipo dovrebbe essere postulata come "un incontro nel corso del quale i testimoni provino una sensazione di alterazione del loro senso della realtà", così da includere nella categoria anche casi scollegati dai cosiddetti "rapimenti alieni" nei quali però eventi di natura assurda, allucinatoria o onirica possano essere associabili a fenomeni UFO. CE5: Incontro ravvicinato del V tipo - incontri bilaterali posti in essere tramite iniziative umane coscienti, volontarie ed attive, o tramite la comunicazione cooperativa con intelligenze extraterrestri. Il "quinto tipo" non è incluso nell'originale scala degli incontri ravvicinati di Hynek, tuttavia gli ufologi del gruppo CSETI del dott. Steven M. Greer hanno definito i CE5; trattandosi di una teoria simile a quella dei "contattati" degli anni 1950 o del sottotipo F di Bloecher per gli incontri ravvicinati del Terzo Tipo. CE6: Incontro ravvicinato del VI tipo - contatti con gli UFO i quali sono causa di effetti fisiologici a lungo termine, quali lesioni gravi, o addirittura di morte. Tanto Jacques Fabrice Vallée quanto Michael Naisbitt descrivono gli Incontri ravvicinati del Quinto Tipo. Tale tipologia di incontro ravvicinato non è inclusa nell'originale scala di Hynek, e può essere in oltre vista come un'inutile ridondanza, giacché la stessa scala Hynek descrive un Incontro ravvicinato del Secondo Tipo come "un incontro UFO che lasci tracce o prove fisiche dirette ed evidenti di qualsiasi tipo." CE7: Incontro ravvicinato del VII tipo - ibridazione umano-aliena. Il Black Vault Encyclopedia Project ipotizza un Settimo Tipo di incontri ravvicinati. Si tratta di un concetto molto simile alle teorie avanzate dai teorici degli "antichi astronauti" quali Erich von Däniken, Zecharia Sitchin e altri, i quali sostengono che forme di vita extraterrestri abbiano interagito con gli esseri umani, e forse si siano con essi accoppiati, in epoche preistoriche ed antiche. Il concetto stesso di CE7 è comunque contrastante con le originarie concettualizzazioni di Hynek, il quale, nel descrivere gli “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”, evitò volontariamente di definire gli occupanti degli UFO come "alieni" o "extraterrestri", sostenendo che non esistano prove sufficienti per determinare se gli esseri associati agli UFO stessi abbiano un'oggettiva consistenza fisica, né tantomeno per confermare le loro origini o le motivazioni delle loro azioni.
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Un rapimento alieno (il termine inglese abduction è entrato nella terminologia ufologica) è il presunto rapimento di esseri umani da parte degli UFO, ritenuto un fenomeno reale da alcuni sostenitori dell'ufologia. Numerose persone in tutto il mondo avrebbero espresso la credenza di essere state rapite da esseri alieni, e condotte a bordo di veicoli spaziali o in luoghi difficilmente accessibili, come basi militari sotterranee, dove affermano di avere subito esami di tipo medico. Secondo le tesi pseudoscientifiche dei sostenitori delle teorie ufologiche e contattiste, questo tipo di "rapimenti" avrebbe scopi scientifici, ovvero, secondo loro, esseri di presunta origine extraterrestre avrebbero utilizzato delle cavie umane (o animali) per condurre degli esperimenti scientifici, di natura non meglio precisata. Secondo David Icke si tratterebbe di esperimenti genetici condotti con la complicità di militari terrestri. Il fenomeno, detto anche incontro ravvicinato del IV Tipo, secondo la classificazione Hynek, è stato descritto da chi sostiene di averlo vissuto come un'esperienza sovente invasiva e traumatica che ha come incipit il Missing Time, ossia un presunto blocco del tempo non dimostrato scientificamente. Secondo alcune testimonianze dei cosiddetti "rapiti", gli esseri di presunta origine extraterrestre cancellerebbero apparentemente la memoria dell'evento nel soggetto "rapito" per un periodo di tempo spesso prolungato. Secondo alcune correnti dell'ufologia, la stessa memoria dell'evento potrebbe essere recuperata attraverso sedute di ipnosi, con la programmazione neurolinguistica e l'analisi grafologica - tecniche che tra l'altro non sono considerate scientifiche in ambito psicologico. Tra gli stessi ufologi non mancano però gli scettici, i quali si chiedono come mai una razza progredita di alieni riesca a cancellare il ricordo del rapimento dalla memoria cosciente e non anche dal subconscio. Secondo alcuni psichiatri, ci sarebbe una spiegazione più semplice e razionale al "vuoto temporale", ed ai temi tipici raccontati dai presunti "rapiti": l'esperienza del rapimento potrebbe in realtà ricondursi a un vissuto traumatico del soggetto, a sua volta oggetto di rimozione, che in questo caso prenderebbe la forma dissociativa ed allucinatoria del "vuoto temporale". Il cosiddetto contattista si differenzia dall'abdotto perché i suoi contatti con i presunti alieni non avverrebbero in modo coatto ma consensuale e perché, molto spesso, egli si dichiara latore di un messaggio di rinnovamento per l'umanità. Secondo alcuni sostenitori del movimento ufologico/contattista, esisterebbero dei cosiddetti "impianti" (definiti anche microimpianti) estratti dal corpo dei soggetti che sostengono di essere stati rapiti. Uno dei casi più famosi di questi impianti sarebbe stato estratto dal corpo del cittadino statunitense Tim Cullen per opera del chirurgo Roger Leir; si tratterebbe di un oggetto dotato di un nucleo metallico, è coperto da una membrana rosso-marrone dotata di molti recettori connessi alle terminazioni nervose e misura 7 cm di lunghezza per 4 di larghezza. Sarebbe stato innestato nel corpo di Cullen in occasione di un incontro ravvicinato con un UFO dal diametro di 30 metri che egli stesso avrebbe avuto nel corso del 1978. Tuttavia gli scettici fanno notare che non risulta che siano stati pubblicati referti di analisi di tali impianti eseguite in laboratori scientifici da ricercatori non appartenenti all'ambiente ufologico.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)