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venerdì 25 marzo 2011

"Il Sole e la presa di Coscienza" di Federico Bellini

Tempesta Solare
Una tempesta solare (detta anche tempesta geomagnetica) è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall’attività solare. Durante una tempesta, il Sole produce forti emissioni di materia dalla sua corona che generano un forte “vento solare”, le cu particelle ad alta energia vanno ad impattare contro il campo magnetico terrestre, dalle 24 alle 36 ore successive l’emissione di massa coronale. Ciò accade soltanto qualora le particelle del vento solare viaggino in direzione della Terra. La pressione del vento solare cambia in funzione dell’attività solare e tali cambiamenti modificano le correnti elettriche presenti nella ionosfera. Le tempeste magnetiche durano generalmente dalle 24 alle 48 ore, anche se possono durare alcuni giorni.
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Evento di Carrington
L’Evento di Carrington fu la più grande tempesta geomagnetica o solare mai registrata dall’uomo. Fu visualizzata il primo settembre del 1859 e deve il suo nome a Richard Carrington, astronomo inglese che, grazie al suo studio delle macchie solari, fu precursore della Legge di Spörer. L’evento produsse i suoi effetti su tutta la Terra dal 28 agosto al 2 settembre e provocò notevoli disturbi all’allora recente tecnologia del telegrafo, causando l’interruzione delle linee per 14 ore e produsse un’aurora boreale, visibile anche a latitudini improbabili (Roma, Giamaica, Hawaii, Cuba, etc.).
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Effetti delle Tempeste Solari
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Effetti sull’Uomo
Il vento solare rilascia intense particelle ad alta energia che possono generare radiazioni dannose per gli esseri umani, in modalità similari a quelle rilasciate dalle radiazioni nucleari a bassa energia. L’atmosfera e la magnetosfera terrestri, agiscono fornendo un adeguata protezione a livello del suolo, ma gli astronauti nello spazio sono soggetti a dosi potenzialmente letali di radiazioni ionizzanti. Nel mese di ottobre del 1989, il Sole produsse particelle tanto energetiche, da poter causare la morte di un astronauta che si fosse trovato sulla Luna con la sola protezione della tuta spaziale. Tali problemi possono verificarsi anche a bordo di voli di linea ad elevate altitudini, sebbene i rischi siano molto bassi. Evidenti sono anche le numerose e accertate modifiche che i sistemi biologici, subiscono a seguito di tali tempeste. Gli studi più interessanti sono stati effettuati sull’alterazione del sistema di orientamento degli animali (uccelli ma anche pesci e mammiferi come delfini, balene), che possiedono sistemi di orientamento basati sul magnetismo terrestre.
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Effetti sulla Terra
Il campo magnetico interplanetario è generato dal Sole e ad esso si deve l'interferenza sulla meteorologia terrestre. Questo campo magnetico generato dalla nostra stella influisce direttamente anche su quello geomagnetico della Terra, di cui le aurore boreali sono la dimostrazione più spettacolare. E' stato riscontrato, che la maggiore intensità del campo magnetico interplanetario causata da una intensa attività solare, determinerebbe la penetrazione dei protoni del vento solare fin nella bassa atmosfera. A causa di ciò le particelle positive, riuscendo ad attraversare la ionosfera, andrebbero ad interferire sulla normale formazione dei cumulonembi eccitando e potenziando la loro energia normalmente necessaria per sviluppare un temporale. Da qualche tempo si è aggiunta anche la teoria che le tempeste solari, possono addirittura attivare eruzioni vulcaniche e, in alcuni casi, scatenare terremoti in aree già ad elevato rischio sismico. Indagando sull'attività solare e su catastrofi naturali riportate dalla stampa a partire dal 1800, è stato riscontrato che grandi eruzioni vulcaniche, a cominciare da quella imponente del Kracatoa, fino all'ultima del secolo appena trascorso del Vesuvio e da quelle più recenti del vulcano St. Helens fino a quella del Pinatubo (Filippine 1991), sono tutte collegate a forti attività solari. Anche molte delle eruzioni dell'Etna sono collegabili a fenomeni di aumento dell'attività solare. Si desume che l'aumento della forza del campo magnetico terrestre, causato dall'attività solare, potrebbe incidere in manifestazioni che, oltre le aurore boreali, potrebbero attivare fenomeni più pericolosi per l'uomo: dagli uragani, alle eruzioni vulcaniche, fino ai terremoti. Questi gli eventi documentati in cui a forti attività solari si sono avuti andamenti anomali climatici e violente eruzioni vulcaniche: 1947 - 48, 1970 - 71, 1980 - 81, 1991 - 93, 2004 - 05. Alla fine del 1980 fu pubblicato uno studio che prendeva in esame i fenomeni dell'intensificazione delle macchie solari con i terremoti in Italia tra gli anni 1833 e 1980. Fatte le dovute selezioni tra terremoti di assestamento e fenomeni legati all'attività vulcanica, sono stati selezionati 161 eventi sismici i quali rispettano in modo sorprendente una ciclicità di circa 11 anni. Il ciclo delle macchie solari è di 11 anni e qualche mese. Questo non vuol dire che l'aumento del campo magnetico terrestre indotto dal Sole produca terremoti, si può però ipotizzare che in situazioni di tensione in fase di esasperazione tra due placche tettoniche, ciò potrebbe accelerare la liberazione di energia sismica che comunque sarebbe avvenuta, dopo qualche settimana o anno.
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La presa di Coscienza
Con queste basilari nozioni scientifiche è del tutto possibile che gli effetti del Sole, non solo sul pianeta, ma anche in tutte le creature viventi che esso contiene (Uomo compreso), sia in grado di modificarne aspetti evolutivi, anche in modalità e tempistiche inaspettate, soprattutto se tali eventi anche di variabile intensità, possono prolungarsi nel tempo. Da dopo la tempesta solare del 1859, conosciuta come Evento Carrington, la civiltà umana ha avuto una spinta in avanti senza precedenti. Soprattutto nell’emisfero boreale, le varie società che dalla seconda metà del 1800 sino ad oggi si sono susseguite, hanno dato dimostrazione di quanto notevole sia stata la loro evoluzione culturale e soprattutto tecno-scientifica, intervallata da periodi di profonde crisi. E’ chiaro che non sia del tutto da escludere che l’attività solare sia stata in grado di modificare il corso degli eventi, attraverso manipolazioni a livello biologico che hanno contribuito ad una maggiore presa di coscienza nell’Uomo. Partendo dal presupposto che tempeste solari nell’intera storia dell’umanità si sono sempre manifestate, apportando significativi cambiamenti sul pianeta e nell’Uomo, in questo studio analizzerò in modo sommario alcuni aspetti dell’operato umano, dimostrando come dalla data del 1859 (in cui per la prima volta, l’uomo stesso è stato in grado di registrare una tempesta solare), il mondo sia notevolmente cambiato e cosa, tale cambiamento, ha comportato negli assetti politico-strategici nel mondo.
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Le Arti
Guardando solamente l’evoluzione della Storia dell’Arte degli ultimi mille anni, è riscontrabile una certa lentezza evolutiva, sia di generi e stili, che dalla seconda metà del 1600 viene in qualche modo accelerata. Se il Medioevo è stata un epoca lunga della nostra storia, periodi di passaggio come il Rinascimento, il Barocco, il Classicismo, il Romanticismo e le innumerevoli evoluzioni dell’età moderna, proprio dalla metà del millennio, hanno cominciato a susseguirsi ad un ritmo di un centinaio di anni l’una dall’altro, accorciando poi i tempi negli ultimi tre secoli. Da dopo il 1860 il Romanticismo è ormai “maturo”, nasce il cosiddetto Post-Romanticismo o periodo Tardo-Romantico, preludio a innumerevoli correnti: Impressionismo, Espressionismo, Puntillismo, Cubismo, etc. Tutto questo avviene in appena 50 / 60 anni, in un periodo ristretto di tempo dove si susseguono diversi artisti, dove spesso ognuno diventa capofila o ideatore di tale movimento. Le basi secolari su cui si posavano le certezze dell’Arte, vengono scardinate dalla radice, tutto diventa una continua sperimentazione, portando alle estreme conseguenze le proprie capacità. Nemmeno le due guerre mondiali e le dittature che in quegli anni soggiogheranno il mondo (la Prima del 1914 – 1918 e la Seconda del 1939 – 1945) saranno in grado di mutare tale cambiamento, anche se le nazioni coinvolte a più livelli, subiranno drastiche battute di arresto e inaspettate evoluzioni stilistiche, anche con evidenti ricadute al passato o a rigidi schemi conservatori. Dopo la Seconda Guerra Mondiale tale spinta di rinnovamento e ricerca è continuata a più livelli, spesso portando ad un esaurimento delle stesse capacità creative. La Pittura cede il passo alla Fotografia, l’Installazione e alla Performance, sino ad arrivare al Cinema, continuatore in chiave immaginifica del Teatro o Dramma Totale, che include tutte le Arti prima menzionate, Musica compresa. La stessa Musica conosce un periodo di inusitate sperimentazioni stilistiche, esaurendo ben presto tutte le sue potenzialità, anche attraverso l’istituzioni di Scuole dall’impegno e da un pensiero di rinnovamento radicali. Dal 1970 ad oggi, però, si è riscontrata un inversione di tendenza in tutti i campi, spinta non soltanto dall’enorme successo di un Arte più commerciale o neo-popolare (Pop Art, Pop Music, generi “Leggeri”, etc.), ma anche per una riscoperta di valori del passato che comunque non aggiungono nulla di nuovo, se non una diversa chiave di lettura della propria storia artistica.
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La Scienza
Elencare in questo studio tutte le scoperte e conquiste scientifiche che l’Uomo ha raggiunto nel periodo 1859 - 2010 è pressoché impossibile e sarebbe necessario uno studio a parte, che risulterebbe comunque incompleto. Ne parlerò in modo sommario e sintetico, focalizzando l’attenzione su alcuni aspetti importanti. In questo periodo si hanno continue e impressionanti scoperte in ogni campo: Medicina, Biologia, Chimica, Ingegneria, Tecnologia, Astronomia, Fisica, etc. Vengono scoperti nuovi farmaci in grado di curare malattie un tempo incurabili, creati i primi vaccini in grado di debellare epidemie anche mortali, sino ad arrivare alle operazioni fisiche, altamente sofisticate come i trapianti di quasi tutti gli organi interni. Si faranno scoperte biologiche e chimiche innovative, arrivando a conoscere tutti i mattoni che costituiscono la materia di cui siamo composti, saranno create nuove sostanze chimiche, non solo per aiutare l’Uomo, ma anche per essere utilizzate in campo bellico (ad esempio le armi chimiche). In tutto il mondo saranno scoperte nuove specie viventi, sull’Uomo stesso, saranno condotte ricerche e studi che porteranno alla scoperta del DNA e del proprio genoma, ancora in fase di ricerca e mappatura completa. Ma altre scoperte segneranno il mondo, a partire dalle conquiste della fisica, non solo con la formulazione di nuove teorie, ma anche con la costruzione pratica di nuove fonti di energia (centrali nucleari) e il loro utilizzo per scopi militari (le atomiche). Si avrà una sempre crescente conoscenza del mondo in cui viviamo e di ciò che ci circonda, lontanissimo sarà considerato il secolo di Galileo e delle sue prime osservazioni astronomiche, perché l’Uomo tra il XIX° e XX° secolo, non soltanto scoprirà dove si trova (all’interno di un sistema solare in una zona periferica della Via Lattea, la propria Galassia), ma osserverà con nuovi e potenti mezzi da lui costruiti, miliardi di Galassie in un Universo probabilmente infinito e in continua espansione. Grazie alle conquiste nel campo dell’ingegneria e della tecnologia, non solo riuscirà a conquistare gli abissi degli oceani (ancora oggi quasi del tutto inesplorati) ed ogni terra emersa, ma persino lo spazio, dapprima con i primi aerei e poi con i razzi che lo porteranno fuori dall’atmosfera terrestre, posando il piede sulla Luna nel 1969 ed inviando sonde sui pianeti del sistema solare e persino nel cosmo più profondo. Infine è sotto gli occhi di tutti il livello raggiunto nelle nano-tecnologie, non solo in strumenti di ricerca sempre più sofisticati, ma anche negli elettrodomestici di uso comune: televisori, computer, cellulari, iPod, etc.
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Le Guerre e le prospettive future
Evidente, in tutto questo fermento creativo, è l’effetto che le guerre hanno lasciato nell’umanità. Da dopo il 1859 uno dei primi conflitti che sconvolsero il mondo fu la Guerra di Secessione o Guerra Civile Americana, che cambierà in modo indelebile le sorti, non soltanto di quella nazione, ma del mondo intero. Seguiranno altri conflitti locali, sparsi in ogni parte del mondo, sino ad arrivare alle profonde crisi economiche che porteranno ai due grandi conflitti mondiali. E’ chiaro che la spinta di rinnovamento, di una così grande presa di Coscienza, doveva essere in qualche modo ridimensionata e l’unico modo per attuare un così ampio piano di contenimento, non potevano che essere guerre di portata sempre maggiori. Dalle crisi economiche nascono nuove ideologie, che ben presto degenereranno in dittature (Comunismo e Nazismo, ma anche i fondamentalismi religiosi o nuove tipologie imperiali e coloniche come quelle francesi, inglesi e americane), dalle dittature si scateneranno i conflitti, dove se da un lato permetteranno un maggiore sviluppo tecnologico, legato ad esigenze belliche, dall’altro si avrà un ripiegamento morale e creativo sulla popolazione, che porterà la massa ad una soggezione politica e sociale maggiore. L’Evento Carrignton del 1859 ha risvegliato le coscienze, togliendo temporaneamente l’Uomo da un intorpidimento secolare, eventi simili erano già accaduti in passato, ma ovviamente a seguito della lenta evoluzione umana, tali cambiamenti erano rimasti relegati solo in alcune zone del pianeta e nuovamente incanalati in un trend costante. Più i secoli e le conquiste umane si accumulavano, più si avvicinava il momento in cui, l’Uomo si sarebbe risvegliato. Ecco che dopo la tempesta solare del 1859, si ha un primo tentativo su scala mondiale di questo risveglio e che ha prodotto così tanta diversità nel mondo. Tale spinta creativa e di continua ricerca è stata comunque più volte arrestata, spesso con esiti soddisfacenti, altre volte con miseri tentativi, ma dove fallivano le guerre, altri sistemi venivano escogitati, dove magari maggiore era il controllo della popolazione. Il consumismo e il benessere, ancor più in generale il capitalismo da una parte e il giogo delle dittature dall’altra, diventano i nuovi talloni di Achille dell’Umanità, indotta a nuove dottrine sociali, filosofiche e mistiche, dove le antiche religioni si ritrovano a svolgere un compito “vecchio” e secolarizzato, nel quale si insinuano nuove dottrine della “Nuova Era” di stampo commerciale o popolare. Di pari passo, le sempre crescenti conquiste scientifiche e tecnologie, contribuiscano ad inebetire ancora maggiormente la popolazione mondiale, rispetto ad un elite di eletti o “illuminati”, che detengono il controllo sulla conoscenza raggiunta. Recenti studi condotti da esperti e dalla stessa Nasa, hanno previsto per i prossimi anni 2011 – 2013 un possibile risveglio del Sole e tempeste magnetiche più forti di quella del 1859… se ciò accadrà è presumibile pensare che l’Uomo, molto presto, si ritroverà non soltanto ad arginare un emergenza mondiale che andrà oltre le sue potenzialità attuali, ma sarà nel bel mezzo di un risveglio collettivo che lo sconvolgerà a tal punto, da cambiare per sempre il suo destino e quello del nostro pianeta. (Articolo del Marzo 2010)

giovedì 17 marzo 2011

Coscienzapedia: Senza Volto (Uomo Falena)

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L’Uomo Falena
Uomo falena o Mothman, dall'inglese, è il nome con cui viene chiamata una misteriosa creatura che sarebbe stata ripetutamente avvistata nella Virginia Occidentale a Charleston, Point Pleasant e nella regione dell'Ohio fra il novembre 1966 e il dicembre 1967. Il primo avvistamento della creatura avvenne il 12 novembre 1966, quando un gruppo di cinque uomini che stava preparando una tomba in un cimitero vicino a Clendenin, vide "una figura umana di colore marrone e dotata di ali" sollevarsi in aria dagli alberi vicini. Questo avvistamento non venne riportato subito, ma solo alcuni giorni dopo, successivamente ad altre segnalazioni. L'avvistamento successivo avvenne nella tarda nottata del 15 novembre 1966, due giovani coppie di sposi, Roger e Linda Scarberry e Steve e Mary Mallette, mentre transitavano in auto accanto ad una fabbrica dismessa di esplosivi della Seconda Guerra Mondiale chiamata Area TNT, nei pressi di Point Pleasant, notarono 2 luci rosse nell'ombra all'interno di una struttura accanto ad un vecchio generatore della fabbrica. Decisero quindi di fermare l'automobile per vedere meglio di cosa si trattasse e con loro stupore, però, si accorsero che le luci erano degli occhi rossi luminosi appartenenti ad un grande animale: “dalla forma simile ad un uomo, ma più grande, circa 6,5 o 7 piedi di grandezza, con le ali grandi piegate contro la relativa parte posteriore del corpo, come un pipistrello.” Le coppie terrorizzate tornarono subito in automobile e si allontanarono lungo la statale 62, durante tale viaggio videro ancora la creatura ritta in piedi su di una collina accanto alla strada, poi l'essere si levò in volo e seguì la loro automobile fino alle porte della città. Più tardi, dopo aver informato le autorità locali, Scarberry tornò nell'area, ma dello strano essere non fu più trovata alcuna traccia. La notte successiva, il 16 novembre, alcuni cittadini locali muniti di armi si misero alla ricerca di segni e tracce della creatura nella zona circostante la vecchia fabbrica, ma l'insolita battuta di caccia non portò a nessun risultato. Nel frattempo il sig. e la sig.ra Raymond Wamsley e la sig.ra Marcella Bennett, con sua figlia Teena e suo figlio, si misero in viaggio in automobile per far visita ad alcuni amici, il sig. e la sig.ra Thomas. I Thomas vivevano in un bungalow presso “Igloo”, un'area piena di strutture a cupola erette per l'immagazzinamento degli esplosivi durante la guerra, vicino alla stessa area industriale in cui avvenne l'avvistamento la notte precedente. Giunti all'abitazione degli amici, i Wamsley notarono una figura misteriosa comparire alle loro spalle e la sig.ra Bennett riferì trattarsi di un grosso essere grigiastro, con occhi rossi emittenti luce, intento a cercare qualche cosa a terra. Dal bungalow dei Thomas il sig. Wamsley telefonò alla polizia, mentre l'essere, raggiunto il portico dell'abitazione, scrutò all'interno attraverso una finestra. Il 24 novembre, quattro agenti avvistarono una creatura simile in volo sopra l'Area TNT. La mattina successiva il sig. Thomas Ury riferì di avere notato una creatura simile a quella segnalata nei giorni precedenti, ritta in piedi in un campo a lato della strada, mentre si dirigeva verso nord lungo l'itinerario 62 nei pressi dell'Area TNT. L'essere aprì le ali e si levò in volo inseguendo l'automobile del sig. Ury, il quale, dopo averlo seminato accelerando, giunse in città e decise di informare lo sceriffo locale dell'accaduto. Il 27 novembre, la sig.ra Ruth Foster, nel sobborgo di Charleston, in Virginia dell'Ovest, vide una creatura grigia con luminosi occhi rossi, più alta di un uomo e sul prato della sua abitazione, nei pressi della Statale Albans. L'essere scomparve non appena la sig.a Foster uscì per controllare meglio. La mattina dello stesso giorno una creatura alata dall'aspetto umanoide inseguì una giovane donna presso Mason, in Virginia dell'Ovest; la stessa notte un essere simile venne avvistato nei pressi della Statale Albans da due bambini. Fu un cronista della stampa locale che, riportando questi episodi, battezzò la misteriosa creatura "Mothman", per analogia con Batman (di cui all'epoca stava andando in onda negli Stati Uniti la serie televisiva). Nei giorni e nei mesi successivi l'Uomo Falena sarebbe apparso a molti altri abitanti della zona, quasi sempre nei pressi della fabbrica e con le stesse caratteristiche descrittive.
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Aspetto fisico
Questo essere ha un altezza di circa 2 metri. Fisicamente non è possibile riscontrare alcun segno particolare, in quanto il suo aspetto è completamente “nero”, a volte tendente al grigio scuro o al marrone, a seconda dei casi o dei contesti in cui viene avvistato. In questa, pressoché totale oscurità, risaltano gli occhi rosso-vivi, dotati di una luminosità propria e distanziati tra loro, in una testa vista a volte tozza, perché probabilmente tenuta ripiegata in avanti, mentre in altre recenti visualizzazioni è stata anche descritta slanciata e simile ad un “cotton fioc”, dove a volte (in rari casi) sembrano intricarsi anche dei “tubicini” di un certo spessore. Dall’aspetto umanoide, l’essere è stato visto in posture erette, spesso con una deambulazione alquanto strascicata, ma anche in posizioni raccolte o fetali. Sembra che possieda delle ali, simili a quelle di un pipistrello, in alcuni casi viste ripiegate contro il dorso quando non utilizzate e che sembrano vantare una apertura di circa 3 metri quando adoperate in volo; sembra, inoltre, che rimangano rigide e che non vengano battute. Si crede che possa raggiungere la velocità di 120 / 160 km/h e che mentre sia in volo, la creatura emetta degli strani sibili o ronzii metallici.
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Possibile origine e sviluppo
All’inizio delle nostre indagini, spesso ci eravamo imbattuti in una strana creatura, dall’aspetto umanoide e che pensavamo fosse riconducibile ad una qualche forma aliena sconosciuta. Anche se raramente presente in alcuni casi di adduzioni, era stata riscontrata la sua presenza accanto ad alcune razze aliene (Horus, Lux, soprattutto Ringhio), sospettando che potesse far parte di una ancora sconosciuta Gerarchia Superiore, con il compito di supervisionare il lavoro di queste razze. In realtà abbiamo scoperto una diversa origine ed intenzione, perché questa creatura, quasi sempre “invisibile” agli occhi di queste razze aliene menzionate, spesso si camuffa anche sotto mentite spoglie, spacciandosi a volte per uno di loro, dimostrando un interesse per gli Umani di tutt’altra natura. Per quanto le informazioni siano molto scarse, possiamo sostenere che questa creatura, da noi ribattezzata “Senza Volto” ma notoriamente nota come “Uomo Falena” o “Mothman”, non sia di origine extraterrestre, ma piuttosto il risultato di una evoluzione materico-spirituale di una qualche antichissima creatura terrestre. Sappiamo che ciò che vediamo con i nostri occhi è solo una piccola parte di quanto presente attorno noi, il nostro stesso pianeta vive su più livelli o dimensioni ed ognuna di queste è popolata da diverse creature. Citando un noto scienziato americano, Michio Kaku, la nostra realtà è simile a più “strati”, dove il tutto può essere spiegato attraverso i diversi elementi: Acqua, Terra, Aria, Fuoco. I pesci vivono nell’Acqua e per loro sarebbe impossibile uscirne fuori, perché gli verrebbe a mancare la condizione ideale per poter esistere (l’elemento acqua), quindi, sono in grado di vivere la loro dimensione acquatica, “immaginando” cosa possa esistere al di fuori. L’Uomo, insieme ad altre creature, vive ad uno stadio superiore (la Terra) ed è in grado, quindi, di poter immergersi nell’acqua e osservare la dimensione marina, ma di poter vivere in una condizione mediana e superiore, puntando lo sguardo ancora più alto (nell’Aria). Tra la Terra e il cielo (Aria) vivono gli uccelli e molti di loro sono in grado anche di immergersi nel mare (Acqua), potendo in questo caso vivere in ben tre diverse dimensioni vitali; elemento, quello dell’Aria, da poco conquistato anche dall’uomo con il volo. Vivere in queste diverse dimensioni non è dovuto ad una certa intelligenza acquisita, quanto piuttosto ad una evoluzione insita nella propria capacità di sopravvivenza, pertanto, qualsiasi creatura che vive in una dimensione diversa dalla nostra, non è detto che sia anche evoluta o più intelligente, ma presenta caratteristiche differenti e magari non paragonabili a quelle umane. In questo esempio, però, l’Uomo è come se fosse un pesce, perché per quanto evoluto, non riesce a vedere oltre i suoi limiti (per mancanza di una spinta evolutiva diversa, magari, da quella sino ad oggi concepita dalla Scienza), quindi vive in una dimensione, dove l’ignoto si trova oltre il confine che separa l’Acqua dall’Aria. Si capisce che le dimensioni sono una realtà dove non conta l’intelligenza acquisita durante la propria evoluzione, quanto la capacità di adattarsi al cambiamento e alla novità che permette alla specie di sopravvivere; è il luogo di osservazione, più basso o più in alto, che permette di vedere la realtà in modo diverso e di agire di conseguenza. I Senza Volto, quindi, si sono evoluti in una di queste dimensioni, sicuramente superiore alla nostra e che ha oltrepassato gli stadi di base conosciuti (Acqua, Terra, Aria), arrivando dopo una lunghissima evoluzione, molto più antica di ogni creatura ad oggi presente nel nostro “reale”, all’elemento più in alto (Fuoco).
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Interferenze con l’Uomo
Numerosi autori hanno studiato il fenomeno degli avvistamenti del 1966-67, traendone interpretazioni molto diverse. Autori come John Keel e A. B. Colvin considerano gli avvistamenti reali e cercano di darne spiegazione. Keel, nel suo celebre romanzo-inchiesta “The Mothman Prophecies” (1976) sviluppa una articolata teoria del complotto che si propone di spiegare il Mothman mettendolo in relazione con altri misteri come UFO, Men in Black, Poltergeist, avvistamenti di Bigfoot, e infine con il crollo del Silver Bridge. Colvin sostiene che il Mothman sia una creatura soprannaturale con l'incarico di aiutare l'umanità in momenti critici, e che la stessa creatura è nota come Thunderbird presso i nativi americani e come Garuda in Asia. Molto probabilmente, la complessità di questo essere è tale che non sarà possibile delinearne una definita catalogazione. Sicuramente è un entità che ha il compito di mettere in comunicazione realtà o dimensioni diverse dalle nostre, agendo nel bene o nel male, a seconda dei diversi casi e delle situazioni. Pensiamo, inoltre, che siano in contatto con entità a loro superiori, forse con gli stessi Demiurghi, facendo così da ponte tra le varie creature ad essi collegati. Sono stati riscontrati casi di parassitaggio, anche se ad oggi non ci è stato possibile classificarne le modalità o valutarne la gravità. Il loro “attaccarsi” ad un'altra creatura è dovuto non tanto alla necessità di prelevare una qualche forma di energia, quanto piuttosto di comunicare o fare da “messaggeri” con realtà per loro diverse e che senza un mezzo (una persona ad esempio), non sarebbero in grado di fare. Rari sono i casi di una presenza fisica nella nostra dimensione e in molti racconti, soprattutto americani, è da riscontrare un contesto culturale ancora privo di conoscenze approfondite su realtà aliene o multi-dimensionali. Sappiamo che la mente umana tende ad interpretare ciò che vede in base agli archetipi ed alla propria conoscenza, quindi è naturale che i primi avvistamenti siano stati molto più “fisici” di quanto in realtà non lo fossero e che, con il passare del tempo, la visione di questa creatura, si sia modificata. Probabilmente attraverso la loro forma vitale (essendosi evoluta in una emanazione di energia), si mostrano a noi o ad altre forme di vita, anche aliene, creando un ologramma o una realtà che rappresenta il loro originario aspetto fisico, in sostanza, sarebbero in grado di formare ogni volta una forma in cui poter agire nelle varie dimensioni. Resta comunque la certezza di essere all’inizio di una qualche conoscenza di questa inquietante creatura e che se sarà oggetto di ulteriori indagini e ricerche future.
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Bibliografia
Federico Bellini; Alienologia (2009/2011)

mercoledì 16 marzo 2011

Coscienzapedia: Horus, alieni (vedi Falconiani)

(Disegno di Simone Bonomo)
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Alnitak nella Cintura di Orione
Rispetto ad altre razze aliene di cui conosciamo i loro mondi, ma non sappiamo in quale contesto astronomico possono essere collocate (ad accezione degli Umanoidi Siriani), di quella degli Horus è possibile teoricamente poter stabilire la loro provenienza. Alnitak (Zeta Orionis) è una delle tre stelle della Cintura di Orione, che costituisce la porzione centrale della costellazione omonima. Alnitk è la più ad est delle tre stelle, essendo Mintaka la più occidentale e Alnilam quella centrale. Il suo nome deriva dall’arabo al nitaq, che significa appunto “cintura” o “fascia”. Il termine Cintura di Orione (Cr 70) indica l’insieme di tre stelle, praticamente allineate su una retta, al centro della costellazione, e che, nella mitologia, raffiguravano appunto la cintura del gigante Orione. La sua posizione sulla volta celeste, quasi perfetto a cavallo dell’equatore celeste, fa si che sia visibile per intero da tutte le latitudini della Terra. Le tre stelle che la compongono sono brillanti, riconoscibili nel cielo invernale, anche se la loro locazione è apparente, dovuta alla posizione rispetto alla Terra, dato che distano tra di loro e dal nostro pianeta alle seguenti distanze: Alnitak 820 anni luce, Alnilam 1340 e Mintaka 915. Da alcune ipnosi di addotti o ricostruzioni condotte, sembra emergere che la razza degli Horus provenga da quella regione. Sembra che il loro pianeta sia un susseguirsi continuo di montagne, colline e pianure completamente ricoperte da una fitta vegetazione di alberi, questi alberi sono simili alle nostre sequoie, ma ovviamente la loro grandezza è mostruosamente superiore alla nostra. Sono alberi giganteschi ed altissimi centinaia di metri che ricoprono tutto quanto, persino le zone lacustri o gli “oceani”. Perché non esistono mari nel vero senso della parola e tutta l’acqua presente è dolce, piuttosto esistono degli “oceani verdi”, immense distese non molto profonde di acqua, ma ricoperte da questi alberi, l’equivalente delle nostre zone lacustri o paludose.
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(Disegno di Simone Bonomo e Il Frenk)
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Descrizione degli Horus Falconiani
Un Horus Falconiano medio ha un’altezza che varia dai 4 ai 6 metri, e su questi parametri possiamo identificare buona parte di tutta la popolazione. I cuccioli, alla nascita, sono già alti poco più di un metro e vengono alla luce uscendo da una “sacca”, o placenta, che viene a formarsi esternamente al corpo della madre, per poi venire assorbita una volta partorito. Per quanto volatili, non procreano attraverso le uova come avviene nelle specie del nostro pianeta, piuttosto formano un uovo di placenta, nel quale si forma il cucciolo di Horus, perché il continuo legame con la madre, che dura molti mesi, contribuisce alla formazione del feto e alla trasmissione di “informazioni”. Un tempo dotati di grandi ali, le hanno perse durante il corso della loro evoluzione, praticamente quando sono diventati in grado di levitare con la forza del pensiero e senza dover utilizzare e sprecare ulteriore energia fisica. Di quelle ali, attualmente non rimane nient’altro che delle strane protuberanze all’altezza delle spalle. Tutti gli Horus sono “magri”, presentano un aspetto quasi rinsecchito nel quale sono prominenti le lunghe gambe, il tronco centrale del corpo e le braccia. Sono dotati di mani e piedi, sui quali sono presenti tre dita che finisco come dei veri e propri artigli e che curano finemente, a volte dotandosi anche di anelli straordinariamente intarsiati. Il tronco e/o busto del corpo è molto particolare, rispecchia la magrezza in simmetria, forse anche in modo leggermente eccessivo, con una parte incavata sul “bacino” e un “torace” molto più prominente e sviluppato, nel quale risiedono i forti polmoni. La testa è decisamente particolare, in quanto la possiamo considerare come la fusione di tre nostre specie di volatili presenti nel nostro pianeta: un mix di aquila, falco e ibis. La fronte è prominente anche se slanciata verso l’indietro, vi si trovano due occhi molto sottili e completamente neri, che spesso brillano se illuminati, al centro si trova una fessura a forma di rombo che si apre e si chiude, dallo strano colore interno azzurro-verde, da molti identificato come un terzo occhio e dal quale proviene tutta la loro forza telepatica. Più sotto si trova il becco, con all’apice due fessure per la respirazione e che si spinge in giù verso la punta un po’ arcuata. Ancora più sotto si trova il barbiglio, sorta di protuberanza molto evidente e stretta che scende sin quasi sul torace e che, attualmente, serve come riserva di acqua, avendo la funzione di tenere la temperatura del loro corpo sempre equilibrata. Dietro la nuca, sul collo, si trovano le “piccole ali”, ovvero una membrana che in momenti di quiete viene tenuta ripiegata all’indietro, ma nei momenti agonistici o durante le discussioni o la lotta, si apre, creando l’effetto di un vero copricapo, con la funzione di impressionare l’avversario. Nel mondo animale è riscontrabile un simile effetto nel Cobra, mentre nell’antichità umana si trovano analogie con i copricapo, raffigurante uno dei poteri regali del faraone, ripreso poi anche dalle alte cariche e la popolazione. La pelle è rugosa, simile a quelle delle nostre tartarughe con un colore che varia dal marrone scuro per i maschi, al verde scuro per le femmine, non è certo ma è probabile che abbiano la capacità di mimetizzarsi all’interno della fitta vegetazione del pianeta, metodo efficace per le battute di caccia o per le sfide agonistiche tra città o clan. Comunicano tra di loro per via telepatica, ma sono in grado di emettere anche dei suoni. Spesso non indossano abiti, soprattutto nella vita quotidiana e sportiva, singolarmente, invece, si vestono in momenti celebrativi, nei rituali, nelle funzioni pubbliche e/o politiche o nei momenti di incontro privati. Nella vita pubblica vige il diritto di doversi mostrare alla pari, cosa che invece non avviene in privato o nelle funzioni, dove le gerarchie mostrano il loro potere sui simili e sul popolo. I loro abiti sono vari e funzionali alle loro attività, hanno un aspetto decoroso e se vogliamo “barocco”, nelle adduzioni non è raro vederli nudi, ma anche vestiti di questi abiti, proprio a seconda dell’importanza della situazioni o delle gerarchie coinvolte. A capo dell’intera razza degli Horus si trova un comandante, un timoniere, una sorta di guida spirituale e guerriera che nell’antica Roma veniva definito Dittatore. A questa carica possono aspirare solo Horus che raggiungono altezze massime di 10 / 12 metri e che fanno parte della casta più antica, quella regale. La discendenza è maschile, in una società del tutto patriarcale, anche se la femmina ricopre ruoli di primaria importanza.
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Il Marchio della Bestia
La piana di Giza è come un orologio stellare che segna l’epoca di Osiride, ovvero quell’epoca in cui gli Dei fraternizzavano con gli uomini e che gli Egizi chiamavano Zep-Tepi: il Primo Tempo. Quest’epoca coincide con l’età dell’oro della mitologia Greca, una data che forse potrebbe coincidere con la distruzione di una antichissima ed evoluta civiltà di nome Atlantide, suggerita da Platone nel Timeo. A questo punto si avrebbe un quadro molto più chiaro e particolare, dato che a Giza si trova una struttura leonina (la sfinge), risalente probabilmente al 10.000 - 12.000 a.C, che punta la sua figura centrale verso l’orizzonte celeste e che si troverebbe allineata con la sua corrispettiva parte di cielo, la costellazione del Leone. Le tre piramidi segnano sul terreno la posizione delle tre stelle della Cintura di Orione o Osiride (padre mitologico di Horus), con la piramide di Cheope, raffigurante il sistema stellare ternario di Alnitak, dal quale proviene lo stesso alieno Horus. In questo breve quadro storico, si evince l’assetto iniziale di una presenza aliena sul nostro pianeta, che nella piana di Giza porta la loro firma. La piramide è un chiaro edificio alieno horusiano, che denota quanto inizialmente fosse influente la loro presenza. Con questo chiaro simbolo alieno, che l’umanità ha sempre creduto proprio (seppure inspiegabile nella sua concezione costruttiva), si capisce quanto potente sia stato, e lo è ancora oggi, il volere di questo alieno sulla nostra civiltà. Ed è nel contesto delle abduction, che Horus delinea la sua presenza come inizialmente sfuggente e al tempo stesso opprimente, contribuendo ad una ennesima forma di parassitaggio anche nell’Uomo. Horus è una specie in via di estinzione, probabilmente arrivata su questo pianeta “verde” del sistema di Alnitak, migrando da altri pianeti, anche perché la sua voracità è talmente enorme, che un pianeta non è in grado di reggere la sua fame di dominio e sfruttamento. Per vivere, gli Horus, hanno bisogno di ingenti quantità di carne e vegetali, ma se la prima ne subisce immediati effetti, con rapide estinzioni di massa del mondo animale presenti su un pianeta, nel secondo caso, lo sfruttamento vegetale può essere ritardato, grazie alla facilità di riproduzione e crescita propria delle piante, in un pianeta dove le condizioni climatiche ed una intelligente regolamentazione, lo permettono. Sfamare milioni di esseri con una tale corporatura non è un impresa facile e non sono mancati casi di cannibalismo in tempi remoti, quando gli Horus si cibavano degli esseri più anziani, ormai arrivati al limite della propria vita. Tale pratica è rimasta in uso solamente nelle alte gerarchie, dove il cibarsi dell’anziano capofamiglia, assume un rituale magico, dove l’atto in se, acquista la funzione del nutrirsi del sapere e della conoscenza del proprio Spirito-Guida. In questo contesto sociale variegato e alquanto strano, dove questa civiltà rischia l’estinzione e per la propria sopravvivenza è stata costretta a cambiare più volte pianeta, ecco che si presenta una nuova opportunità: fare un patto con un entità molto più potente che sostiene di provenire da un’altra dimensione (probabilmente un Universo parallelo), il quale promette loro maggiore potere, soprattutto all’interno di un contesto galattico complesso, e il rinnovamento di una tecnologia che li avrebbe dotati di mezzi altamente sofisticati, in grado di gareggiare con qualsiasi altra razza presente. In questo contesto, Horus conquista una posizione a se stante, dove da una iniziale appartenenza alle Gerarchie Superiori, se ne discosta o viene declassato, ma comunque riuscendo a restare al di fuori della grezza manovalanza delle altre razze aliene (Sauroidi, Grigi, Mantidi, etc.) e dove grazie a questo suo parassitaggio, viene temuto e rispettato. Sono stati riscontrati persino dei rari casi di Memorie Aliene di Horus inserite all’interno delle menti umane di alcuni addotti, dato che comunque la razza aliena è presente nella nostra galassia e quindi soggetta agli stessi problemi di perpetuazione, ma spesso nell’interloquire con queste entità, si riscontra un mischiarsi di ricordi propri o altrui, legati ad una entità ancora più superiore e oscura, ancora poco conosciuta, e che prende il sopravvento soprattutto nelle sedute ipnotiche. L’alieno, in questo caso, è succube di questo burattinaio, ha venduto se stesso al suo nuovo protettore e ne è vittima. La voracità già insita nell’alieno, dopo il parassitaggio è aumentata a dismisura, e l’attaccamento che l’Horus ha con gli addotti, assume spesso connotati al limite del morboso. Sono gli Horus (e i militari umani) che generalmente detengono le copie degli addotti, sfruttabili ad ogni occasione, sono sempre gli Horus, che legati ad un simbolismo arcano e creatore, comunicano nei modi più svariati, spesse volte anche teatrali. Il suo essere barocco, ancestrale e similmente assimilabile ad un animale preistorico, lo rendono unico ad affascinante, per questo è riscontrabile in lui la figura del diavolo dall’aspetto animale, ma furbo, raffinato e astuto. Privo della malvagità estrema di altre razze aliene, diventa esso stesso simbolo di una forma di dominio o dittatura nel quale si fa l’artefice futuro, perché egli è l’estrema sintesi di ciò che conosciamo con il nome archetipico di Male, in quanto prediletto. Per questo è sempre a lui associato il numero della bestia, 666 o 999, perché il simbolo del Male diventa proprio dell’Horus in una simbiosi bestiale catartica. La potente telepatia, notevolmente aumentata dall’oscuro burattinaio, è ciò che lo rende inavvicinabile e che incute timore, non solo tra gli uomini, ma anche tra le altre razze aliene, trovando in lui un nemico indipendente ma da rispettare, anche per le Gerarchie Superiori.
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Bibliografia
Federico Bellini; Alienologia (2009/2011)
"X Times" n° 26 del Dicembre 2010
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venerdì 11 marzo 2011

Coscienzapedia: Bambini Bianchi, alieni

(Disegni di Erika Ajovalasit)
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La prima apparizione
Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind) è un film di fantascienza del 1977 diretto e sceneggiato da Steven Spielberg, nel quale viene narrato un possibile primo contatto tra l'umanità ed entità extraterrestri. Il titolo deriva dalla classificazione degli incontri ravvicinati elaborata dall'astrofisico e ricercatore ufologico Josef Allen Hynek nel 1972, in cui un "incontro ravvicinato del terzo tipo" indica una osservazione di "esseri animati" in associazione con un avvistamento di UFO. Il film racconta lo straordinario incontro ravvicinato tra l'umanità e un'intelligenza extraterrestre attraverso una narrazione molto semplice, quasi favolistica, con il classico lieto fine. Lo stesso Steven Spielberg al termine delle riprese aveva commentato: «Volevo che Incontri ravvicinati del terzo tipo fosse una storia molto semplice, vissuta da una persona qualunque, che doveva essere testimone di un evento straordinario, un'esperienza sconvolgente e ossessionante, di quelle che cambiano completamente la vita». Una delle peculiarità del film è proprio il lieto fine, gli alieni infatti non vengono per conquistare e distruggere, ma vengono in pace, ribaltando così un'immagine classica del cinema di fantascienza postbellico. Film tra i più mirabili e popolari, grazie all’esattezza con cui inventa e racconta un argomento più che immaginario, mescolando in maniera mirabile il rigore della razionalità scientifica (l’attività degli ufologi e degli studiosi è riportata fedelmente per la prima volta nella storia del genere, con una serietà che diventerà modello per i suoi successori) e la magia dell’ignoto. Memorabile la scena in cui gli Alieni interagiscono con gli Umani attraverso la musica, sino ad arrivare all’incontro vero e proprio, con questa forma aliena bizzarra, non da identificare con la ben nota razza dei Grigi o Ebe, ma con una possibile variante del tutto unica.
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(Incontri ravvicinati del terzo tipo)
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Probabile provenienza
In realtà questa forma aliena che Spielberg immortala nel suo celebre film, non nasce dal nulla o da una semplice intuizione del geniale artista degli effetti speciali qual è Carlo Rambaldi, perché questa particolare e buffa razza aliena, si è scoperto esistere veramente. Non pensiamo che il regista o Rambaldi ne fossero a conoscenza, quanto piuttosto a livello akashico-collettivo, ne siano stati influenzati, permettendo così a questa visione di arrivare ad un vasto pubblico. L’Arte, in questo caso il cinema, diventa veicolo di un messaggio subliminale di massa dove, dopo i tanti cattivi di cui la letteratura è degnamente intrisa, per la prima volta si propone un qualcosa di diverso e atipico, attingendo ad una memoria inconscia comune. Distogliendo lo sguardo dal cinema e tornando sul concreto delle nostre ricerche, seppure sia ancora in fase di studio la loro provenienza, diverse fonti ci indicano che non siano originari della nostra Galassia, ma di una vicina e dalla quale provengono, presumibilmente, anche gli alieni Mezzaluna. Stanziatisi da tempo anche all’interno della nostra Galassia, probabilmente condividono, attualmente, pianeti con altre razze aliene ancora oggetto di studio.
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(Disegni di Erika Ajovalasit)
Aspetto fisico
Alti mediamente 1.50 / 1.70 centimetri, di corporatura molto esile e dai lineamenti molto delicati, hanno una fisionomia caratterizzata da occhi azzurri (raramente neri, anche se in questo caso si pensa indossino delle lenti protettive) simili a quelli umani e con la pupilla tonda, leggermente a mandorla, da vestigia di orecchie, un naso minuto e una piccola bocca, inseriti nel contesto di una testa molto grande. Il colore della pelle è bianco latte, nei più alti raggiunge tonalità quasi argentati e sono completamente glabri. Apparentemente sembrano privi di un sistema riproduttivo, questo lo si evince dal momento che, non indossando abiti, osservando quella che si presume sia la loro pelle, non presentano particolarità tali da far pensare che ne siano provvisti. Si pensa siano ermafroditi, dato che da recenti ricostruzioni, in alcuni esemplari è stato disegnato sul bacino quello che sembra un ombelico, questo ci fa intuire che la nascita dei loro bambini, avvenga in modo simile al nostro e che il piccolo, prenda nutrimento dalla madre attraverso un cordone ombelicale. Scambiati spesso per i Grigi, di cui non condividono assolutamente nulla, hanno un aspetto molto più umano, come di bambini ma cresciuti, in quanto il loro aspetto fisico, soprattutto il viso, presenta dei lineamenti del tutto simili ai nostri, anche se molto più delicati e inseriti all’interno di una costituzione fisica ben diversa.
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(Incontri ravvicinati del terzo tipo)
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Sviluppo e possibile civiltà
Sappiamo che sono dotati di una flotta di astronavi non molto evoluta ma efficiente. Alcune testimonianze ci dicono, che seppure inclini alla non violenza, sono dotati di alcune armi, usate essenzialmente per la loro difesa, in quanto soggetti ad attacchi o atti di pirateria da flotte più evolute e meglio equipaggiate. Spesso si muovono all’interno delle astronavi di altre razze aliene, non solo in qualità di “tuttofare” ma anche, come avviene analogamente per i grigi, per poter studiare direttamente la tecnologia delle civiltà più progredite. Si hanno racconti del loro pianeta di origine, presente all’interno di una galassia vicina alla nostra, dall’apparenza arido e desertico, illuminato da un sole simile al nostro ma con una luce più bianca ed accecante durante il giorno. Le notti sono semi-buie, dovute al bagliore diffuso nell’atmosfera dalla forte luce solare e che si irradia, a quanto sembra, grazie al suo essere più densa della nostra.
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Interferenze con l’Uomo
Ci risulta che facciano parte di una gerarchia piuttosto bassa facente parte degli Alieni “Buoni". Questa fazione si palesa il meno possibile per evitare eccessive intromissioni nel nostro percorso evolutivo, pertanto le informazioni a riguardo sono ancora parziali e per buona parte sconosciute. Possiamo considerarli come la versione buonista dei Grigi o Ebe, ma mentre questi ultimi sono pressoché schiavi delle razze aliene a loro superiori che conducono le adduzioni, i Bianchi sono invece degli inservienti al servizio di civiltà aliene più evolute. Per quanto svolgano funzioni e lavori tra i più disparati, non sono discriminati ma considerati degli ottimi aiutanti e, in quanto tali, tenuti in grande considerazione.
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Bibliografia
Federico Bellini; Alienologia (2009/2011)

lunedì 7 marzo 2011

X TIMES n° 29 dal 7 Marzo in Edicola!

EDITORIALE - "Il Cile lo sa" di Lavinia Pallotta
Uno degli eventi esopolitici di questo fine Febbraio che mi ha colpito maggiormente è stato la notizia del disclosure di documentazione UFO da parte dell’Aeronautica cilena. Diversamente da quella avvenuta in Gran Bretagna e in Francia, dove le autorità hanno fatto i salti mortali per convincere la gente che, nonostante il numero di report, i governi non hanno idea di cosa siano gli UFO, l’apertura dei file cileni è stata accompagnata da dichiarazioni a mio avviso stupefacenti, considerando che a rilasciarle sono stati i militari. Come ha fatto sapere la Revista UFO del brasiliano A.J. Gevaerd, l’esercito cileno avrebbe ammesso che: «non c’è più alcun bisogno di negare o ignorare la situazione UFO. Essi rappresentano una minaccia vera e molto grave. Oggi siamo sfidati da un fenomeno complesso le cui caratteristiche non possono essere spiegate secondo i canoni terrestri». Mi domando cosa sarebbe accaduto se queste parole le avesse pronunciate non un rappresentante del complesso militare cileno ma britannico. Anni fa, il responsabile del francese GEPAN, per lo studio dei “fenomeni aerei anomali”, Jean-Jacques Velasco, dopo essersi pronunciato, a titolo squisitamente personale, in favore dell’interpretazione extraterrestre degli UFO, a seguito di ben 25 anni di studio commissionato dal suo governo, dovette dimettersi. Oggi il GEIPAN, sorto dalle ceneri del GEPAN, mette a disposizione molti file su internet, ma studia ancora i fenomeni aerei anomali, senza prendere posizione. Il governo inglese ha fatto lo stesso: ha divulgato parte della documentazione divulgabile – tenendo per sé quella fondamentale, sospettiamo noi irriducibili cospirazionisti – e assumendo persino una posizione un po’ snob, o forse solo molto British, secondo la quale è vero che parte di tale fenomenologia non è ancora stata spiegata, ma non vi è motivo di ritenere che costituisca una questione di sicurezza nazionale. Un controsenso ufficiale, che è stato criticato da ufologi e appassionati ma che tale è rimasto. Le bugie, se raccontate da alte cariche di governo in modo ufficiale, assumono lo stato di verità, con le quali si scrive la storia per la gente comune. Dunque, vista la serafica indifferenza degli inglesi, e la scientifica incertezza dei francesi e degli Stati Uniti, che ancora sugli UFO si interrogano, viene da chiedersi come mai i cileni invece, o meglio i militari cileni, siano giunti a conclusioni diametralmente opposte. L’esercito cileno sa che gli UFO sono una minaccia, e che quindi non sono fenomeni aerei anomali ma velivoli di qualche tipo che rispondono a intelligenze “altre” di qualche tipo, mentre europei e americani, dotati di uno degli apparati militari e d’intelligence più potenti del mondo, non lo sanno. Le motivazioni alla base di atteggiamenti tanto differenti, nel contesto di un medesimo rilascio di file, possono essere molte, due delle quali commentiamo brevemente in questa sede. O si tratta di un grande gioco in cui, potenze meno “impattanti” come quelle latinoamericane, possono e devono sbilanciarsi maggiormente, rispetto a una realtà che forse sta sfuggendo di mano, ma che americani ed europei non sono pronti a divulgare, oppure esistono davvero fazioni diverse che seguono politiche diverse e che stanno uscendo sempre più allo scoperto. I due scenari non si escludono a vicenda. In tutto questo, il terzo incomodo siamo noi, la gente comune, che non deve mai smettere di chiedere e pretendere la verità, anche solo per ottenerne una minima parte e con molta fatica.
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Sommario
Pagg. 6-9: Reports dal Mondo, a cura della Redazione
Pagg. 10-13: “The Horsemen”, di Lavinia Pallotta
I quattro gruppi di potere che vogliono dominare il mondo, le nanotecnologie progettate per controllare la popolazione, i programmi spaziali segreti nelle rivelazioni di un ex progettista dell’Aeronautica USA, divulgata recentemente da Steven Greer
Pagg. 16-20: Intervista a Leo Zagami, di Silvia Agabiti Rosei
Pagg. 22-26: “Pasqua, l’isola degli UFO”, di Diego Cortijo
Rapa Nui, Matakiterani, Te Pito o Te Henua sono alcuni dei nomi che ha ricevuto questa piccola isola di 160 kmq, situata in mezzo al Pacifico e conosciuta in tutto il mondo per i suoi famosi moai. Ciò nonostante, nasconde una serie di misteri sconosciuti al pubblico, come la costante presenza di UFO, che sono stati osservati in pieno giorno mentre uscivano dal mare
Pagg. 28-33: “I Nuovi Umani”, di Maurizio Baiata
Mary Rodwell, autrice di “Awakening” (Risveglio), dirige ACERN (Australian Close Encounter Resource Network) e attualmente lavora con più di 1600 persone addotte, in tutto il mondo
Pagg. 34-35: “Le dittature che piacciono all’Occidente”, di Whitley Strieber
Pag. 36: “La Notte delle Sentinelle”, a cura di Terra Cile
Pagg. 38-42: “Abduction e Coscienza”, di Leonard Sersani – prima parte
Anni di ricerca hanno permesso di comprendere la natura delle interferenze aliene ma anche dell’essere umano e delle sue componenti fondamentali
Pagg. 44-48: “L’Ordine Nero”, di Mike Plato
L’Ufologia e i suoi inganni nella tradizione esoterica
Pagg. 50-55: “Verità d’Elite”, di Paola Harris
Free energy, antigravità, impianti alieni e cover up secondo Robert Koontz, un fisico coraggiosamente controcorrente
Pagg. 58-61: “Gli UFO, il Governo Britannico e la Fine del Mondo”, di Simone Leoni
Intervista a Nick Pope
Pagg. 64-68: “Morte dal Cielo”, di Andrea della Ventura
Intervista a Rosario Marcianò
Pagg. 70-74: “Il Mistero di Bonnybridge”, di Umberto Visani
Avvistamenti e incontri ravvicinati in una località nella Scozia centrale sono da anni così frequenti da renderla una vera e propria “zona finestra”
Pagg. 76-77: Rubrica Libri, a cura di Lavinia Pallotta
Pagg. 78-82: X Media Times, a cura di Pino Morelli

domenica 6 marzo 2011

Federico Bellini intervistato da Francesco Tempesta per "Il Fatto"

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Scritto da Francesco Tempesta, pubblicato sul n. 73 del 25/02/2011 de "il Fatto"
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Federico Bellini è nato nel 1978, uno degli anni con maggiori avvistamenti Ufo della storia italiana. È da tempo sotto l'occhio delle telecamere e dei giornali, fra cui la fortunata trasmissione televisiva Mistero (Italia Uno) per via delle sue esperienze di “abductions”. L'abduction identifica l'incontro ravvicinato del “quarto tipo”. Si tratta in sostanza dei presunti rapimenti alieni - messi in opera da forme di vita dotate di intelligenza provenienti da altri pianeti - dei quali è da tempo vittima la razza umana. Federico ha accettato di parlare della sua esperienza in esclusiva per “il Fatto”. Ecco l'intervista integrale.
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sabato 5 marzo 2011

Coscienzapedia: Theuthiani, alieni (vedi Ibisiani)

(Disegno di Erika Ajovalasit)
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Probabile provenienza
Al momento è ancora in fase di studio la loro provenienza, anche se diverse fonti ci indicano la costellazione dell’Aquila come sede originaria, un successivo e breve sviluppo nella vicina costellazione del Cigno, per poi approdare, infine, nella costellazione di Orione, dove probabilmente condividono, attualmente, pianeti con altre razze aliene, ancora oggetto di studio e di cui parleremo prossimamente.
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Aspetto fisico
Un Theuthiano medio ha un’altezza che varia dai 2 ai 3 metri e su questi parametri possiamo identificare buona parte di tutta la popolazione. Sappiamo che ha l’aspetto di un volatile, ma è dotato di arti, braccia e gambe e che può camminare e lievitare. La sua struttura ossea è possente in grado di reggerne la mole, la forza fisica e la considerevole altezza. Dall’aspetto fisico del tutto quasi umano, si differenzia per la testa a forma di uccello (simile ad un Ibis terrestre) e da una strana capigliatura che si forma nel lungo collo, creando una sorta di ventaglio simmetrico e ben curato. La pelle varia di colore, forse soggetti a mimetismo, sono in grado di cambiare il loro aspetto esteriore in base alle più diverse circostanze climatiche. Comunicano per via telepatica, ma sono in grado di emettere anche dei suoni e/o parole, attraverso una complessa lingua parlata e scritta. Sembra che non indossino abiti, anche se ci sono testimonianze che riportano di aver percepito questi esseri con indosso bracciali, collane, anelli o ornamenti di un metallo sconosciuto. Altra caratteristica che ci accomuna è il parto delle femmine, dove i piccoli Theuthiani, una volta formatisi all’interno dell’utero materno, vengono partoriti in un modo simile a quanto avviene nel genere umano. E’ chiara una forte somiglianza con una componente razziale “umana o umanoide” che si differenzia solamente per il volto decisamente “animale”. Questo fa supporre una loro antica genesi, dove a seguito delle sperimentazioni antropomorfe degli Uomini Primi, si passò successivamente alle ibridazioni umane, creando i primi modelli di umanoidi che poi porteranno a razze più compiute e simili al loro creatore.
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Sviluppo e possibile civiltà
I Theutiani sono cugini degli Horus, probabilmente sono nati da una “costola” di questa seconda e più conosciuta, quanto famigerata, razza aliena. Nella vasta e complessa tematica della Genesi delle varie razze aliene, seguendo anche le antiche conoscenze terrestri sugli dei ad essi associati, si scopre in realtà che nell’Antico Egitto, si conoscevano due diversi Horus: Horus il Vecchio, figlio di Ra e Horus il Giovane, figlio di Osiride e Iside. E’ evidente che Horus il Vecchio che, molto probabilmente, corrisponde alla razza aliena degli Horus (conosciuta nei casi di adduzioni), era una delle creature primordiali del Demiurgo Oscuro, razza che successivamente, scendendo a patti con i nuovi signori (gli Uomini Primi), si rese disponibile a nuove ibridazioni (Uomo Primo / Umanoide / Aliene) per la loro sopravvivenza e che porteranno alla nascita dei Theuthiani, ovvero di esseri dalla forma umana ma dall’aspetto ancora “animale”. Non è da escludere che inizialmente possano aver convissuto e collaborato insieme, questo spiegherebbe l’iniziale sede originaria su Altair (la stella principe della costellazione dell’Aquila) come punto di partenza, arrivando ad una scissione a seguito di contrasti e guerre e che porteranno i Theuthiani a trasferirsi brevemente nella vicina costellazione del Cigno, per poi approdare in quella di Orione, dove più tardi, sopraggiungeranno anche gli Horus, precisamente su Alnitak, la prima stella della Cintura. Non a caso nell’antichità queste due costellazioni erano spesso unite insieme, mentre proprio sotto di loro se ne trova una terza, quella della Lira, che secondo la leggenda fu lo strumento musicale creato da Ermes/Thot. Le leggende raccontano che: fu la prima lira a essere costruita, inventata da Ermes, il figlio di Zeus e di Maia (Zeus = Uomo primo / Maia = razza aliena umanoide?). Ermes fece la lira dal guscio di una testuggine che aveva trovato a brucare fuori dalla sua grotta sul Monte Cillene in Arcadia. Ermes pulì il guscio, fece dei buchi lungo il bordo e vi legò diagonalmente sette corde fatte di budello di mucca, tante quanto il numero delle Pleiadi. Grazie a quella lira Ermes si tirò fuori dai guai in cui s'era cacciato per un'impresa giovanile, che l'aveva portato a rubare del bestiame di proprietà di Apollo. Infuriato Apollo si presentò a reclamare la sua restituzione, ma quando sentì la bella musica che proveniva dalla lira lasciò che Ermes si tenesse le bestie e in cambio si prese la lira.
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Sappiamo poco della loro società. Non esiste un capo supremo dell’intera razza, ma un sistema democratico composto da tante piccole comunità auto-gestite e che riunite formano agglomerati di città. Un sistema ad incastro e a numero chiuso, ben articolato e ristretto, dove tutti i componenti, pur nella massima libertà di agire e vivere il loro quotidiano, sono costantemente monitorati e sorvegliati. La discendenza dinastica è maschile, in una società del tutto patriarcale, anche se non sono rari casi di dinastie di stampo matriarcale.
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Interferenze con l’Uomo
Sappiamo che non interagiscono con il Genere Umano sino a quando nessuno di noi raggiunge un alto livello di presa di Coscienza. Anche se non è da escludere un intervento silenzioso, se vogliamo “indolore”, e che può avvenire durante l’arco della vita di qualsiasi terrestre, non è loro intenzione palesarsi per non intralciare il nostro cammino, anche se facciamo parte del contendere con le altre razze aliene, che invece conducono su di noi le abductions e gli esperimenti a noi conosciuti. Dal poco che conosciamo, tendono a guarire le “ferite spirituale degli uomini”, chiedendo una sorta di tacito permesso alla Monade della persona coinvolta (soprattutto la parte Spirituale e Animica, escludendo la Mente, in quanto ritenuta corrotta). Sembra che non inseriscano microchip, mentre dalle rare visite fisiche, dato che interagiscono con noi per lo più a livello spirituale, prelevano del tessuto organico in grado di monitorare il nostro livello di trasformazione genetica e, successivamente, di intervenire per arrestarne una ibridazione condotta dalle razze aliene della fazione avversaria, operazioni che conducono anche in collaborazione con altre razze aliene.
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I Guardiani o i Maestri dell’Ignoto
Una particolarità di queste entità aliene è quella di manifestarsi raramente negli esseri umani, e se ciò avviene, la forma o il nome che assumono, è quello di “Guardiani” o di “Maestri”. Ancora è incerto il compito del guardiano, mentre l’essere maestri si manifesta nella necessità di istruire alcuni uomini su antiche conoscenze e di farli elevare a stadi di sapienza superiore. Quando avviene tale contatto, spesso non si mostrano mai nella loro forma aliena, ma agiscono attraverso la psiche della persona prescelta grazie ad un gioco di incastri archetipici, andando a pescare la figura più consona alla cultura e allo sviluppo della persona stessa. Solo dopo un lungo periodo di apprendimento o di particolare ascesi, arrivano a manifestarsi per ciò che sono realmente, in base al diverso livello di coscienza raggiunto.
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Bibliografia
Federico Bellini; Alienologia (2009/2011)