Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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sabato 14 aprile 2012

Rapimenti Alieni - "I traumi"

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Essere paralizzati e trascinati contro la propria volontà da esseri alieni in un ambiente estraneo ed essere sottoposti a operazioni che si presentano coi caratteri di uno stupro, alcuni dei quali particolarmente umilianti per la dignità umana, è ovviamente molto sconvolgente. Gli addotti, inoltre, sperimentano per tutta la vita un senso di isolamento e di distacco da tutti coloro che li circondano, che ricordino o meno consciamente molti elementi delle loro esperienze, sentono di essere in qualche modo differenti dagli altri, di non appartenere a questa società anche se, almeno all’apparenza, sembrano integrarvisi. Da bambini viene detto loro che i racconti che sostengono, sono sogni o persino bugie, in questo modo i soggetti imparano a tenere queste cose per sé e a sentirsi molto soli con le loro esperienze. Inoltre, sperimentano quello che viene definito “shock ontologico” quando si rendono pienamente conto della realtà dei loro incontri, perché come tutti noi, sono cresciuti con la convinzione che sulla Terra siamo gli unici abitanti dell’Universo e che non sarebbe semplicemente possibile per degli esseri intelligenti, che secondo la nostra realtà culturale non esistono, entrare in contatto con il nostro mondo. I rapiti tendono a persistere nella speranza che verrà trovata una spiegazione psicologia per le loro esperienze, persino quando sostengono che quanto è loro accaduto è reale. Molti traumi, ad esempio quelli collegati ad esperienze di guerra, agli stupri o alla violenza sui minori, sono circoscritti nel tempo, ma i rapimenti sono inattesi e il loro ripetersi durante la vita di un individuo non segue uno schema prevedibile. I genitori rapiti per prima cosa cercano di investigare sulle loro stesse esperienze quando scoprono che uno o più dei loro figli stanno subendo esperienze simili, la scoperta che non possono adempiere al loro compito di protezione in qualità di genitori avrà ragione della propria riluttanza ad accettare il fenomeno, motivandoli a confrontarsi con le loro esperienze rimosse in modo da poter essere d’aiuto ai figli. Infine, in aggiunta a questi strascichi specificatamente traumatici, i rapiti possono anche soffrire di vari sintomi che si manifestano a lungo termine collegabili, sebbene in maniera lieve, con l’esperienza del rapimento. Questi sintomi comprendono paure di vario genere, riguardo a ospedali e aghi, mal di testa, dolore al setto nasale, indolenzimento alle membra, sonnolenza, stanchezza cronica, problemi di natura gastrointestinale, urologica, ginecologica e disturbi delle funzioni dell’apparato sessuale.
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Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)