Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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sabato 14 aprile 2012

Rapimenti Alieni - "Esiste un metodo per combattere gli alieni?

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"Le parole che non abbiamo pronunciato sono i fiori del silenzio.”
(proverbio giapponese)
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Esiste un metodo per combattere gli Alieni o qualsiasi altro parassita extra-dimensionale? La risposta è NO! Ad oggi non esistono metodi o tecniche capaci, soprattutto in brevissimo tempo, di risolvere un problema legato alle interferenze aliene o di entità extra-dimensionali, comprese quelle spirituali. Per quanto una ammissione simile sia decisamente controtendenza, nei confronti di un movimento sorto in questi ultimi anni all’interno della ricerca sulle abductions, d’altro canto conferma tutta una serie di problemi, spesso legati a deliri di onnipotenza, che non solo il ricercatore in questione, ma anche le persone seguite o che seguono tali correnti di pensiero, vengono indotte inconsciamente a commettere errori madornali di valutazione, soprattutto quando non comprendono se stessi. Si, perché il nocciolo della questione è arrivare a capire la realtà che ci circonda, altrimenti qualsiasi obbiettivo in tal senso sarà completamente inutile. Inoltre, un altra questione a mio avviso molto triste e pericolosa, è nel vedere persone estranee al problema, ma anche ex-addotti o presunti tali, elevare su di un piedistallo mitico un determinato personaggio, quando in realtà ognuno di noi dovrebbe essere il mito di se stesso, senza dover delegare ad altri le scelte della propria vita. Ma su questi atteggiamenti che rasentano il fanatismo non c’è molto su cui discutere, perché è come insistere nel voler demolire un muro di gomma che purtroppo difficilmente potrà essere scalfito con il seme del dubbio, seme capace di far germogliare diverse opinioni e una coscienza critica del tutto unica e personale, in grado di far osservare ogni problema da una angolazione diversa, esterna, e non interna ad una corrente, movimento o pensiero, dove seppure molti si ostinano a dire di non farne parte, ne sono in realtà dentro, alimentandola costantemente. Perché non c’è cosa più triste nel vedere persone che nella disperata necessità di liberarsi di un problema, qualunque esso sia, si ritrovino ad ascoltare il primo venuto e che, magari mescolando dati scientifici con qualche reminescenza esoterica o culturale, indora la pillola, assurgendo a moderno e improprio sciamano, quando in realtà il suo compito era solamente quello di illuminare determinate persone ad una propria ed individuale presa di Coscienza. Singolare, inoltre, che tali persone, che si dimostrano indistruttibili nei confronti di una schiera di feroci nemici cosmici, non siano poi in grado di sopravvivere a se stessi o alle comuni malattie terrestri, rimanendone vittime senza soluzione alcuna. Da tutto questo quadro così fosco, quale insegnamento è necessario trarre? Come sostengo da sempre (e sono in buona compagnia) la verità non è unica ma molteplice e mi stupisco, ogni volta, nel vedere persone che spesso, in modo alquanto ridicolo, cercano di dimostrare il contrario. La validità di un metodo, scientifico o meno, è data non dalla quantità dei dati che riesce ad ottenere, ma dalla qualità e, questa qualità viene raggiunta attraverso un lavoro serio, che tende a non dare niente per scontato, ma soprattutto cerca di analizzare le varie tesi, in modo indipendente e senza condizionamenti alcuni. Per questo diventa fondamentale istituire gruppi di ricerca, magari isolati, indipendenti appunto, che non si condizionino a vicenda e che, con diversi metodi di lavori, possano infine raggiungere gli stessi risultati, anche con termini diversi o antitetici. Molti dei gruppi di lavoro sorti all’interno della ricerca sui casi di abductions italiani, sono nati già viziati in partenza, spesso reduci da gruppo pre-esistenti (quasi sempre discutibili), dove a seguito di qualche spinta iniziale liberticida (spesso dettati da un precetto animico o pseudo-tale), si è sempre ritornati all’interno dei vecchi dogmi, rispolverando una modo di fare accademico, del tutto tipico di certi ambienti vecchio stile della nostra società. E questo sarebbe l’ambiente nel quale inventare metodi miracolosi verso una novella e futura presa di Coscienza?
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No, qui c’è un errore di fondo importante, dettato dall’ignoranza della stragrande maggioranza delle persone coinvolte nel problema delle adduzioni aliene e non: la mancanza di una preparazione culturale! Ogni metodo (ipnosi o tecniche affini di simulazione mentale) è del tutto inutile se non è accompagnato da un percorso di vera e propria istruzione, sorta di ascesi iniziatica nei più insondati e sopiti angoli della nostra comprensione umana, come diventa del tutto inutile combattere un nemico se nemmeno ci sforziamo di capire chi sia in realtà. Forse è improprio parlare di nemico o di guerra da combattere (anche se in molti abusano di tali termini, anche a livello sottile verso questa direzione), ma se in questa lotta è fondamentale uscirne vincitori, diventa fondamentale conoscere e comprendere il proprio nemico, perché qualsiasi operazione, mirante ad una vittoria, deve essere condotta in modalità tali da avere un quadro completo ed esauriente della situazione, specie se noi stessi ne siamo il fulcro principale. Per cercare di spiegarvi questo concetto, farò un salto indietro nel passato, quando Platone, in cerca di conoscenza, perché letteralmente “affamato”, condusse un viaggio in Egitto. Durante questo viaggio, sostenne che la vita di un filosofo non è che una lunga meditazione sulla morte che lo attende. Questa idea profonda e nobilmente espressa, era senza dubbio nata all’ombra dei santuari iniziatici, perché l’essere umano, per gli antici egizi, si trovava al centro stesso del Cosmo, si rivelava come nodo gordiano, la speranza degli dei e la loro disperazione, l’erede unico, capriccioso, arbitrario, volontariamente imperfetto, generalmente inferiore a sé stesso, ma capace dei più alti destini. Poiché il mondo, con le sue divinità, stava invecchiando, declinando verso un crepuscolo ineluttabile, nello stesso momento in cui l’essere umano, giovane, vigoroso, dotato di potenzialità infinite, che non supponeva neppure egli stesso, emergeva colmo di vigore presentandosi alla ribalta dell’Universo. L’Uomo non era così divino come dopo essersi spogliato del proprio corpo, questo involucro terrestre che lo trascinava verso l’animalità. Allora gli dei, che si dirigevano ad incontrarlo gli tendevano le braccia lanciando grida di giubilo poiché riconoscevano, in lui, un loro eguale ed il loro legittimo erede. Ma cosa contemplava questo nuovo venuto? E perché gli stessi dei apparivano camuffati con teste così strane? Da dove provenivano queste divinità dalle teste leonine, di falco, d’ibis, di sciacallo, tartaruga, scorpione, scimmia, serpente, coccodrillo, scarabeo o ippopotamo?
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Bene, se a distanza di millenni siamo ancora qui a domandarci chi sono queste strane figure dal volto animale, da cosa vogliamo veramente liberarci? Del resto, cosa vogliamo aspettarci da persone che alla sera pregano (nel senso letterale del termine) la propria parte animica come un tempo, i nostri nonni, facevano con la vergine Maria? Cosa vogliamo aspettarci da una massa di pecore ignoranti, cresciute a televisioni, telefonini e computer e che, non avendo il coraggio di ascoltare se stesse, preferiscono ascoltare gli altri e cercare in loro le stesse verità, racchiuse magari in modalità differenti e più genuine, all’interno di se stessi? Non esistono maestri, non esistono guide, non esistono tecniche o metodi, non esiste niente che possa fare al posto nostro un lavoro di crescita interiore, perché il vero metodo siamo NOI! Le persone credono di liberarsi di un qualcosa, magari per qualche tempo ed inizialmente sarà anche così, ma dopo, altre figure verranno, magari con modi di fare nuovi e sconosciuti e, dato che non nessuno ci avrà istruiti nella loro comprensione e noi stessi saremo stati pigri nel cercare risposte, sarà facile ricadere preda di questi vampiri e tornare vittime dello stesso problema in cui eravamo convinti di esserne usciti con successo. Mi sono sempre stupito di tutti quegli ex-addotti (o che si considerano tali) e che dopo essersi “liberati” hanno scelto di condurre una “vita normale”, dimostrando in alcuni casi anche una regressione nel campo della propria ricerca interiore. Come è possibile tutto ciò? Se veramente la nostra Anima è stata liberata dopo una prigionia forzata durata da chissà quanto tempo immemore e, dopo quell’atto liberatorio, è andata incontro alla sua piena coscienza di se nei confronti delle altre consorelle animiche e dell’Universo, come è possibile decidere di smettere di occuparsi di queste cose? Come è possibile non voler sentire più parlare di un alieno, piuttosto di un qualche angolo sperduto del Cosmo, ricco di fascino e mistero? Come è possibile rivolgersi ad entità senza tempo con metodi o una dialettica da bar, alimentando un egocentrismo animico (anarchico, creativo / distruttivo) a discapito della nostra vera natura spirituale umana? Come è possibile pensare che sia stato necessario fondere la propria Mente, il proprio Spirito o la propria Anima, attraverso una seduta di una manciata di minuti per risolvere ogni nostro male, quando ne siamo rimasti imprigionati da millenni o forse milioni di anni? E’ qui che risiede l’errore, è qui che aleggia incontrastato un crimine, un crimine che nasce da una ignoranza di base, sicuramente voluta e cercata, perpetrata da coloro che si sono elevati a modelli da seguire in questa inesistente battaglia per la supremazia di una vita eterna. Per questo ho deciso di staccarmi da certi ambienti e intraprendere un percorso, solitario e non facile, perché sin da piccolo ho capito che far parte di un qualsiasi gruppo non faceva per me, ed è li che ho compreso di essere diverso da tutti gli altri, un Anima tra le anime, ma uno Spirito in cerca di risposte. A me non interessa salvare il maggior numero possibile di “anime”, non ho necessità di inventare rimedi da santone o panacee universali, come continuerò a stupirmi di tutte quelle persone che mi chiederanno un segno in tal senso. Ma veramente credete che entità così antiche ed evolute si possano sconfiggere con delle stronzate simili? L’unica cosa che mi sta a cuore è la speranza racchiusa dentro ognuno di voi che leggerà questa mia riflessione, perché se inizierete un percorso vostro, libero da ogni dogmatica e stupida conoscenza farcita di tanta ipocrisia, sarete veramente in grado di cambiare la vostra vita e anche i destini del Mondo.
Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/2012)