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giovedì 30 dicembre 2010

Coscienzapedia: Toro, il (costellazione)

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Il Toro (in latino Taurus) è una grande e prominente costellazione del cielo invernale boreale, tra l'Ariete ad ovest e i Gemelli ad est; verso nord si trovano il Perseo e l'Auriga, a sudovest Orione e a sudest Eridano e la Balena. Il Toro è una costellazione di dimensioni medio-grandi situata nell'emisfero boreale, facile da individuare e ben nota, la sua caratteristica più conosciuta in assoluto è la presenza delle brillanti Pleiadi, il più luminoso ammasso di stelle dell'intera volta celeste. Le Pleiadi, riconoscibili con facilità anche dai meno esperti, si trovano nella parte più occidentale della costellazione, la quale continua in direzione est-sudest verso un altro gruppo di stelle molto noto e luminoso, quello delle Iadi. Le Iadi, che appaiono dominate da una stella arancione di magnitudine 0,8, chiamata Aldebaran, costituisce l'occhio del Toro. Verso oriente si stendono poi le corna dell'animale, rappresentate dalle stelle β Tauri (El Nath) e ζ Tauri, poste sul bordo della scia luminosa della Via Lattea. Lo sfondo della costellazione è pervaso da un gran numero di stelle di quinta e sesta magnitudine, ma esplorando con un binocolo mancano quasi del tutto le stelle di settima e ottava grandezza, specialmente sul lato nord, ciò è dovuto alla presenza di grandi banchi di polveri, facenti parte del complesso oscuro Taurus-Auriga. Nonostante sia una costellazione boreale, il Toro è ben osservabile da tutte le aree abitate della Terra, il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va da ottobre ad aprile. Nell'emisfero nord è una tipica figura del cielo stellato invernale, la cui discesa ad ovest, subito dopo il tramonto del Sole, indica l'arrivo prossimo dell'estate. Aldebaran (α Tauri) è la stella principale, si tratta di una stella gigante arancione, rappresentante l'occhio del Toro. La sua magnitudine è 0,87 e si trova in un campo ricco di stelle visibili ad occhio nudo, nell’ammasso delle Iadi. La sua distanza è stimata sui 65 anni luce. Alnath (β Tauri) è una stella azzurra in comune con l'Auriga, costituisce uno dei corni del Toro. La stella, di magnitudine 1,65 dista 131 anni luce. Alcyone (η Tauri) è la stella più brillante dell'ammasso delle Pleiadi, brilla di luce azzurra di magnitudine 2,85 ed è distante 368 anni luce. Alheka (ζ Tauri) è una stella azzurra che rappresenta il corno meridionale del Toro, ha una magnitudine 2,97 e dista 417 anni luce. Il Toro è attraversato nella sua parte più orientale dalla Via Lattea, questo fa sì che nella costellazione siano presenti oggetti appartenenti alla nostra Galassia. Tuttavia, gli oggetti maggiori si trovano nella regione ovest: la regione orientale infatti, e in particolare quella settentrionale, è fortemente oscurata da un grande complesso oscuro, la regione nebulosa oscura del Toro e dell'Auriga, una densa nube molecolare in cui ha luogo la formazione stellare. Nella periferia di questo complesso è stata scoperta quella che poi è divenuta la stella prototipo di una particolare classe di stelle giovanissime, la variabile T Tauri. Un altro oggetto, visibile con un telescopio, è la Nebulosa del Granchio (M1), un resto di supernova a nordest di ζ Tauri. L'esplosione che lo generò fu visibile dalla Terra il 4 luglio 1054, e fu così brillante che rimase visibile in pieno giorno per molti mesi. Fu addirittura registrata dai testi storici cinesi e dagli Indiani d'America.

Coscienzapedia: Ariete (costellazione)

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L'Ariete (in latino Aries) è una delle costellazioni dello zodiaco, si trova tra i Pesci ad ovest e il Toro ad est ed è una figura caratteristica dei cieli autunnali boreali. Si tratta di una costellazione di dimensioni relativamente contenute: occupa infatti 441 gradi quadrati di volta celeste, ossia poco più della metà del vicino Toro. Le sue stelle sono tuttavia abbastanza appariscenti, in particolare Hamal (α Arietis) e Sheratan (β), entrambe di seconda magnitudine; altre stelle importanti sono Mesarthim (γ1) e Botein (δ). L'Ariete si individua con facilità poco ad ovest delle Pleiadi e a nord della grande costellazione della Balena. La costellazione diventa visibile nel cielo serale alla fine dell'estate boreale (settembre) e resta visibile per tutto l'autunno e l'inverno, fino al mese di marzo. Dall'emisfero australe invece la sua visibilità è più limitata, anche a causa dell'incremento delle ore di luce nei mesi compresi fra ottobre e dicembre. Le due principali stelle di nostro interesse sono: Hamal e Sheratan. Hamal (α Arietis) è la stella principale; di magnitudine 2,01, spicca per il suo colore arancione vivo e dista da noi 66 anni luce. Sheratan (β Arietis) è una stella bianca, di magnitudine 2,64, che fa coppia con Hamal e la sua distanza è stimata sui 60 anni luce. Alpha Arietis (α Ari / α Arietis) è la stella più luminosa della costellazione dell'Ariete, il nome tradizionale della stella è Hamal, in origine riportato come Hamel, Hemal, Hamul o Hammel. Altro nome della stella era El Nath o Al Natih, il Corno, che oggi è assegnato a β Tauri. Il nome Hamal deriva dall'espressione che in lingua araba si riferisce all'intera costellazione, Al Ħamal, "l'Ariete" e per evitare confusioni, l'astro a volte è anche chiamato rās al-ħamal, "la testa dell'Ariete". Hamal è una stella gigante di tipo spettrale K2 IIICa, dove la notazione "Ca" indica la presenza di linee di calcio nel suo spettro. E’ una stella molto grande (circa 55 volte più brillante, 18 volte più grande in diametro, e 4,5 volte più massiccia del Sole) e di colore arancione. Hamal dista circa 65,9 anni luce dalla Terra, questa distanza relativamente piccola, combinata con la sua luminosità intrinseca, permette alla stella di splendere con una magnitudine apparente di 2,01 (variabile di circa 0,05), il 47° astro più luminoso nel cielo. Nell'antichità, fu una stella di grande importanza, duemila anni fa l'equinozio di primavera, il punto in cui il percorso apparente del Sole nel cielo interseca l'Equatore celeste, era situato nell'Ariete (è per questo motivo che nell'astrologia il primo segno zodiacale prende il nome proprio da questa costellazione). Il cosiddetto Primo Punto d'Ariete si trovava a soli nove gradi a sud di Hamal, la stella più luminosa nelle vicinanze. Attualmente si trova nel sud della costellazione dei Pesci, uno spostamento dovuto alla precessione dell'asse di rotazione terrestre. Le levate eliache (gli attimi in cui l'astro è ancora visibile prima di essere inghiottito dalla luce solare) di Hamal, in collaborazione con Spica, erano dunque studiate per stabilire gli equinozi al sorgere e al tramontare del Sole. Al mattino dell'equinozio di primavera (26 marzo) Hamal era appena visibile nelle vicinanze del Sole mentre dalla parte opposta Spica stava tramontando. Quando si verificava la situazione opposta, con Spica che sorgeva e Hamal che tramontava, si aveva l'equinozio d'autunno (28 settembre).

mercoledì 29 dicembre 2010

Coscienzapedia: Zeta Reticuli (costellazione)

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Zeta Reticuli (ζ Ret / ζ Reticuli) è un sistema stellare binario localizzato a circa 39 anni luce dalla Terra. Si trova nella costellazione circumpolare antartica del Reticolo, ed è visibile ad occhio nudo nell’emisfero sud; non è visibile a nord dei tropici. Attualmente le due stelle sono considerate stelle più giovani provenienti dal disco galattico, ma sempre più antiche del Sole, forse circa 8 miliardi di anni. Appartengono al gruppo stellare in movimento ζ Herculis. Entrambe le stelle possiedono moti propri e distanze simili, che confermano di essere un ampio sistema binario, infatti si trovano distanti circa 9.000 AU e ruotano attorno ad un centro di gravità comune, completando il periodo di reciproca traslazione in circa un milione di anni. ζ1 Reticuli e ζ2 Reticuli sono entrambe stelle nane gialle della sequenza principale, simili al nostro Sole e non sono stati individuati pianeti giganti in orbita ad entrambe, rendendo così possibile la presenza di mondi simili alla Terra. La metallicità di queste stelle è pari al 60 % di quella del Sole, tanto che secondo alcune teorie vigenti, pianeti ferrosi di dimensioni simili alla Terra sono meno probabili attorno a stelle con minore contenuto di metalli, mentre si pensa che vi siano le condizioni per lo sviluppo di pianeti gassosi. ζ1 Reticuli è lievemente meno massiccia e luminosa rispetto al Sole, mentre ζ2 Reticuli ha sia luminosità che massa molto simili a quelle del Sole. Si sospettava che la stella avesse un compagno stellare vicino, ma successivamente questa ipotesi venne scartata. Il 20 settembre 1996 venne annunciata la scoperta di un pianeta in orbita attorno la stella, il pianeta avrebbe avuto una stretta orbita (0.14 UA) ed una massa pari a circa il 27 % di quella di Giove. La scoperta venne presto smentita dal momento che si dimostrò che il segnale era causato da pulsazioni proprie della stella. La stella è a sua volta una binaria, con una compagna di magnitudo 7.95; il periodo è attualmente sconosciuto.

Coscienzapedia: Dragone, il (costellazione)

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Il Dragone (in latino Draco) è una costellazione settentrionale. È una delle 88 moderne costellazioni, ed era anche una delle 48 elencate da Tolomeo. Quella del Dragone è una delle costellazioni più grandi della volta celeste, si presenta completamente circumpolare fino alle latitudini temperate boreali, come le regioni del Mediterraneo. Il gruppo della testa è rappresentato da quattro stelle, le più luminose, chiamate Eltanin e Rastaban. La prima stella riveste una grande importante storica, poiché fu misurando la parallasse di questa stella che James Bradley scoprì nel 1725 il fenomeno dell’aberrazione della luce, che costituisce una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole. Inoltre tra 1.5 milioni di anni, la stella che attualmente si trova a 148 anni luce da noi, transiterà a soli 28 anni luce, a questo punto sarà la stella più brillante del cielo (ovviamente dopo il Sole), arrivando a rivaleggiare con Sirio. Il resto della costellazione si snoda attorno al polo nord celeste, insinuandosi tra l’Orsa Maggiore e quella Minore, circondando quest’ultima sui lati est, sud ed ovest. Circa 2700 anni fa, il polo nord celeste si trovava in direzione di questa costellazione e in particolare nella parte della coda, all’altezza della stella Thuban, che all’epoca era considerata la Stella Polare.
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Thuban (α Draconis/ Alpha Draconis) è una stella della costellazione del Dragone (Draco, in latino), nell'emisfero boreale. Nonostante nella nomenclatura di Bayer sia designata come stella alpha della costellazione, la sua magnitudine è solo 3.65, mentre la stella più brillante della costellazione è Etamin (γ Dra) con magnitudine 2.23. In buone condizioni atmosferiche è individuabile dato che si trova immediatamente sopra l'asterismo del Grande Carro dell'Ursa Major. Per la precessione degli equinozi, Thuban è stata la stella di riferimento del polo nord dal 3.942 a.C., prendendo il posto di θ Bootis fino al 1.793 a.C., quando venne soppiantata da κ Draconis. Il momento in cui è stata più vicina al polo nord è stato nel 2.787 a.C., quando si è trovata a soli 2 gradi e mezzo dal polo. Nonostante la vicinanza al polo è stata usata come punto di riferimento fino circa al 1900 a.C. quando la più brillante Kochab (β Umi) entrò nella zona del polo nord. Si è lentamente allontanata negli ultimi 4800 anni. Arriverà al massimo di lontananza dal polo nord intorno al 10.000 d.C., per poi riavvicinarsene gradualmente e tornare ad essere la stella polare nel 20.346 d.C. Thuban, attualmente ha finito la fusione dell'idrogeno ed è passata alla fusione dell'elio. È una stella gigante brillante circa 250 volte più del Sole e distante circa 300 anni luce. Thuban è una stella binaria, con un periodo di orbita di 51 giorni, e la compagna è probabilmente una nana rossa o una nana bianca. Il nome proviene dall'arabo ثعبان (θu‘bān, "il basilisco"), nome arabo per la costellazione del Draco.

Coscienzapedia: Sirio

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Conosciuta anche come Stella del Cane o Stella Canicola (in latino Sīrĭus), è una stella bianca della costellazione del Cane Maggiore, la stella più brillante del cielo notturno una magnitudine apparente pari a –1,46 e una assoluta di +1,40. Vista dalla terra possiede due volte la luminosità apparente di Canopo (α Carinae), la seconda stella più brillante del cielo e in una notte limpida, senza Luna e possibilmente senza i pianeti più luminosi, è persino in grado di proiettare a terra una leggerissima ombra degli oggetti. Sirio può essere osservata da tutte le regioni abitate del nostro pianeta. La sua brillantezza in cielo è dovuta sia alla sua luminosità, sia alla vicinanza al Sole, infatti Sirio si trova ad una distanza i 8,6 anni luce, risultando una delle stelle più vicine al nostro pianeta. Ha una massa di circa 2.4 volte quella del Sole, la sua luminosità è pari a 25 volte quella del nostro Sole, ma è meno luminosa di altre stelle come Righel o Canopo, perché sono più lontane. In realtà Sirio è un sistema binario, infatti attorno alla componente principale (chiamata Sirio A) orbita una nana bianca, chiamata Sirio B, che compie la propria rivoluzione attorno alla primaria ad una distanza compresa tra 8.1 e 31,5 UA, con un periodo di circa 50 anni. Interessante è la storia del popolo dei Dogon, gruppo etnico del Mali in Africa Occidentale, noto per loro conoscenza su Sirio, impossibile da conoscere senza l’uso di un telescopio. Come riportato da alcuni ricercatori, questo popolo sarebbe stato al corrente della presenza di una compagna di Sirio (la “stella del fonio”) che orbita attorno ad essa con un periodo di cinquant’anni, prima della sua scoperta da parte degli astronomi moderni. Questi affermano, inoltre, che ci sia pure una terza compagna oltre a Sirio A e Sirio B, probabilmente un pianeta. Sirio, comunque, rimane presso molte nostre culture associata alla figura del cane, ed è indicata come foriera di sciagure. Presso i Greci si riteneva che il suo scintillio al suo sorgere eliaco, potesse danneggiare i raccolti, portare forte siccità o persino causare e diffondere epidemie di rabbia. Il suo nome deriva infatti dal greco antico Séirios, che significa splendente, ma anche ardente, bruciante. I Romani erano invece soliti sacrificare un cane assieme ad una pecora e del vino, allo scopo di prevenire gli effetti nefasti di questa stella. I giorni in cui queste cerimonie venivano consumate, all'inizio dell'estate, erano detti Giorni del Cane, e la stella Sirio Stella Canicola, fu così che il termine canicola diventò sinonimo di caldo torrido.

Coscienzapedia: Cane Minore, il (costellazione)

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Il Cane Minore (in latino Canis Minor) è una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo ed è anche una delle 88 costellazioni moderne; rappresenta uno dei cani che seguono Orione, il cacciatore. Il Cane Minore è una piccola costellazione dell'emisfero boreale che consiste principalmente di due stelle, Procione (α Canis Minoris) e Gomeisa (β Canis Minoris). Procione (α Canis Minoris) è una stella bianco-azzurra di sequenza principale di magnitudine 0,38 e trovandosi alla distanza di soli 11,4 anni luce è la tredicesima stella più vicina al Sole. Gomeisa (β Canis Minoris) è una nana bianco-azzurra di magnitudine 2,89 ed è distante 170 anni luce, mentre γ Canis Minoris è una gigante arancione di magnitudine 4,33 distante 398 anni luce. Costituisce il vertice nordorientale dell'asterismo del Triangolo Invernale, ciò rende la costellazione, nonostante le sue piccole dimensioni, immediatamente individuabile anche dalle aree urbane più popolate. Procione, in realtà, è una stella doppia, la componente principale (Procione A o α Canis Minoris A) è una nana sub-gigante giallo-bianca con un massa 1,4 volte quella del sole e 7,5 più volte luminosa, la componente secondaria (Procione B o α Canis Minoris B) è una nana bianca. Procione B orbita ad una distanza media dalla principale di circa 14,9 UA (2,229 miliardi di km), poco meno di quella che separa Urano dal Sole, sebbene l'eccentricità dell'orbita la porti da una distanza minima di 9 a una massima di 21 UA. L'età della stella era stimata sui 3 miliardi di anni, ma nuove stime hanno ridotto questo valore a 1,7 ± 0,3 miliardi di anni, ritenendo che la stella nei prossimi 10-100 milioni di anni ultimerà la sua espansione, sino a diventare una gigante rossa di dimensioni da 80 a 150 volte quelle attuali. Il nome Procione deriva dal greco antico e significa "Prima del Cane", per il fatto che precede Sirio (la "Stella del Cane") durante la rotazione della sfera celeste a causa della rotazione della Terra sul proprio asse. Presso i Romani la stella era nota con la traduzione latina del nome greco Antecanis, gli arabi la conoscevano invece come Al Shira ed Elgomaisa. Il primo nome deriva dal termine "il Segno Siriano" (l'altro segno era Sirio), il secondo da "la donna dagli occhi annebbiati", in contrasto con "la donna con gli occhi lacrimanti", ovvero Sirio. Il nome moderno in arabo di Procione è ghumūş, in Cina è noto con il mandarino nánhésān, "la Terza Stella del Fiume Meridionale". Queste due "stelle del cane" sono menzionate nella letteratura sin dall'antichità ed erano venerate sia dai Babilonesi che dagli antichi Egizi.

Coscienzapedia: Leone, il (costellazione)

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Il Leone (in latino Leo) è una grande costellazione zodiacale del cielo settentrionale, si trova infatti lungo la linea dell'eclittica, tra la debole costellazione del Cancro ad ovest e la vastissima Vergine ad est. Le sue stelle principali formano un grande trapezio, al quale è connesso un famoso asterismo, noto come La Falce, composto da Regolo, η Leonis e Algieba, assieme alle stelle più deboli Adhafera (ζ Leonis), Ras Elased Borealis (μ Leonis) e Ras Elased Australis (ε Leonis). Anticamente la costellazione era più estesa: la parte della testa comprendeva la zona settentrionale del Cancro e della Lince, mentre la parte terminale della coda era rappresentata dalla famosa chioma di stelle della costellazione di Berenice. La stella principale è Regolo, una stella azzurra di prima grandezza, l'unica così luminosa a trovarsi ad appena 0,5° dall'eclittica, frequentemente la si può osservare in coppia con dei pianeti, in rari casi persino in congiunzione con essi ed è spesso occultata dalla Luna. Assieme a Aldebaran, Antares e Fomalhaut forma il quartetto di stelle note in antichità come "le stelle regali". α Leonis (Regolo) è la stella più luminosa della costellazione, si tratta di un astro di colore azzurro e distante 77 anni luce. Designata α Leonis secondo la nomenclatura di Bayer (in latino Regulus), è la stella più brillante della costellazione del Leone. Il nome Regulus deriva dal latino e significa "piccolo re", data la sua posizione nella costellazione è conosciuta anche come Cor Leonis, "il cuore del Leone". La stella appartiene alla sequenza principale, di tipo spettrale B è 4 volte più massiccia del Sole, trattandosi di una stella bianco-azzurra, molto più calda del Sole e circa 130 volte più luminosa. La stella ha una piccola compagna distante 4200 unità astronomiche, essa è in realtà a sua volta una stella doppia, con una massa pari all'80% di quella solare e una luminosità poco meno di un terzo della nostra stella, più una compagna molto più debole e piccola. Queste due componenti distano fra loro 95 UA e orbitano intorno alla principale con un periodo di almeno 130.000 anni.

Coscienzapedia: Leone, Mitologia del

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Il leone Nemeo, viveva a sud est di Corinto in una caverna con due aperture dalla quale usciva per uccidere gli abitanti del luogo che diminuivano a vista d'occhio. Era una bestia invulnerabile di incerti natali, correvano voci che fosse stato generato dal cane Ortro, ma anche che fosse figlio del mostro Tifone e persino di Zeus, il re degli dei, e Selene, la dea della Luna. Aveva la pelle a prova di qualsiasi arma, perché il suo mantello era assolutamente indistruttibile e ciò lo rendeva invulnerabile, come scoprì Ercole quando lo colpì con tre frecce e queste si limitarono a rimbalzare, oppure quando la spada si piegò come di stagno e la clava si spezzò colpendolo. Ercole era stato sorpreso dalla bestia mentre viaggiava nei boschi, il leone gli ruppe l'armatura con i fendenti degli artigli ed arrivò a strappargli un dito. Nel terribile duello, l'eroe afferrò la belva per la testa e la folta criniera, sino a quando si accasciò a terra sconfitto, Ercole, quindi, se lo caricò in spalla in segno di trionfo e lo portò a Micene. Alla morte, il leone Nemeo fu posto da Zeus tra i segni dello zodiaco, dove formò la costellazione omonima. E’ chiaro che l’origine di tali miti sia molto più antica e che affonda le proprie radici in culture antecedenti come quella Egizia e, ancor prima, quella Indù. Difatti, Narasimha ("uomo-leone"), chiamato anche Narasingh e Narasinga in devanagari, era la quarta incarnazione o avatar di Shri Visnu nei Veda e nei Purana, testi sacri dell'Induismo. Con un suo precedente avatar, Varâha, Visnu aveva ucciso il rakshasa Hiranyaksha, il fratello di questi, Hiranyakashipu, ebbe dunque in odio Sri Visnu e i suoi seguaci e decise di guadagnare poteri magici per combatterlo. Ma sua insaputa, il divino saggio Narada parlò della grandezza di Visnu al figlio di Hiranyakashipu, Prahlada, mentre questi era ancora nel grembo materno e così Prahlada nacque già ardente devoto di Visnu. Hiranyakashipu non riuscì a convincere suo figlio ad unirsi a lui nella lotta contro Visnu e tentò di ucciderlo, ma il fanciullo era protetto dal dio ed egli non riuscì a toccarlo. Alla richiesta di riconoscere il padre come Signore dell'Universo, Prahlada rispose che questo titolo spettava a Visnu, essendo egli onnipresente, allora Hiranyakashipu indicò una colonna e chiese se Visnu si trovasse lì. Alla risposta affermativa del figlio, Hiranyakashipu infuriato distrusse la colonna e da essa comparve Visnu nelle sembianze di Narasimha, attacandolo. Dopo aver ucciso Hiranyakashipu, Narasimha non riuscì a contenere la sua furia animalesca. Secondo lo Shiva Purana, Narasimha fu placato da Sri Śiva sotto le sembianze di Sarabhesvara, ma nel Bhagavata Purana si dice che nessuno dei semidei presenti fosse in grado di fermarlo, finché, su richiesta di Narada, Prahlada fu portato al suo cospetto e Narasimha si placò alle preghiere del suo devoto.

Coscienzapedia: Capricorno, il (costellazione)

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Il Capricorno (in latino Capricornus) è una costellazione dello zodiaco, si trova nell'emisfero australe, fra il Sagittario ad ovest e l'Aquario a nord e ad est. Questa costellazione è la più piccola fra quelle dello zodiaco, nonché una delle più deboli dopo i Pesci e il Cancro, tuttavia, le sue stelle più brillanti si dispongono a formare un triangolo facile da riconoscere, ad est del Sagittario, i cui vertici sono Algedi (α Capricorni) a nordovest, Deneb Algedi (δ Capricorni) a nordest e ω Capricorni a sud. Il Capricorno possiede inoltre un buon numero di stelle di quarta grandezza concatenate e relativamente vicine fra loro, che ne facilitano l'individuazione anche in cieli non troppo bui. δ Capricorni (Deneb Algedi) è la stella primaria, si tratta di un astro bianco di magnitudine 2.85, relativamente vicino a noi (dista 39 anni luce). Costituisce l'estremità nord-orientale della costellazione.

Coscienzapedia: Centauro, il (costellazione)

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Il Centauro (in latino Centaurus, abbreviato in Cen) è una delle 88 costellazioni moderne, faceva già parte dell'elenco di 48 costellazioni redatto da Tolomeo. Si tratta di una delle costellazioni più estese del cielo, ed è visibile per intero dall'emisfero sud o alle basse latitudini settentrionali. In tempi storici questa costellazione era visibile per intero anche dalle latitudini temperate medie, al punto che era perfettamente nota sia ai Greci che ai Romani. A causa della precessione degli equinozi, questa parte di cielo ha assunto declinazioni sempre più meridionali, al punto che oggi, dalle regioni in cui era una volta visibile può essere osservata soltanto parzialmente. Il Centauro è un'importante costellazione australe, di notevole estensione e particolarmente luminosa e ricca, grazie alla presenza di alcune fra le stelle più luminose dell'Associazione Scorpius-Centaurus, l'associazione OB più vicina al Sole. Si tratta di un'associazione stellare composta da stelle blu luminose con un'origine comune e che si muovono assieme nello spazio. Il Centauro contiene anche la stella più vicina al Sole, Alfa Centauri, distante 4.3 anni luce, nota anche come Rigil Kentaurus, dall'arabo «piede del centauro», ad occhio nudo appare come la terza stella del cielo per grandezza, ma con un piccolo telescopio si nota che è una stella doppia, formata da due stelle gialle come il Sole. Una terza stella, molto meno brillante, viene chiamata Proxima Centauri (La Vicina del Centauro) perché leggermente più vicina a noi delle altre due. Beta Centauri si chiama Hadar, che in arabo vuol dire «una di due stelle che stanno in coppia». Alfa e Beta Centauri segnano le zampe anteriori del Centauro e fanno da indicatori della piccola ma luminosa Croce del Sud, che si trova sotto i suoi quarti posteriori. Il Centauro contiene anche l'ammasso globulare di stelle più grande e più brillante visibile dalla Terra, Omega Centauri.
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Alfa Centauri (α Cen / α Centauri o α del Centauro, secondo la nomenclatura di Bayer, conosciuta anche come Rigel Kentaurus o Rigil Kent o, più raramente, come Toliman) è un sistema stellare triplo situato nella costellazione australe del Centauro. È la stella più luminosa della costellazione, nonché terza stella più brillante del cielo notturno ad occhio nudo, è anche il sistema stellare più vicino alla Terra, in quanto dista 4.3 anni luce dal nostro pianeta. Il sistema di α Centauri è costituito da una coppia di stelle di sequenza principale di simile luminosità, una nana gialla e una nana arancione molto vicine fra loro, al punto che ad occhio nudo o con un piccolo binocolo sembrano essere un'unica stella. In aggiunta a queste se ne trova una terza, una nana rossa molto più distante e meno luminosa, chiamata Proxima Centauri, la quale compie un'orbita molto ampia attorno alla coppia principale. Attualmente Proxima Centauri è la più vicina fra le tre stelle del sistema, ed è dunque a tutti gli effetti la stella più vicina a noi dopo il Sole. α Centauri A è il membro principale (o primario) del sistema, ed appare leggermente più luminoso del nostro Sole, in termini assoluti. Si tratta comunque di una stella simile al nostro astro, di sequenza principale, con un colore tendente al giallastro, inoltre questa stella è circa il 10% più massiccia del nostro Sole, con un raggio del 23% più grande. α Centauri B è la componente secondaria del sistema, leggermente più piccola e meno luminosa del nostro Sole ed è una stella di colore giallo-arancione. La sua massa è pari al 90% di quella del Sole e il suo raggio è del 14% più piccolo. Le curve di luce in banda X hanno evidenziato una certa variabilità delle due stelle, più rapida per α Centauri B che per A. Per quest'ultima la spiegazione più accreditata è la presenza di un ciclo solare simile a quello undecennale del Sole, mentre α Centauri B è una vera e propria stella a brillamento: sono stati infatti osservati due brillamenti, sia con ROSAT che con XMM-Newton, anche se sono fra i più deboli registrati per questo tipo di stelle. Si presume che α Centauri A e B abbiano un età che oscillerebbe fra i 5 e i 6 miliardi di anni, essendo quindi leggermente più vecchie del Sole. La terza componente, α Centauri C, è anche nota come Proxima Centauri, la sua classe spettrale suggerisce che possa trattarsi o di una stella di sequenza principale o una stella subnana, in quanto la sua massa di questa stella è stimata circa un ottavo di quella del Sole. Proxima Centauri si trova a circa 12.000 o 13.000 UA dal sistema α Centauri AB, equivalente a 0.12 anni luce o 1.94 bilioni di km (circa il 5% della distanza fra il Sole e la coppia α Centauri AB). Appare gravitazionalmente legata al sistema AB, compiendo un'orbita attorno alle due stelle in un periodo compreso fra 100.000 e 500.000 anni, tuttavia, è anche possibile che Proxima possa essere non legata e che si muova lungo una traiettoria iperbolica attorno al sistema AB. L'evidenza principale di un'orbita legata è che sembra difficile che l'associazione fra Proxima e le due stelle principali possa essere accidentale, dato che mostrano circa lo stesso moto proprio attraverso lo spazio. In teoria, secondo alcuni studiosi, Proxima potrebbe lasciare il sistema fra alcuni milioni di anni, ma comunque resta ancora da chiarire se Proxima e α siano realmente legate gravitazionalmente.

Coscienzapedia: Sagittario, il (costellazione)

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Il Sagittario (in latino Sagittarius, abbreviato in Sgr) è una costellazione dello zodiaco, comunemente raffigurato come un centauro tendente un arco; si trova tra lo Scorpione ad ovest e il Capricorno ad est e contiene al suo interno il centro galattico e un gran numero di oggetti. La costellazione è facilmente riconoscibile grazie ad un asterismo noto come la Teiera: le stelle Kaus Media (δ Sagittarii), Kaus Australis (ε Sagittarii), Ascella (ζ Sagittarii) e φ Sagittarii formano il corpo della teiera, Kaus Borealis (λ Sagittarii) è il coperchio, Alnasl (γ Sagittarii) è il beccuccio, e Nunki (σ Sagittarii) e τ Sagittarii sono il manico. La costellazione contiene al suo interno il centro galattico e infatti la scia della Via Lattea è qui particolarmente luminosa. E’ possibile distinguere due regioni principali: la Grande Nube del Sagittario, che occupa gran parte del settore più occidentale della costellazione sul confine con l'Ofiuco e lo Scorpione, e la Piccola Nube del Sagittario, coincidente con l'oggetto M24. Ad occhio nudo sono osservabili molte stelle di sottofondo di quinta e sesta grandezza, tuttavia, poiché il nostro sistema solare si trova sul bordo interno del braccio di spirale cui appartiene, i ricchi campi stellari osservabili in questa direzione appartengono a bracci più interni e dunque più lontani. Ciò comporta che la densità di stelle visibili ad occhio nudo sia inferiore ad altre aree di cielo, come quella delle costellazioni di Orione e della Nave Argo.

Federico Bellini: curriculum artistico e professionale

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Federico Bellini è nato a Pontedera, vive in provincia di Pisa. Formatosi attraverso diverse esperienze professionali, ha studiato teoria, solfeggio e pianoforte con i maestri Luigi e Francesco Guerrazzi e successivamente composizione al Conservatorio Cherubini di Firenze sotto la guida di insigni maestri: Enrico Marocchini, Sergio Lanza, Mauro Cardi, per armonia e composizione, Riccardo Luciani, pianoforte e lettura della partitura e con Sergio Sablich, storia ed estetica della musica. Professionalmente divide il suo tempo lavorando come Compositore, Scrittore, Direttore Artistico, Operatore e Ricercatore Indipendente, nonché relatore in corsi, seminari, convegni di Ufologia e di Musica (tra quest’ultimi si ricorda un ciclo di incontri sulle sinfonie di Ludwig Van Beethoven, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Gustav Mahler e le opere di Giacomo Puccini, di cui è un grande conoscitore). Recentemente ha dato vita a "KOSMOS" un impresa cultura e all'Associazione no profit "progetto A.R.C.A." che si occupa dell'organizzazione di eventi artistici, culturali e di controcultura. E’ regolarmente pubblicato su riviste, quotidiani, siti internet a livello nazionale ed internazionale, tra cui si ricorda la rivista ufologica "X Times" e, per la sue molteplici attività, è stato ospite o intervistato da importati emittenti televisive e radiofoniche, tra le quali si ricordano: "Misterooline", "Nonsiamosoli", "Ufoonline", "Radio Rai Due", "Radio Romania", alla "Rete 2" della "Radio Televisione Svizzera", solo per citarne alcuni. Altrettanto nota e molto discussa è stata la sua recente apparizione al programma TV di Italia 1 "Mistero", dove ha raccontato della sua esperienza di Abduction.
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MUSICA &  TEATRO
Tra i lavori più importanti si ricordano le colonne sonore e le composizioni che sono state eseguite a Pisa, nella Sala delle Baleari del Comune, il cortile della Sapienza dell’Università e l’Abbazia di San Zeno, mentre a Firenze nella Sala del Buonumore del Conservatorio Cherubini e nella tribuna del David, sotto la colossale statua del Michelangelo alla Galleria dell’Accademia. E’ autore delle musiche e i testi di drammi teatrali sperimentali, tra cui si ricordano il “Progetto Crociate” con il “Daiberto da Pisa” e “Il Re lebbroso”, “Creature” sulla vita dell’Imperatore romano Adriano, una controversa “Passione” andata in scena a Pisa nel 2004 e il “Progetto Prometeo”, rilettura meta-fantascientifica della mitologia greca dove sempre di più emerge il lato contemporaneo e “informatico” delle sue creazioni. Dei lavori menzionati, esistono attualmente frammenti o brandelli, in quanto opere sperimentali che si sono svolte nell’arco di un breve tempo creativo. Denominate “installazioni drammatico musicali” avevano in se la particolarità di essere create in un breve lasso di tempo e subito dopo messe in opera, facendo partecipe il pubblico che con la sua presenza, contribuiva alla disgregazione e distruzione dell’opera stessa. La “computer music” o “musica informatica” per Federico Bellini è stato un terreno di incontro fondamentale della sua ricerca. Proprio per il grande sviluppo dato dall’informatica e l’utilizzo di programmi musicali particolari, ha intrapreso una strada di ricerca dove il materiale sonoro, soprattutto armonico, quasi riscoperto come in un lavoro di ricerca archeologica, riemerge con prepotenza all’interno di un tessuto musicale multiplo, in grado di creare atmosfere parallele e simultanee. Parallelamente, maggiore importanza nella sua produzione è data dalla “composizione tradizionale”, non legata pertanto ai procedimenti informatici per creare musica, ma come riscoperta di un mondo musicale mitico in grado di far emergere la natura stessa dell’atto compositivo e riportando il “vero compositore” a modello unico nella storia dell’Arte e che gli permette di distinguersi dalla massa. Attualmente sta lavorando ad un grande ciclo di composizioni per complessi da camera e grande orchestra tra cui si ricordano i lavori sinfonici dedicati ai vari aspetti della sacralità nel mondo, i misteri dell’universo, nonché opere più intimistiche per pianoforte o meditative per ensemble e formazioni da camera. Nella composizione, riscoperta dopo anni di studio e ricerche personali, emerge il Federico Bellini più vero e genuino, capace di modellare le tecniche tradizionali della musica per creare affascinanti sonorità e ritrovate armonie, sopite dopo più di un secolo di sperimentazioni avanguardistiche. Modelli di partenza per la sua ricerca materica sono Bach, Beethoven, Cajkovskij, Wagner, Puccini, Mahler, Berg, Ligeti, dal quale trae una ispirazione architettonica, formale ed espressiva di base, nel quale poi si innestano le più svariate esperienze musicali, soprattutto extraeuropee, che contribuiscono alla ricerca di nuovi mondi sonori. E’ autore, inoltre, di musiche per spot aziendali e pubblicitari e di ambientazione, come il recente “Promotec – Prometeo”, “Atlantide” (musica informatica) o il “Concerto per Pianoforte e canto di Balene / Whales Concert”, dove su una base creata con il fruscio del mare e il canto dei cetacei, improvvisa musica liberamente su un pianoforte. Molte composizioni sono state eseguite negli ultimi anni in varie istituzioni italiane, nuove commissioni per lavori da camera saranno presto eseguite in vari concerti da importanti formazioni musicali di livello mondiale, mentre le opere per orchestra e i cicli sinfonici, saranno prossimamente presentati in prestigiosi concorsi internazionali di composizione.
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ARTE
E’ stato direttore artistico di tre gallerie d’arte, “La Spina Art Gallery” di Pisa, “Galleria La Torre” e “Bellini Arte” in provincia di Pisa, imponendosi nel panorama nazionale ed internazionale della cultura. Come curatore d'arte contemporanea ha organizzato e allestito più di settanta mostre personali e quasi quattrocento collettive e gli eventi dedicati alla Pop Art americana e italiana: “Effetto Warhol”, “Effetto Pop” e “Obbiettivo Pop”. Particolare interesse ha suscitato la mostra “Ho dormito con Andy Warhol”, segnalata tra l’altro sul blog di Panorama, per l’idea di unire l’arte di grandi artisti del XX° secolo con le capacità ricettive di una struttura alberghiera, offrendo l’opportunità al cliente di dormire con le opere del proprio artista preferito. Grande successo ha avuto il progetto "Experience Plastic Inevitable", rivisitazione delle perfomance realizzate da Andy Warhol nella New York anni sessanta e modificati con le esigenze attuali da Bellini stesso, attraverso la presentazione di uno spettacolo multimediale (Disco/Arte) che ha girovagato in alcuni locali italiani durante l’estate 2007. Ha lavorato in appena sei anni con più mille artisti italiani e stranieri, venendone a contatto con altri tremila, progettando mostre di culto come “Pisa, poesia & immagine”, “Fallen Angels”, “De Sade / Erotic Revolver”, “Mythos, i volti del successo”, solo per citarne alcune, inoltre è ideatore e curatore del format “Art Hotel Expo”, ospitato in vari Hotel di prestigio e nel quale coinvolge centinaia di artisti l'anno. La prima edizione del 2007 svoltasi all’Euro Hotel di Cascina (Pisa) ha avuto un grandissimo successo con oltre 7.000 presenze, quella del 2008 ben 8.000, tanto che sta lavorando all’edizione 2009/2010. Sta inoltre lavorando ad un grande progetto culturale, che lo vede impegnato nella creazione di un programma di importanti mostre tematiche, che saranno ospitate in luoghi prestigiosi e di rilevanza nazionale ed internazionale nei prossimi anni. La prima esposizione (“War and Peace – Guerra e Pace”) si è svolta nell’ottobre 2008 all’Hotel Vedute di Fucecchio. E’ stato fondatore e presidente di quattro associazioni culturali, “Spazio d’Arte”, “La Fabbrica dei Miracoli”, “Pisa Factory” e "Associazione Arte X", ha contributo alla nascita di altre associazioni, gruppi e realtà locali,  ha ricoperto la carica di titolare dell'impresa culturale "KOSMOS" mentre attualmente è direttore artistico dell'Associazione no profit "progetto A.R.C.A." E’ autore di saggi d’arte, in collaborazione anche con ricercatori universitari e critici ed è pubblicato regolarmente su quotidiani, le maggiori riviste d’arte italiane e siti internet del settore. E’ stato consulente artistico per l’Hotel Vedute di Fucecchio (Firenze), l’Euro Hotel di Cascina (Pisa), il Crystal Palace di Montecatini Terme (PT) e le mostre da lui organizzate nel quadriennio 2007/11 in queste location, hanno raggiunto le oltre 50.000 presenze.
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LETTERATURA
E’ autore di pregevoli raccolte di poesie, tra le quali si ricordano le più importanti: “Creature”, “Crociate”, “Haiku”, “Poemi Brevi”, “Se dolce l’tormento”, “Vespri pisani”, “Tutto Poesia”. Interessante esperimento è stata una "Provocazione Epistolare" nata per e-mail e pubblicata sul catalogo della mostra “Giù la maschera, Su la maschera” allestita al Barco Mocenigo a Castello di Godego di Treviso, in Veneto nel 2004. Tra i vari saggi si ricordano gli studi condotti sul periodo medioevale, specialmente attorno la figura dell’imperatore Arrigo VII, mentre per l’Arte su esponenti della Pop Art, in specifico Andy Warhol, Keith Haring e Robert Mapplethorpe. Si ricordano inoltre varie ricerche sulla storia di Pisa e i suoi monumenti locali. E’ autore della saga “La Croce e l’Aquila”, romanzi storici pisani che raccontano su una vera base storica, l’intreccio di personaggi, complotti, intrighi, compagnie segrete di cavalieri, personaggi carismatici e misteriosi nella Pisa medioevale. Il primo libro “La Compagnia del Calice di Pisa” è nato grazie alla collaborazione e l'amicizia che lo lega a Mario Chiaverini, ideatore e fondatore del MARICH, illustre ed importante storico e ricercatore pisano, permettendo la creazione di questo avvincente lavoro, primo di una lunga serie che sin da subito, ha avuto un immediato successo di pubblico e critica. A giugno 2007 è uscito il secondo romanzo della saga, “I Due Re”, mentre nell'estate 2009 il terzo romanzo "Le Due Chimere".
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UFOLOGIA
A seguito di esperienze personali, in questi ultimi anni Federico Bellini ha sviluppato un vero e proprio lavoro di ricercatore indipendente nel campo dell'ufologia e della vasta tematica legata ai rapimenti alieni. Articolista per riviste, tra le qualsi si ricorda "X Times", è intervistato da varie testate, emittenti radiofoniche e TV. Prosegue un suo particolare percorso che lo vedrà presto protagonista in conferenze, sia in qualità di relatore che organizzatore, come autore di libri che andranno ad indagare maggiormente questi misteri.
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PROGETTI FUTURI
Dalle molteplici esperienze artistiche e professionali di Federico Bellini, emerge un percorso del tutto unico e singolare. Passato attraverso diverse esperienze e formatosi a contatto con grandi maestri della musica, della pittura e della fotografia, prosegue il suo percorso verso nuove mete, mirato, infine, alla realizzazione di un grande progetto, che soprattutto culturalmente, è teso all’unione di tutte le discipline artistiche da lui praticate. Attualmente sta lavorando ad una grande opera di sintesi, una sorta di affresco epico, leggendario ed escatologico, teso alla riscoperta di valori armonici e ad un lirismo puro, privo di incrostazioni e soggetto alla più libera creatività e ricerca intellettuale.

domenica 26 dicembre 2010

Coscienzapedia: Minotauro

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Il Minotauro (Μινώταυρος) è una figura della mitologia greca, un essere mostruoso e feroce, metà uomo e metà toro. Era figlio del Toro di Creta e di Pasifae regina di Creta ed il suo vero nome era Asterio o Asterione. Minosse, re di Creta, pregò Poseidone di inviargli un toro, come simbolo dell'apprezzamento degli dei verso di lui in qualità di sovrano, promettendo di sacrificarlo in onore del dio. Poseidone acconsentì e gli mandò un bellissimo e possente toro bianco di un valore inestimabile, vista la bellezza dell'animale, Minosse decise di tenerlo per le sue mandrie. Il Dio, allora, per punirlo, fece innamorare perdutamente Pasifae, moglie di Minosse, del toro stesso. Nonostante quello fosse un animale e lei una donna, ella desiderava ardentemente accoppiarsi con esso e voleva a tutti i costi soddisfare il proprio desiderio carnale e vi riuscì nascondendosi dentro una giovenca di legno costruita per lei dall'artista di corte Dedalo. Dall'unione mostruosa nacque il Minotauro, termine che unisce, appunto, il prefisso "minos" (che presso i cretesi significava re) con il suffisso "taurus" (che significa toro). Il Minotauro aveva il corpo umanoide e bipede, ma aveva zoccoli, pelliccia bovina, coda e testa di toro, era selvaggio e feroce, perché la sua mente era completamente dominata dall'istinto animale. Minosse fece rinchiudere il Minotauro nel labirinto costruito da Dedalo. La città di Atene, sottomessa allora da Creta, doveva inviare ogni anno (secondo altre fonti: ogni tre o ogni nove anni) sette fanciulli e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana. Tèseo, figlio del re ateniese Ègeo, si offrì di far parte dei giovani per sconfiggere il Minotauro, ma Arianna, figlia di Minosse e Pasifae, si innamorò di lui. All'entrata del labirinto, Arianna diede a Tèseo il celebre "filo d'Arianna", un gomitolo (di filo rosso, realizzato da Dedalo) che gli avrebbe permesso di non perdersi una volta entrato. Quando Teseo giunse dinanzi al Minotauro, attese che si addormentasse e poi lo pugnalò (secondo altri, lo affrontò e lo uccise con la spada). Uscito dal labirinto Tèseo salpò con Arianna alla volta di Atene, montando vele bianche in segno di vittoria, ma poi abbandonò la fanciulla dormiente su un'isola deserta (l’isola di Nasso, donde il detto, abbandonare in Nasso o popolarmente, in asso). Il motivo di tale atto è controverso. Si dice che l’eroe si fosse invaghito di un’altra o che si sentisse in imbarazzo a ritornare in patria con la figlia del nemico, oppure che venne intimorito da Dioniso in sogno, che gli intimò di lasciarla là, per poi raggiungerla ancora dormiente e farla sua sposa. Arianna, rimasta sola, iniziò a piangere fino a quando apparve al suo cospetto il dio Dioniso che per confortarla le donò una meravigliosa corona d'oro, opera di Efesto, che venne poi, alla sua morte, mutata dal dio in una costellazione splendente: la Costellazione della Corona. Poseidone, adirato contro Tèseo, inviò una tempesta, che squarciò le vele bianche della nave, costringendo l'eroe ateniese a sostituirle con quelle nere. Infatti a Teseo, prima di partire, fu raccomandato da suo padre Ègeo di portare due gruppi di vele, e di montare al ritorno le vele bianche in caso di vittoria, mentre, in caso di sconfitta, di issare quelle nere. Ègeo, vedendo all'orizzonte le vele nere, si gettò disperato nel mare, il quale poi dal suo nome fu chiamato Mare Ègeo.

Coscienzapedia: Khnum

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Khnum era un dio di origine antichissima il cui nome significa "creare". Venne adorato soprattutto nell'Isola di Elefantina situata vicino alla prima Cataratta del Nilo, dove formava una triade insieme alle dee locali Anukis e Satis. Khnum era considerato il "Guardiano delle sorgenti del Nilo", che anticamente si immaginava che emergessero da due grotte di Elefantina, e presiedeva alle inondazioni comandando perciò l'elemento determinante della fertilità in Egitto. Generalmente Khnum venne rappresentato con figura umana e testa di ariete dalle corna girate a spirale orizzontalmente verso l'esterno (la razza di arieti con questa caratteristica si è estinta nel II secolo a.C.), qualche volta apparve anche con l'aspetto di un ariete eretto sulle zampe anteriori e allora era chiamato "Anima vivente di Ra". Sembra che Khnum personificasse la forza creatrice del dio Sole Ra in quelle parti dell'Egitto, dove Ra non era riconosciuto come creatore supremo. Si riteneva che Khnum si fosse autogenerato, diventando in seguito il creatore del cielo, della terra, del regno dei morti (Duat), dell'acqua e di tutte le cose presenti e future. Inoltre era colui che con l'argilla aveva modellato l'uomo e gli animali, per questo motivo il suo simbolo era la ruota da vasaio e quindi era considerato il protettore dei vasai, oltre ad essere venerato come dio creatore. Con il processo di solarizzazione del pantheon egizio rivestì la forma di Khnum-Ra. Ebbe culto in molte città egizie tra cui Mendes.

Coscienzapedia: Ucronìa

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Una dimensione parallela (anche realtà parallela, universo alternativo, dimensione alternativa o realtà alternativa) è un ipotetico Universo separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso; nel senso scientifico del termine, nella stragrande maggioranza dei casi immaginati è identificabile con un altro continuum spazio-temporale; l'insieme di tutti gli eventuali universi paralleli è detto multiverso. Alcune teorie cosmologiche e fisiche dichiarano l'esistenza di universi multipli, forse infiniti, in alcuni casi interagenti, in altri no, così come il viaggio nel tempo, il passaggio in una o più dimensioni parallele è un tema classico della fantascienza. Una realtà parallela, nell'ambito del fantastico, è chiaramente un espediente che lascia infinite possibilità, poiché se nella nostra realtà certe cose si sono evolute in altre, in quella parallela potrebbe non essere successo così. L'invenzione di trame basate su una linea storica alternativa ha dato origine al genere distinto dell'Ucronia. Il multiverso è, scientificamente parlando, un insieme di universi coesistenti previsto da varie teorie, come quella dell'inflazione eterna di Andrej Dmitrievič Linde o come quella secondo cui da ogni buco nero esistente, nascerebbe un nuovo universo, ideata dal fisico Lee Smolin. Le dimensioni parallele sono contemplate anche in tutti i modelli correlati al concetto di D-brane, classe di P-brane inerenti alla teoria delle stringhe. Il concetto di multiverso viene proposto in modo serio per la prima volta nella cosiddetta "interpretazione a molti mondi" della meccanica quantistica, proposta da Hugh Everett III nella sua tesi di dottorato (The Many-Worlds Interpretation of Quantum Mechanics, abbreviata in MWI), questa interpretazione prevede che ogni misura quantistica porti alla divisione dell'Universo in tanti universi paralleli quanti sono i possibili risultati dell'operazione di misura. La teoria del multiverso proposta da MWI ha un parametro di tempo condiviso, in molte delle sue formulazioni, tutti gli universi costituenti il multiverso sono strutturalmente identici, e possono esistere in stati diversi anche se possiedono le stesse leggi fisiche e gli stessi valori delle costanti fondamentali. Altre interpretazioni dei molti-mondi sono quella di Copenhagen e quella delle "storie coesistenti", in queste ipotesi, lo stato dell'intero multiverso è correlato agli stati degli universi costitutivi dalla sovrapposizione quantistica, ed è descritto da una singola funzione d'onda universale. L'interpretazione a molti non può spiegare l'apparente universo antropico, questo perché le costanti fisiche di almeno una parte degli infiniti possibili "mondi" sono le stesse. L'interpretazione a molti mondi può, comunque, spiegare l'esistenza di un pianeta come la Terra, quindi, se l'interpretazione a molti mondi fosse corretta, allora esistono così tante copie del nostro Universo, come dell'esistenza di almeno un altro pianeta come la Terra, con esso associato storie evolutive completamente diverse. Ed è qui che entra in gioco l'Ucronìa (anche detta storia alternativa, allostoria o fantastoria) è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Per la sua natura, l'Ucronia è spesso assimilata al più vasto genere della fantascienza e si incrocia con la fantapolitica, mescolandosi all'utopia o alla distopia quando va a descrivere società ideali o, al contrario, indesiderabili. Il termine Ucronìa deriva dal greco e significa letteralmente "nessun tempo", per analogia con Utopia che significa "nessun luogo". Indica la narrazione letteraria, grafica o cinematografica di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Il termine è stato coniato dal filosofo francese Charles Renouvier in un saggio (Uchronie) apparso nel 1857, mentre gli anglosassoni usano invece il termine più immediato alternate history (storia alternativa). È Ucronìa chiedersi, ad esempio, cosa sarebbe successo in Europa, se l'Impero Romano fosse sopravvissuto fino ai nostri giorni, se l'Impero Bizantino non avesse subito l'invasione islamica, se la Rivoluzione Francese non fosse scoppiata, se Napoleone avesse vinto a Waterloo, se l'andamento della Grande Guerra fosse stato diverso, se Hitler avesse vinto la Seconda Guerra Mondiale o altrettanto se l'Operazione Valchiria fosse riuscita. In America, se la Francia avesse vinto la guerra dei sette anni, se l'Inghilterra fosse riuscita a reprimere i rivoltosi americani alla fine del Diciottesimo secolo o se i confederati avessero vinto la Guerra di Secessione Americana. In Italia, se gli Ostrogoti fossero stati capaci di respingere i bizantini, se Cristoforo Colombo si fosse impossessato dell'America per conto della Repubblica di Genova, se la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova fossero rimaste indipendenti all'indomani del Congresso di Vienna o se Mussolini non fosse sceso in guerra al fianco di Hitler, etc.

Coscienzapedia: Folletto, Gnomo e Fata

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Il termine folletto, così come l'espressione piccolo popolo o spiritello (per esempio spiritello dei boschi), si riferisce a minuscole creature magiche del folklore, mediterraneo, europeo e nordico. Il termine deriva per sincretismo linguistico tra i volgari folle, e forse folata, e l'arabo farfar. Il folletto è un personaggio fantastico della tradizione popolare che vive nelle fiabe e nelle leggende, identificato originariamente con un essere buffo e grottesco, veloce e sfuggente, piccolo e agile, ma anche con una creatura invisibile, un turbine di vento, un misterioso burlone che intreccia le criniere e i capelli. Abita in tane nei boschi di conifere o presso le case degli uomini, nei cortili e nei granai, esce quasi sempre solo di notte per divertirsi a fare dispetti alle bestie delle stalle e a scompigliare i capelli delle belle donne, a disordinare gli utensili agricoli e gli oggetti delle case e a molestare le persone povere di spirito.
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Il termine gnomo venne introdotto nella magia rinascimentale e nell'alchimia per indicare uno spirito ctonio, mentre in seguito il termine è stato adottato nel folklore europeo ed utilizzato nella letteratura fantasy per designare spiritelli legati alla terra. Paracelso fu il primo a menzionare gli gnomi, facendone derivare il nome dalla radice greca gnosis ("conoscenza"). Paracelso considerava gli gnomi spiriti della terra e del sottosuolo, e sosteneva che potessero spostarsi all'interno del terreno con la stessa facilità con cui gli uomini camminano sopra di esso. Nel folklore europeo, gli gnomi (detti anche folletti o piccolo popolo) sono creature fatate simili a uomini minuscoli. Sono tradizionalmente rappresentati come baffuti e barbuti, e a volte dotati di caratteristici cappelli a cono, spesso di colore rosso. Abitano nei boschi, e sono (come fate, nani ed elfi) strettamente legati alla natura in cui abitano.
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La fata è una creatura leggendaria presente nelle fiabe o nei miti di origine principalmente italiana e francese, ma che trova comunque figure affini nelle mitologie dell'Europa dell'Est. Nell'originale accezione dell'Europa meridionale (senza influenze celtiche) è totalmente sovrannaturale, cioè non ha nulla di umano se non l'aspetto. Il nome fata deriva dall'altro nome latino delle Parche, che è Fatae, ovvero coloro che presiedono al Fato (dal latino Fatum ovvero "destino"). La fata è un essere etereo e magico, una sorta di Spirito della Natura e che, come gli altri esseri sopra menzionati, vive in una realtà parallela alla nostra.

Coscienzapedia: MU

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Mu è il nome di un altro ipotetico continente scomparso nell'Oceano Pacifico, descritto dall'angloamericano James Churchward (1852-1936), sulla base di una traduzione probabilmente errata del XIX secolo dall'abate fiammingo Charles Étienne Brasseur de Bourbourg da un manoscritto Maya. Nel 1864 l'abate Charles Étienne Brasseur, detto de Bourbourg, ritenne di essere riuscito a decifrare il cosiddetto Codice Troano (facente parte del codice Tro-Cortesiano o di Madrid), applicando il metodo inventato nel Cinquecento da Diego de Landa, un monaco spagnolo che divenne vescovo dello Yucatan. De Landa, che dal 1562 in poi aveva fatto bruciare i testi Maya ritenendoli "superstizioni e menzogne diaboliche", in un secondo tempo si interessò alla loro cultura e cercò di apprenderne la scrittura. De Landa tuttavia partì dal presupposto errato che la lingua Maya fosse scritta con un alfabeto fonetico (come la lingua spagnola e latina a lui note), mentre in realtà era basata su logogrammi, dunque, ricavò una tavola comparativa tra lettere dell'alfabeto latino e caratteri del tutto inaffidabile. Tre secoli dopo Charles-Etienne Brasseur (1814-1874) rinvenne nella biblioteca dell'Accademia Storica di Madrid una copia ridotta del monumentale trattato scritto da Landa, libro che nel frattempo era andato perduto, come del resto buona parte della conoscenza della scrittura Maya. Brasseur si applicò subito alla traduzione di uno dei pochissimi codici Maya superstiti, il Codice Troano, utilizzando l'alfabeto inventato da Landa, ottenendo un testo piuttosto incoerente che sembrava parlare di una terra che era sprofondata in seguito ad un cataclisma, trovando infine un paio di simboli che gli erano sconosciuti, Brasseur li tradusse con quelli di Landa che più gli sembravano simili, ottenendo la parola "MU", che egli ritenne fosse il nome della misteriosa terra. Prima di Brasseur non c'è traccia reale e nota di Mu in nessuna cultura preistorica o protostorica. L'interpretazione di Brasseur venne successivamente ripresa, ampliata e resa popolare da James Churchward (1851 –1936). Churchward, generalmente presentato come un colonnello dell'esercito britannico in pensione, scrive che, nel corso dei suoi viaggi in Oriente alla fine dell'Ottocento, finì con l'imbattersi nella storia di una remota civiltà scomparsa nella notte dei tempi, Mu, l'Impero del Sole, fonte di tutte le antiche civiltà del pianeta, in una serie di antichissime tavolette di terracotta - le tavolette dei Naacal - custodite in un tempio indiano. Nel libro Mu, il continente perduto (Mu: The Lost Continent), secondo le descrizioni di Churchward il continente, situato nell'oceano pacifico, era un vasto territorio ondulato che aveva come confine settentrionale le isole Hawaii e come confine meridionale una linea immaginaria tracciata tra l'isola di Pasqua e le Figi. Da est a ovest misurava 8000 km e in senso verticale 5000 km. Mu era ricca di vegetazione tropicale, fiumi, laghi e grandi animali. Era una sorta di grande giardino dell'Eden, spesso identificato anche con Lemuria.

Coscienzapedia: Lemuria

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Lemuria è il nome di un ipotetico continente scomparso e che si suppone si trovasse nell'Oceano Indiano o in quello Pacifico. Le teorie su Lemuria, necessarie per le teorie della bio-geografia del XIX secolo, sono divenute obsolete in seguito alla scoperta ed alla comprensione della tettonica a zolle, sebbene Lemuria sia scomparsa dal regno della scienza, essa è sopravvissuta grazie agli scrittori esoterici, differenziando i loro racconti in base alle necessità di contestualizzazione degli stessi autori. Quasi tutti condividono, però, l'elemento cataclismatico che avrebbe fatto affondare l'antico continente, in analogia con l'Atlantide di Platone. Sebbene i Lemuri viventi oggi si trovino solo in Madagascar e nelle isole vicine, la scoperta di “famiglie” estinte dal Pakistan alla Malesia ha ispirato il nome Lemuria, coniato nel 1864 dal geologo Philip Sclater nell'articolo The Mammals of Madagascar uscito sul The Quarterly Journal of Science. A seguito della presenza dei Lemuri sia in Madagascar che in India e dalla loro assenza in Africa e nel Medioriente, Sclater propose che il Madagascar e l'India fossero state un tempo parte di un continente più grande, chiamato Lemuria proprio dal nome di questi buffi animali. Lemuria entrò nel lessico dell'occulto tramite le opere di Madame Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che dichiarò intorno al 1880 che l'esistenza di questo continente, abitato da una razza di ermafroditi spiritualmente puri, le era stato rivelato dai Mahatma che le avrebbero permesso di visionare un testo pre-atlantideo, il Libro di Dzyan. Secondo l'interpretazione teosofica, gli ermafroditi di Lemuria corrispondevano a una delle “Sette Razze Radicali” attraverso cui si muove ciclicamente l'evoluzione dell'umanità.

Coscienzapedia: Luna, Popoli della

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La zona della Lunigiana e delle Alpi Apuane, ricca di interesse geologico per le sue famose cave di marmo e per il vasto sistema di grotte, come il complesso di gallerie e pozzi dell’Antro del Corchia, che risulta tra i più profondi ed estesi del mondo e ancora non completamente esplorato, si posiziona strategicamente in un crocevia che abbraccia la parte di Liguria del levante, l’Emilia e la Toscana. Tale area è stata abitata sin da tempi remoti da antichissime civiltà risalenti al Periodo Eneolitico o del Bronzo Antico (IV e III millennio). Nella zona le tracce archeologiche più suggestive ed importanti restano comunque quelle delle locali "Statue Stele". Sebbene si cerchino possibili collegamenti con altre aree culturali in altre regioni, le Statue Stele sono state trovate sparse lungo tutto il territorio della provincia di Massa Carrara e restano pressoché uniche per le tipiche forme "lunari" sulla testa. La scoperta delle Statue Stele risale al 1827, a Zignano in Lunigiana. I ritrovamenti successivi sono sempre avvenuti in maniera casuale, durante scavi o nel corso della costruzione di opere viarie e si sono comunque verificati nei punti più disparati di questa area geografica. Rimane infatti ancora incerto e aperto il dibattito sulla natura del tipo di popolazione che ha eretto tali monumenti, anche se la datazione più accreditata li fa risalire probabilmente al 3500 a.C., nonostante che non si siano trovate in zona necropoli, officine e neanche concrete tracce di specifici insediamenti organizzati propri di una civiltà stanziale che pur dovrebbe avere lasciato traccia di sé avendo vissuto in quei luoghi per circa duemila anni. Chi raffiguravano le Statue Stele della Lunigiana? Monarchi, capi religiosi o condottieri militari con le loro donne o spose? Dei Celesti? La "Grande Madre" come alcuni studiosi sostengono? È difficile dirlo, ma nulla può escluderlo, specie se si considera il fatto che la "civiltà delle Statue Stele" può estendersi, con i distinguo del caso, dalla Lunigiana ad altri siti italiani ed europei. Dal territorio di Luni, in effetti, monumenti litici almeno in parte collegabili alla cultura della Statue Stele si riscontano, nell’area italiana, nelle Alpi Occidentali (da Sion in Svizzera fino ad Aosta), in Val Tellina e in Val Camonica, nelle Alpi Orientali (Val Venosta, Valle dell’Isarco, Valle del Sarca e Val Lagarina), nella Toscana e nell’Emilia-Romagna etrusche, in Sardegna, in Corsica e lungo la costa medioadriatica e della Puglia. Guardando poi all’Europa, manifestazioni figurative analoghe in pietra si trovano altresì in Francia e nella Penisola Iberica, in Germania, in Europa Orientale (Grecia, Bulgaria, Romania, Moldavia, Ucraina e Crimea) e in Turchia. Curiosamente, troviamo delle interessanti e suggestive coincidenze apparenti con varie incisioni remote lasciateci altrove da popolazioni preistoriche, come le figure antropomorfe di Cerretoli presso Pontremoli (MS) simili a quelle proprie delle immagini incise a Ferghana nella Repubblica dell’Uzbekistan dell’ex URSS, o delle divinità di Las Palmas a Vera Cruz in Messico, o dell’entità a tre dita a Cina Lake in California, nonché di alcune incisioni su pietra rinvenute sul Monte Bego e risalenti al Neolitico che mostrano culti di matrice solare e stellare apparentemente identici a quelli di altre parti del mondo. Alcuni studiosi hanno poi molto arditamente posto l’accento su certe comuni raffigurazioni immortalate da varie civiltà sparse ai quattro angoli della Terra e da loro identificate, sì, come figure di Divinità Celesti, ma dietro cui ci potrebbero in realtà celarsi, invece, delle "presenze estranee", ovvero dei possibili visitatori provenienti dallo spazio, poi divinizzati dai nostri primitivi antenati. Appare comunque evidente che la forma della testa sia da ricollegarsi direttamente al nostro satellite naturale, la Luna, così come pure, d’altronde, il nome della zona stessa e dei toponimi locali dove sono state rinvenute (Lunigiana e Luni).

Coscienzapedia: Thot

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Nel Libro dei Morti degli antichi Egizi, Osiride ad un certo punto prende la parola ed esclama: “Salve o Thot! Che cos’è questo che è accaduto ai divini figli di Nut? Hanno combattuto, hanno sostenuto la contesa, hanno fatto strage, hanno provocato guai: in verità, in tutto il loro operato i potenti hanno agito contro i deboli. O potenza di Thot, concedi che ciò che il Dio Atum ha decretato (sia compiuto)! E tu non vedi il male né ti lasci provocare dall’ira quando essi portano alla confusione i loro anni e si accalcano e spingono per disturbare i loro mesi; perché in tutto ciò che ti hanno fatto hanno operato iniquità in segreto.
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Thot è il dio della scienza e della saggezza, in quanto ad Atum, egli precede, per così dire, la gerarchia divina. Descritto in termini puramente metafisici, è l’entità misteriosa da cui ebbe origine il Tutto: il suo nome potrebbe essere Principio-e-Fine. Egli è quindi la Presenza e il Segreto Consiglio che si è tentati di identificare con lo stesso cielo stellato. Il suo decreto deve avere una perfezione immutabile. Qui però vi sono, a quanto pare, forze che hanno operato iniquità in segreto, forze che appaiono ovunque e che vengono regolarmente denunciate come “prepotenti” o “inique” o l’uno e l’altro insieme. Ma queste “forze” non sono inique fin dal principio: si rivelano per tali, diventano prepotenti nel corso del tempo. E’ il Tempo, solo il Tempo, che trasforma i Titani, già sovrani dell’Età dell’Oro, in “operatori di iniquità” e l’idea di misura, dichiarata o implicita, mostrerà il delitto di questi “peccatori”, la loro trasgressione, trascinando dietro tutte le altre divinità nella loro caduta.
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Thot è la divinità egizia della luna, sapienza, scrittura, magia, misura del tempo, matematica e geometria. È rappresentato sotto forma di ibis, uccello che vola sulle rive del Nilo, ma anche sotto la forma, meno frequente, di babbuino. Originario del 3º distretto del Basso Egitto, capitale Damanhur (Hermopolis Parva), comparve già nel periodo predinastico, mentre la città dove venne maggiormente adorato fu Hermopolis Magna ("Città degli Otto"), capitale del 15º distretto dell'Alto Egitto, dove venne rappresentato in sembianza di ibis, di cinocefalo ed anche di toro. Nella teogonia di Ermopoli, Thot assunse un ruolo di grande rilevanza e fu considerato una delle divinità creatrici del mondo. Come divinità lunare venne associato con il sole morto in quanto la luna stessa (Iah) compare raramente nella teologia egizia. Come i cicli della luna regolavano molti dei rituali religiosi ed eventi civili della società egiziana, così Thot fu considerato anche il primo regolatore di tali attività. Compagna di Thot fu Seshat che con lui divideva il compito di scrivere nomi ed imprese dei defunti sulle foglie dell'albero ished; secondo altre tradizioni sposa di Thot fu anche la dea-rana Heket. In quanto inventore della scrittura e patrono degli scribi era al servizio anche del dio Ra nelle vesti di segretario e visir, e di Osiride come scriba. Nel Duat, il mondo degli inferi, aiutò Osiride giudicando le anime dei morti. In un dialogo platonico, il Fedro, Thot viene nominato (come Theuth), in un breve apologo proposto da Socrate per contestare l'importanza della scrittura, di cui il dio egizio sarebbe stato l'inventore, a favore dell'oralità, la quale sola permetterebbe all'uomo di "possedere" nella propria memoria quello che la fredda scrittura fissa su supporti materiali. È stato identificato con il dio greco Ermes o Hermes Trismegistus
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I Libri di Thot
I “Libri di Thot” sono dei mitici libri, 42 in tutto, redatti dal dio egizio Thot e lasciati sulla Terra, nei quali si troverebbero i misteri dei cieli e predizioni di eventi planetari futuri. Questi libri profetici sarebbero stati nascosti in biblioteche egiziane segrete ed ora risulterebbero dispersi. Si trattava di una conoscenza infinita e coloro che la padroneggiavano venivano indicati come "Capi della Casa dei libri" e solo i sacerdoti potevano consultare tali testi. Secondo alcuni studiosi le 22 figure principali dei tarocchi provengono dai libri redatti dal dio, secondo tale teoria le figure altro non sono che fogli staccati dai libri. Si pensa che all’interno vi fosse spiegata la precessione degli equinozi, tale evento è un movimento dell'asse terrestre, simile a quello di una trottola, che ne fa cambiare l'orientamento rispetto alla sfera celeste. È una rotazione talmente lenta che, per compiere un giro su se stesso, l'asse terrestre impiega quasi 26.000 anni, durante i quali la posizione delle stelle sulla sfera celeste cambia, per poi tornare al punto di partenza. L'intento degli antichi, sarebbe stato quello di trasmettere ai posteri il modo per calcolare la fine di ogni ciclo precessionale, solitamente accompagnato da catastrofi planetarie. Per questo eressero costruzioni talmente imponenti da resistere al peggiore dei cataclismi, monumenti nelle cui proporzioni matematiche e allineamenti astronomici, era contenuto un messaggio che, in questo modo, sarebbe sopravvissuto al trascorrere dei millenni. Secondo alcune teorie sarebbero nascosti in una camera segreta situata nel complesso monumentale di Giza.

Coscienzapedia: Lucifero

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Lucifero significa letteralmente "Portatore di Luce", in quanto tale denominazione deriva dall'equivalente latino Lucifer, composto di lux (luce) e ferre (portare), sul modello del corrispondente greco phosphoros, phos (luce) pherein (portare), e in ambito sia pagano che astrologico esso indica la cosiddetta stella del mattino, cioè il pianeta Venere che, mostrandosi all'aurora, è anche identificato con questo nome. Lucifero o Lucifer, è quindi una divinità della luce e del mattino della mitologia romana, corrispondente alla divinità greca Fosforo (o "Torcia dell'Aurora"), nome dato alla "Stella del mattino". Era figlio di Eos (l'Aurora) e di Astreo e fu padre di Ceice (Ceyx), re di Tessaglia e di Dedalione. Lucifero (in ebraico helel) è il nome classicamente assegnato a Satana dalla tradizione giudaico-cristiana in forza dell'interpretazione prima rabbinica e poi patristica di un passo di Isaia. Nella tradizione popolare con questo termine generalmente s'intende un ipotetico essere incorporeo e luminoso di natura eminentemente maligna e come tale potenzialmente pericolosissimo. Secondo i principali filoni teologici del giudaismo e del cristianesimo, questa entità sarebbe perfettamente assimilabile alla figura di Satana, sebbene altri studiosi contestino vivacemente questa identificazione, prediligendo la teoria che siano due entità diverse e distinte. Ma della visione patristica riguardo Satana/Lucifero risente tutta la letteratura e la filosofia cristiana almeno fino al XVIII secolo (e oltre), per cui Dante Alighieri e John Milton diedero una rappresentazione di Lucifero che ben palesava la sua totale identificazione con l'origine prima del Male, il Principe dei Demoni, delle Tenebre, dell'Inferno e di questo mondo, il Nemico di Dio e degli Uomini. L'idea di Lucifero come principio positivo nonché il suo accostamento alla figura di Prometeo saranno dei motivi ripresi da una lunghissima tradizione gnostica e filosofica che nella storia ha trovato echi nell'Illuminismo, nella Massoneria, nel Rosacrocianesimo, nel Romanticismo di Byron, Shelley, Baudelaire, persino di Blake, e in tempi più recenti nella teosofia di Madame Blavatsky e nella contemporanea derivazione New Age inaugurata da Alice Bailey, in ultimo certo si può aggiungere a tale lista anche il cosiddetto transumanesimo, nonché i movimenti neopagani. Tutta questa enorme cultura, la cui matrice luciferica è rimasta sempre più o meno celata, presenta il culto di Lucifero come entità spirituale, oppure più semplicemente come simbolo ideale tra l'identità di Dio e Sophia (la Sapienza) e dunque la divinità della luce di conoscenza nell'uomo, nonché infine la benignità essenziale di qualsiasi entità che sia Portatore di Luce, cioè Portatore di Conoscenza. Accanto alla tradizione teologica e letteraria riguardo Lucifero, si sviluppò già nei primi tempi di fioritura e di espansione delle dottrine cristiane, una corrente gnostica che tentò la reinterpretazione della figura luciferina in chiave salvifica e liberatrice per l'uomo dalla tirannia del Dio Creatore. Secondo tale dottrina, che ha radici tanto nel Marcionismo quanto nel Manicheismo, il Serpente/Lucifero descritto nella Genesi sarebbe colui che ha indotto l'uomo alla conoscenza, e dunque l'elevazione dell'uomo a divinità, pur contro la volontà del Dio supremo che avrebbe voluto invece mantenere l'uomo quale suo suddito e schiavo, cioè quale essere inferiore. In tale dottrina il nome Satana scompare quasi del tutto in favore del nome Lucifero, che viene interpretato alla lettera come "Portatore di Luce" e viene perciò eletto quale salvatore dell'uomo. È San Paolo il primo a ricordare che: «Anche Satana si traveste da Angelo di Luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere.» (2 Corinzi 11,14-15)