Il blog di Federico Bellini, studi e ricerche nel campo dei Rapimenti Alieni, la Spiritualità, la Cosmologia, la Filosofia Alternativa e l'Ufologia

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sabato 14 aprile 2012

Rapimenti Alieni - "Antichi Demoni"

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Il vampiro è un essere mitologico che sopravvive nutrendosi dell'essenza vitale (generalmente sotto forma di sangue) di altre creature. Il termine vampiro divenne popolare solo agli inizi del XVIII secolo, in seguito all'influenza delle superstizioni presenti nell'Europa dell'est e nei Balcani, dove le leggende sui vampiri erano molto frequenti. Allo stesso tempo, nacquero altri termini, come vrykolakas in Grecia e strigoi in Romania. L'esatta etimologia del termine vampiro non è chiara, tuttavia, è ragionevole pensare che possa derivare dal serbo вампир/vampir  passato successivamente al tedesco Vampir, al francese vampyre, all'inglese vampire e all'italiano vampiro. Un'altra teoria, meno popolare, sostiene che il termine slavo derivi dal turco ubyr, che significa "strega". In russo antico, il vampiro è detto inoltre Упирь (Upir'). Numerose lingue slave presentano forme parallele del termine serbo: il bulgaro вампир (vampir), il croato upir/upirina, il ceco e slovacco upír, il polacco wąpierz, l'ucraino упир (upyr), il russo упырь (upyr'), il bielorusso упыр (upyr), e l'antico slavo dell'est упирь (upir'). Da notare che successivamente la maggior parte di queste lingue adottarono forme più comuni come "vampir/wampir" dall'Occidente. Il concetto di vampirismo esiste da millenni, culture come quella mesopotamica, ebrea, greca e romana concepirono demoni e spiriti che possono essere considerati precursori dei moderni vampiri. Ad ogni modo, nonostante la presenza di creature simili ai vampiri in queste antiche civiltà, il folklore sui vampiri così come lo conosciamo oggi si è originato esclusivamente nell'Europa dell'est, quando i miti della tradizione orale di numerosi gruppi etnici vennero messi per iscritto e pubblicati. Nella maggior parte dei casi, i vampiri sono creature malvagie redivive, vittime suicide o streghe, ma possono anche essere cadaveri posseduti da spiriti malevoli o umani trasformati dopo essere stati morsi da altri vampiri. La credenza in tali leggende divenne così persuasiva da causare isteria di massa e pubbliche esecuzioni di persone credute vampiri, con esiti spesse volte raccapriccianti. Fu il romanzo Dracula, scitto nel 1897 da Bram Stoker, ad essere considerato la quintessenza del romanzo vampiresco e che fornì le basi per le opere moderne. Dracula trattò una mitologia costituita da lupi mannari e altri demoni, il successo di questo libro fece nascere un distintivo genere vampiresco che è ancora popolare nel XXI secolo, con un'impressionante collezione di opere letterarie e visive.
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Nonostante molte altre culture tramandino superstizioni riguardanti non-morti o altri spiriti redivivi, quello concepito dalla mitologia slava è considerato il vampiro per eccellenza. Le radici della convinzione dell'esistenza dei vampiri in questa cultura, sono basate sulle credenze e pratiche pre-cristiane del popolo slavo e sulla loro concezione dell’oltre tomba. Nonostante la mancanza di scrittori slavi pre-cristiani che descrivessero i dettagli della "vecchia religione", molte credenze spirituali pagane e rituali sono rimaste radicate nel popolo slavo anche dopo l'avvento del Cristianesimo. Esempi di queste credenze includono il culto degli antenati, delle divinità protettrici della casa e la convinzione che l'anima sopravviva alla morte terrena. Demoni e spiriti ebbero importanti funzioni nella società slava pre-industriale e si credeva che potessero interagire con la vita degli uomini. Alcuni spiriti erano benevoli e aiutavano l'uomo, mentre altri erano pericolosi e potenzialmente distruttivi. Si pensava inoltre che questi spiriti derivassero dagli avi o altri umani deceduti. Potevano apparire in diverse forme, compresa quella animale o umana. Gli spiriti malevoli partecipavano in crudeli attività, come l'affogamento di umani, la distruzione del raccolto, o il succhiare il sangue del bestiame e talvolta degli uomini. Gli slavi erano dunque obbligati ad appagare tali spiriti per prevenire il loro comportamento distruttivo. Secondo le credenze slave, vi era una netta distinzione tra Corpo e Anima. Questa era imperitura e alla morte del corpo avrebbe vagato per 40 anni prima di trovare pace nell'oltretomba eterno. Per questo motivo, alla morte di un parente, veniva lasciata una finestra aperta, di modo che l'Anima potesse entrare e uscire a suo piacimento, perché si credeva che durante questo periodo  avesse la capacità di poter rientrare nel corpo del defunto. Così come per i demoni, anche le anime potevano avere un effetto sia positivo che negativo a seconda della loro natura. Molti riti sepolcrali avevano lo scopo di assicurarne la purezza, dopo che si era separata dal Corpo. La morte di un bambino non battezzato, attraverso una morte violenta o prematura, la morte di un grave peccatore (come uno stregone o un assassino) o una sepoltura non appropriata erano tutte cause di impurità dell'Anima. Un'Anima Impura era molto temuta dagli slavi, poiché era potenzialmente vendicativa. Da queste credenze riguardo la morte e l'Anima deriva il concetto slavo di vampiro. Un vampiro è la manifestazione di una Spirito Impuro che sta possedendo un corpo. Questa creatura non-morta è vendicativa e gelosa nei confronti dei vivi, da cui succhia sangue per sopravvivere. Inoltre l'innata sessualità del succhiare il sangue è legata al cannibalismo e a comportamenti simili a quelli dei demoni incubo. Molte leggende narrano di esseri che succhiano liquidi da altre creature e sembra palese un associazione con lo sperma.
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Racconti di entità soprannaturali che si nutrono di sangue o di carne fresca di esseri viventi, si riscontrano in buona parte di quasi tutte le culture del mondo da diversi secoli. Oggi assoceremmo queste creature ai vampiri, ma nei tempi antichi il termine vampiro non esisteva, bere sangue e simili attività erano attribuite a demoni o spiriti, dove persino il Diavolo erano considerato sinonimo di vampiro. Quasi tutte le culture associano il bere sangue con demoni o creature redivive, o in alcuni casi con divinità. In India, ad esempio, alcuni racconti sui Baital, esseri simili ai Ghoul che possono entrare in possesso dei corpi, sono stati raccolti nel libro Baital Pachisi, una racconto del libro Kathāsaritsāgara narra di come il Re Vikramāditya intraprenda una ricerca per trovarne uno particolarmente elusivo. Anche Pishacha, lo spirito di malfattori o di coloro che morirono pazzi, rispecchia alcune caratteristiche dei vampiri e all'antica dea indiana Kali, con zanne e una ghirlanda di cadaveri o teschi, venne attribuito il nutrirsi di sangue. Nell'antico Egitto, la dea Sekhmet beveva sangue. I Persiani furono una delle prime civiltà a tramandare racconti di demoni bevitori di sangue, tanto che sono stati portati alla luce dei cocci di porcellana su cui erano state raffigurate creature che tentano di bere il sangue degli uomini. L'antica Babilonia e l'Assiria possiedono racconti della figura mitica Lilitu, che nella demologia ebraica diede vita a Lilith, un demone che si nutriva di sangue di bambino; Lilith a sua volte concepì la figlia Lilu. La mitologia greca e latina descrivono creature come le Empuse, le Lamie e le Strigi. Col passare del tempo, le prime due divennero termini generali rispettivamente per indicare streghe e demoni. Empusa era la figlia della dea Ecate ed era descritta come una creatura demoniaca dai piedi di bronzo, si trasformava in una giovane donna e seduceva gli uomini per bere il loro sangue. Lamia banchettava sui letti dei bambini la notte, succhiando il loro sangue, così come faceva la figura mitologica Gello. Come Lamia, la Strige si cibava di bambini, ma anche di giovani uomini. Erano descritte come aventi il corpo di corvo o d'uccello in generale, e successivamente vennero identificate nella figura mitologica romana della strige, un uccello notturno che si ciba di sangue e carne umana. Varie regioni africane possiedono racconti folkloristici di esseri con caratteristiche simili a quelle dei vampiri: nell'Africa occidentale il popolo degli Ashanti narra dell'asanbosam, una creatura dai denti di ferro che abita sugli alberi, mentre il popolo Ewe narra dell'adze, che può prendere le sembianze di una lucciola e dà la caccia ai bambini. La regione orientale del Cape tramanda la leggenda dell'impundulu, che può prendere le sembianze di un grosso uccello con gli artigli e può evocare tuoni e lampi, mentre il popolo Betsileo del Madagascar narra la leggenda del ramanga, un bandito o vampiro vivente che beve e si ciba delle unghie dei ricchi. Il termine Loogaroo, che indica una creatura mitologica simile a una vampiro, probabilmente deriva dal francese loup-garou (che significa "licantropo") ed è molto comune nella cultura delle Mauritius. I racconti sui loogaroo sono diffusi anche nelle isole caraibiche e in Louisiana, negli Stati Uniti. Simili mostri femminili sono la Soucouyant di Trinidad, la Tunda e la Patasola del folklore colombiano, mentre i Mapuche del Cile del sud narrano di Peuchen, un serpente succhiatore di sangue. La mitologia azteca narra dei Cihuateteo, spiriti dal viso scheletrico di coloro che sono morte di parto, che rubano bambini e intraprendono relazioni sessuali con i vivi, portandoli alla pazzia. Durante il tardo XVIII e XIX secolo le credenze sui vampiri si diffusero in parti del New England, specialmente nel Road Island e nel Connecticut orientale. Vi sono numerosi casi documentati di persone che dissotterravano i proprio cari per rimuovere il loro cuore nella convinzione che il defunto fosse un vampiro e responsabile di morti e malattie in famiglia. In realtà non veniva mai usato il termine vampiro per indicarne la patologia. Si credeva che la malattia mortale della tubercolosi, nota all'epoca come "consunzione", fosse causata dalle visite notturne da parte di un membro della famiglia morto anch'egli della stessa malattia. Radicato in vecchi folclori, moderne credenze si sono diffuse in tutta l'Asia, dai Ghoul della terraferma fino agli esseri vampireschi delle isole del Sudest asiatico. Anche in India sono nate nuove leggende sui vampiri, dove il Bhūta o Prét è l'Anima di un uomo morto prematuramente. Si muove di notte, animando cadaveri e attaccando i vivi, similmente a un Ghoul. Nell'India del nord viene narrato di una creatura simile ai vampiri, il BrahmarākŞhasa, caratterizzato dalla testa cinta di interiora e un teschio da cui beve sangue. Secondo la fede Induista, queste creature sono reali. Il loro corpo è costituito da quattro dei cinque elementi: Aria, Materia Oscura (Spazio), Fuoco e Terra, dove l'assenza dell'acqua indica l'imperitura ricerca da parte del vampiro di soddisfare la sua sete con il sangue. I vampiri sono inoltre esseri demoniaci condannati a bere sangue umano, anatema compensato però da altri poteri oscuri. La forza e la durezza dei loro corpi è dovuta alla mancanza di liquidi. Nonostante i vampiri appaiano nel cinema giapponese sin dagli anni '50, il folclore alla base ha origini occidentali. La creatura più simile al vampiro è forse il Nukekubi, la cui testa e collo sono in grado di staccarsi dal corpo per volare via e andare a caccia di prede umane. Leggende di esseri femminili simili a vampiri esistono però nelle Filippine, in Malesia e in Indonesia. Nelle Filippine, le due maggiori creature sono il mandurugo (letteralmente "succhia-sangue") del popolo dei Tagaloge il manananggal ("creatura che si divide in parti") dei Visayan. La prima è una variazione dell'aswang, che prende le sembianze di un'attraente ragazza di giorno, mentre di notte le crescono ali e una lunga lingua concava e fine. La lingua viene usata per succhiare sangue dalle proprie vittime addormentate. La seconda, invece, è descritta come una più matura ma comunque bellissima donna, capace di prendere il volo grazie ad enormi ali di pipistrello, che si nutre di donne incinte addormentate e inconsapevoli. Usa una lingua lunga quanto una proboscide per succhiare via i feti dai grembi materni. Talvolta si cibano di interiora (specialmente cuore e fegati) e del muco delle persone malate. Il malese penanggalan potrebbe essere una giovane o vecchia donna, in ogni caso attraente, che ha ottenuto la sua bellezza per mezzo della magia nera ed è spesso descritta nel folclore come un essere oscuro o demoniaco. E' in grado di staccare del corpo la sua testa zannuta e di farla volare nella notte in cerca di sangue, in genere di donne incinte. I malesi spesso attaccano jeruju (cardi) sulle porte e sulle finestre delle case, sperando di scacciare il penanggalan. Il leyak è un essere simile del foklore di Bali. Un kuntilanak o matianak in Indonesia, o un pontianak o langsuir in Malesia, è una donna morta di parto divenuta una non-morta, che in cerca di vendetta terrorizza villaggi. Appare come una donna attraente con lunghi capelli neri che ricoprono un buco sulla base della nuca, col quale succhia il sangue dei bambini. Ricoprire il buco con i suoi capelli la farebbe scappare via. Alcuni cadaveri potrebbero inoltre avere perle di vetro infilate nella bocca, uova sotto ciascuna ascella, e aghi conficcati nei palmi delle mani per prevenire che si trasformino in langsuir. Gli jiang shi ("cadavere rigido"), chiamati anche "vampiri cinesi" dagli Occidentali, sono cadaveri rianimati che uccidono i vivi per assorbire la loro linfa vitale (). Si dice che nascano quando un'Anima non è in grado di vivere nel Corpo del defunto. A differenza dei vampiri, gli jiang shi sono creature senza mente e non hanno ragionamenti propri. Uno dei più famosi casi di entità vampiriche nell'età moderna è quello dei chupacabra di Puerto Rico e del Messico. E' leggenda che siano creature che si nutrono di carne fresca e di sangue di animali domestici. 
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Il sangue è la rappresentazione arcaica della propria origine, nel sangue è contenuto il DNA e attraverso le sue caratteristiche, si tramandano di generazione in generazione tutte le informazioni contenute nella specie. Sempre nel DNA e al sangue è legato il fattore animico, ovvero la capacità di possedere questa fonte energetica universale, rispetto ad altri essere umani dotati di solo Spirito. Da queste basi essenziali è facile sfatare falsi miti con una diversa chiave di lettura e districare il gomitolo di una matassa che, per secoli, era diventata troppo intricata per essere chiaramente compresa. Appurato che le entità che un tempo venivano definite demoniache o maligne, non sono altro (nella maggioranza dei casi) manifestazioni di entità aliene, dimensionali ed extra-dimensionali, ecco che le figure vampiresche, sparse nelle culture di tutto il mondo, acquistano una diversa spiegazione. Il demone o il vampiro che pretende un tributo di sangue per la propria sopravvivenza, è in realtà l’alieno che si ciba della fonte energetica dell’uomo o ottiene, attraverso il sangue umano, la possessione di una parte animica fondamentale per la propria sopravvivenza. Ecco che i succhia-sangue o i succhia-anima, in base alle nostre attuali ricerche, acquistano diversi nomi e sembianze e, quanto riportato dal mito o dalla tradizione popolare, ripulito da secoli di dicerie e paure ancestrali, divengono realtà oggettive e spiegabili in modo logico e concreto. L’entità stregonesca che in Africa è spesso vista come un globo di luce, che si “ciba” di animali, uomini o bambini, è in realtà l’alieno senza corpo fatto di luce che necessita di energia animale e umana per vivere. La figura per eccellenza del principe del male o delle tenebre (l’angelo caduto), il demone oscuro che vive negli inferi più bui o tetri, che si ciba del sangue e dell’anima umana, è in realtà un entità extra-dimensionale che, proveniente da un Universo parallelo al nostro, opera nella disperata ricerca di aprirsi un varco attraverso gli uomini parassitati per ritornare nel nostro mondo, dopo che ne era stato cacciato in tempi immemorabili. Spesso, nei casi più estremi di questo parassitaggio, è possibile riscontrare quella che anticamente veniva definita la “possessione demoniaca”. I parassiti, soprattutto quelli che vivono dentro il Corpo ospitante, riescono a prendere il sopravvento sulla personalità con effetti devastanti. Si modifica la percezione della realtà, avvengono in questi momenti di simbiosi, cambiamenti a livello fisico, alterazione del colore degli occhi, dei tratti somatici, dell’umore e della personalità, sino ai casi più estremi di fusione di personalità. E’ ovvio che se l’entità aliena o il parassita, ha necessità di energia e deve in ogni modo appagare questa sua insaziabile “fame”, può portare la persona a compiere gesti estranei al suo comportamento e che in molti casi clinici, sono considerati come gesti folli. Suicidi, omicidi efferati, stati alterati di coscienza o attimi di follia, anche tra i più agghiaccianti, sono il tributo da pagare da coloro che sono portatori di queste entità “malvagie”. Ma esistono anche altre realtà, molto più “fisiche”, entità che non soltanto usano metodi di parassitaggio avanzate (interno con la possessione, l’impianto di memorie o esterno attraverso microchip e vari collegamenti eterici), ma che arrivano persino a cibarsi letteralmente dei nostri corpi. Il nostro pianeta non è soltanto un immenso esperimento alieno, ma anche una prigione, dove all’uomo non è consentito di uscire e dove spesso, anche l’alieno, ne è vittima insieme all’uomo stesso. L’alieno o l’antico demone, vive da sempre in mezzo a noi, da quando l’umanità ha avuto coscienza di se, della propria identità storica e sotto le più diverse spoglie, ha vissuto e continua a farlo. L’alieno non vive soltanto dentro i nostri corpi attraverso le più diverse forme di parassitaggio, ma anche fisicamente, realmente, spesso come uno di noi. Sino a qualche anno fa, non erano rari avvistamenti di esseri umani insoliti, molto alti, dalla carnagione o dai capelli chiari, spesso calvi, sia dall’aspetto giovanile che anziano, quasi cadaverici, con gli occhi di un colore particolare o dalle pupille verticali. Magari nei secoli scorsi, un “essere umano” di questo tipo avrebbe scatenato paure e sarebbe stato identificato come un uomo posseduto dal demonio o un vampiro, ma adesso sappiamo che tali caratteristiche sono comuni ad alcune razze aliene di Umanoidi. I demoni che un tempo erano visti affascinanti, dalla bellezza fuori dal comune e magari dallo sguardo glaciale o al contrario di vecchi raggrinziti, erano tutti da ricondurre a questa moderna chiave di lettura aliena. Ma ci sono aspetti ancora più agghiaccianti della presenza alieno-demoniaca sul nostro pianeta, soprattutto legati alle innumerevoli scomparse di persone e animali, e raramente, seguiti da ritrovamenti di cadaveri mutilati in modalità non spiegabili da un punto di vista scientifico. In tutto il mondo si sono sempre susseguiti casi di mutilazioni animali (capre, pecore, mucche, cavalli, etc.), con asportazioni chirurgiche di parti del corpo, fori in punti cardini per la completa aspirazioni di liquidi interni (sangue, urina, feci, acqua). Sappiamo che alcune razze aliene (in particolare i Grigi), effettuano rapimenti di animali per prelevare principi nutritivi presenti al loro interno, per condurre dei veri e propri bagni rigeneranti. I Grigi sono dei cloni, dei robot-biologici che, sprovvisti di un apparato digerente e impossibilitati a cibarsi normalmente, devono acquisire il loro sostentamento attraverso la pelle. Comune negli addotti è il ricordo al tatto di questi esseri dalla pelle flaccida, spesso accompagnati da un odore di marcio nauseabondo. Quindi, non tutti i demoni sono affascinanti e dotati di una bellezza ultraterrena, ma molti di loro, la maggior parte, hanno un aspetto mostruoso, di animali sconosciuti o noti nel mondo animale. Corvi, strane aquile, leoni, cani, soprattutto serpenti o affini, popolano l’immaginario collettivo dei popoli della Terra. I serpenti, che hanno la loro tana nelle viscere della Terra, spesso escono alla luce del sole per riscaldarsi, essendo a sangue freddo, ma anche per cercare cibo. Ecco che la figura del diavolo-serpente, abitante negli inferi, compare in superficie per andare a caccia di prede animali e umane. In realtà è nuovamente l’alieno che ha il disperato bisogno di sopravvivere e di chiedere a noi un prezzo molto alto, la nostra Energia Animica. Il serpente che vive nel sottosuolo terrestre proviene da Agarthi, dal regno leggendario che si trova nelle viscere del pianeta, ovvero da quella rete di basi e tunnel, disseminati sotto la crosta terrestre, popolate da queste entità aliene che da sempre hanno abitato il nostro pianeta. Ma quando decidono di uscire in superficie, le possibilità che possano verificarsi episodi singolari, diventa altamente probabile. Viviamo in un mondo dove l’aumento della popolazione e la vasta rete informatica, ci permette di venire a conoscenza in tempo reale di quanto sta accadendo in ogni parte del globo. Questa conquista è solamente recente, perché sino a non pochi decenni fa, l’uomo non aveva un così vasto controllo sul proprio pianeta. Intere zone erano disabitate, c’era una maggiore vegetazione boschiva e la popolazione era molto inferiore all’attuale, quindi in un mondo così vasto, era comune che entità di ogni tipo, potessero muoversi liberamente. La superficie terrestre è stata utilizzata sin dall’antichità come vera e propria prigione per molte di queste razze aliene. Praticamente, abbandonavano in superficie i loro simili che si erano macchiati di un qualche crimine o tradimento, lasciandoli incolumi al loro destino. Insieme a loro, era molto comune anche l’abbandono di ibridi umano-alieni, esperimenti genetici che per la maggior parte dei casi, non erano ben riusciti. E’ logico pensare che l’insieme di tutte queste entità, abbandonate sulle terre abitate dall’uomo, abbiano prodotto un così alto numero di leggende su presenze demoniache o vampiresche, che per interi secoli hanno terrorizzato gli uomini. Finché la popolazione umana non aveva raggiunto cifre così alte e una padronanza delle informazioni, tali abbandoni venivano eseguiti con maggiore frequenza, perché a parte casi isolati, i testimoni sarebbero stati ridotti e per i tempi e la cultura del tempo intrisa di religione, nessuno avrebbe associati tale presenze ad una realtà aliena per quei tempi ancora sconosciuta. In questi ultimi anni, i casi si sono comunque drasticamente ridotti e se purtroppo, ancora oggi può accadere che animali o uomini scompaiono senza lasciare traccia o raramente vengono ritrovati cadaveri, il fenomeno andrà esaurendosi, perché questi alieni, prigionieri, sono la testimonianza di una antica usanza. Esistono ancora oggi zone della Terra adibite a basi o “campi di concentramento”, per lo più lontani dai centri abitati, su terreni ricchi di boschi o foreste e tra montagne disabitate, dove per secoli sono stati abbandonati prigionieri alieni e ibridi umano-alieni. Senza nessun sostentamento si sono dovuti arrangiare per sopravvivere, arrivando ad attaccare anche l’uomo. Se partiamo da un concetto basilare che il nostro pianeta è una prigione, nella quale la razza umana, creata dagli alieni, è stata messa qui per loro “uso e consumo”, è del tutto normale pensare che noi, siamo considerati alla stregua di un qualsiasi “animale da allevamento” e come tale siamo trattati. La razza umana è distinta dall’alieno in due categorie principali: gli Anima e i Non-Anima. Gli Animici sono una minoranza della popolazione e alla quale d’hanno tutta la loro attenzione e “protezione” possibile (le abductions), i Non-Anima, invece, sono tenuti qui non soltanto per calmierare gli animici, in modo da far ritardare la loro presa di Coscienza, ma anche perché possono essere utilizzati come scorta (pezzi di ricambio, esperimenti genetici, parassitaggio a livello spirituale, in casi estremi anche di cibo). Molte di queste razze aliene non si fanno alcuno scrupolo ad utilizzarci per i loro scopi, in tutte le modalità a loro consentite.
Fonte
Federico Bellini; Rapimenti Alieni (2011/12)