Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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sabato 14 aprile 2012

Rapimenti Alieni - "Nuove realtà e altre dimensioni"

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Uno dei più importanti interrogativi sollevati dalla ricerca svolta sui casi di rapimento è se il fenomeno sia fondamentalmente nuovo in relazione agli avvistamenti dei “dischi volanti” e degli altri oggetti volanti non identificati (chiamati UFO) e alla scoperta che queste astronavi avevano degli “occupanti”, o se si tratti di un nuovo capitolo nella lunga storia delle relazioni degli umani con veicoli o creature apparsi dai cieli, storia che risale all’antichità. Gli incontri tra umani ed esseri provenienti da altre dimensioni sono stati raccontati per millenni da miti e leggende di molte culture, tanto che ci sono vari popoli nel mondo che in vari modi, abitualmente comunicano con intelligenze non-umane e spiriti, rispetto al mondo occidentale, fermo nella sua ieratica metafisica post-rinascimentale che lo pone al centro del creato ed isolato anche dal resto del mondo. Questi contatti e i miti da essi generati fanno parte integrante della cosmogonia di molte culture non occidentali, attraverso la storia, molte società hanno riconosciuto che la coscienza è un entità molto più importante di quanto pensiamo noi in occidente. Nel corso delle varie epoche, gli esseri umani hanno sempre riferito di aver avuto contatti con una moltitudine di dei, spiriti, angeli, fate, demoni, ghoul, vampiri e mostri marini. Di tutti si racconta che abbiano voluto istruire, dirigere, minacciare o stringere amicizia con gli umani con finalità e propositi tra i più svariati. Sebbene numerosi di questi esseri siano quasi di casa sulla Terra, la maggior parte di essi sono visitatori provenienti da altre dimensioni. Il cielo, in particolare, è sempre stato il dominio per eccellenza di esseri non umani ed è diventato il simbolo di molte dimensioni extraterrestri. A Truk, nelle isole Marshall, gli abitanti credono per tradizione in un mondo esterno che corrisponde in qualche modo alla nostra moderna concezione dello spazio profondo. E’ un regno di mistero e potere, al quale la gente di questo mondo deve la sua esistenza. Un tempo c’era, oltre a ciò, un continuo dialogo tra gli abitanti di questo mondo e quelli del mondo esterno degli spiriti. Allo stesso modo gli indiani Hopi hanno sempre tratto insegnamenti dai Kachinas, esseri in forma di spirito provenienti da altri pianeti, che li hanno addestrati nelle tecniche dell’agricoltura, fornendo la guida morale e spirituale che è alla base della loro cultura. Gli abitanti dell’Irlanda sono convinti che le fate e il “piccolo popolo” non siano di questa Terra ma che abbiano avuto origine in altri pianeti. Le fate spesso viaggiano nei cieli su navi simili a nuvole chiamate “le navi delle fate” e le “navi spettro”. I Koryak della Siberia ricordano un era mitica del Grande Corvo, quando gli uomini potevano salire al cielo senza difficoltà, mentre i Bakairi del Brasile pensano che, per lo sciamano, il cielo non sia più grande di una casa e che lo stregone può raggiungerlo con un semplice battito di ciglia. Nei tempi antichi si parlava di avvistamenti di “carri celesti… carri che volavano nel cielo, città volanti che scintillavano e si muovevano nel cielo… ci sono anche molte differenti descrizioni di scintillanti scudi nel cielo, simili a triangoli. Croci di fuoco sono state spesso osservate nell’Europa occidentale. Nota anche la presenza di nuvole o di luci nebulose che circondano oggetti misteriosi, tra i quali gli UFO, così come la spontanea apparizione di figure religiose luminescenti nel cielo, osservate di frequente da migliaia di persone. Come non dimenticare il racconto di Ezechiele nel Vecchio Testamento in cui è tratteggiata una visione contenente ruote, angeli, luci e nuvole? Fenomeni celesti inusuali sono anche presenti nei racconti dei Romani, dei Greci del quarto secolo e nel Medioevo. A volte si manifestano come stelle, fuochi nel cielo, croci, luci o raggi, apparizione che a volte scompaiono semplicemente e altre lasciano una traccia. I Tibetani hanno a lungo creduto che gli esseri umani potessero separare il corpo “etereo” da quello “astrale” e viaggiare “fuori del corpo” per ore o giorni a volte. I Tibetani distinguono differenti graduazioni di sottigliezza e consistenza, o densità, degli esseri. La mente o la coscienza della materia grezza, non può comunicare con gli esseri astrali. In alcuni casi, quando il livello più grezzo della mente viene sottomesso, la mente più sottile diventa attiva. Allora si verifica la possibilità di comunicare o di vedere, con un altro essere che è più astrale del nostro corpo e della nostra mente. Un esempio contemporaneo occidentale di tali esseri è costituito dagli “spiriti guida” di cui parlano molti soggetti. Mircea Eliade, il famoso studioso di mitologia, ha ampiamente documentato il significato simbolico della differenziazione tra Cielo e Terra. Secondo Eliade “i miti arcaici di tutto il mondo parlano della vicinanza estrema che esisteva ai tempi primordiali tra Cielo e Terra e di quando gli dei vennero sulla Terra e si mescolarono con gli Uomini. Gli Uomini, da parte loro, potevano ascendere ai cieli scalando le montagne, gli alberi, o con una scala, o anche trasportati dagli uccelli”. I miti dell’ascesa si ritrovano in molte tribù (australiane, pigmei o degli abitanti dell’Artico), elaborate da culture nomadi sedentarie e poi trasmesse alle grandi cultura urbane orientali dell’antichità. Fu quando i cieli furono separati violentemente dalla terra, quando l’Albero di Liana fu abbattuto e la montagna dalla cui cima si poteva toccare il cielo fu rasa al suolo, quell’epoca paradisiaca o età dell’oro terminò e l’uomo entrò nella sua attuale condizione. Sembrerebbe che le persone rapite oggi dagli Alieni siano i prosecutori di una tradizione ampiamente documentata di ascese e comunicazioni extraterrestri.
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Nelle culture visitate di frequente dagli spiriti e dove il mondo stesso è un ponte (Haiti, Africa occidentale, Melanesia, gli eschimesi, etc.), l’insegnamento di base è imperniato sulla conoscenza dell’esatto carattere e nome dei vari visitatori, del rango di ciascuno, dei suoi poteri, della sua sfera di azione. Queste culture hanno guardiani e buttafuori, che conoscono metodi per respingere ciò che non attiene al luogo e al momento. Noi pure ne avevamo un tempo. I filosofi neoplatonici (Giambico, Proco, Porfirio) elencano un infinità di angeli, arconti e daimones. Il mondo era un luogo molto permeabile, abitato sia da corpi fisici sia da corpi immaginali. Ma quella permeabilità esisteva in un passato lontano, in un'altra era della coscienza. Il progressivo venir meno del nostro interesse verso le cose che la coscienza razionale chiama magiche, mistiche e mitiche ha fatto si che tutti i corpi immaginali finissero per fondersi in modo indiscriminato nel mostruoso. Risultato: l’invisibile diventa l’alieno. L’alienazione rende l’invisibile ancora più pauroso e distante dove i nostri corridoi sono così angusti e bassi, che gli Invisibili devono contorcersi in forme mostruose per passare al di qua. E ci sono altri interrogativi circa la relazione tra visibile e invisibile? Plotino diceva “Tocca a loro venire a me, non a me andare da loro”. O magari sono già qui, ma non possiamo saperlo, perché le nostre teorie sulla percezione non ammettono la loro apparizione. Magari non sono affatto invisibili, lo sembrano soltanto perché sono dichiarati tali dalla nostra cecità dottrinale. Sarà la loro natura o la nostra visione che li rende non visibili? Gli dei si sono ritirati, dicono Holderlin e Rilke, occorre un salto di fede secondo Kierkegaard. Neppure questo servirebbe, perché Dio è morto, secondo Nietzsche, e comunque quel ponte dovrebbe essere di proporzioni sovrumane. Prima dell’avvento del cristianesimo, il mondo era sempre stato permeato di Invisibili, una condizione che venne definita paganesimo. Il Dalai Lama ha detto una volta che la devastazione subita dall’ambiente naturale non solo sta danneggiando l’habitat delle piante e degli animali ma anche il territorio dove vivono gli spiriti. Forse non è rimasta loro che la scelta di manifestarsi nel nostro mondo, di rivelarsi usando il solo linguaggio che ci è rimasto, quello del mondo fisico. Nel contesto della crisi del pianeta non hanno avuto altra scelta, se non trovare una strada, anche se difficile, per manifestarsi a noi. Forse la nostra coscienza si è così atrofizzata da non permetterci, da soli, di aprirci al mondo spirituale. Forse è stata la rottura dei confini psicologici così cautamente costruiti, la drammatica riapertura mentale verso un mondo dal quale abbiamo preso le distanze, questa rianimazione sconvolgente dei sensi attraverso la quale possiamo conoscere il mondo degli spiriti, che ha reso il fenomeno dei rapimenti alieni così difficile da credere. Forse siamo stati noi a creare le condizioni spirituali che l’hanno reso necessario. Gli alieni sono arrivati ai rapiti da una fonte che rimane per noi sconosciuta. Ancora non riusciamo a comprendere completamente i loro fini e i loro metodi. Sembra chiaro tuttavia che essi sono stati costretti a venire da noi, ad apparire in forma fisica in modo che noi possiamo conoscerli. Ma sino ad oggi, la compresenza di visibile e invisibile è ciò che ha alimentato la vita quotidiana, del resto come dicevano i greci dei loro dei: “non chiedono molto, soltanto di non essere dimenticati
Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)