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martedì 7 febbraio 2012

Ufo News - "Venere rallenta"


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Sul pianeta considerato il 'gemello bollente della Terra' il giorno sembra si sia allungato di ben 6 minuti e mezzo in poco più di 20 anni. E' questo il sorprendete risultato di un lavoro condotto da un team internazionale di scienziati confrontando i dati raccolti dalla sonda Magellan con quelli dello spettrometro italiano VIRTIS a bordo della sonda Venus Express dell'ESA. Di Marco Galliani
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Su Venere i giorni scorrono davvero molto lenti. Una rotazione completa del pianeta intorno al proprio asse viene infatti completata in 243 giorni terrestri, record assoluto tra gli altri corpi celesti del Sistema solare. Sembrerebbe però che questo primato si stia ulteriormente consolidando: almeno negli ultimi 20 anni infatti la velocità di rotazione del pianeta è diminuita, facendo allungare la durata del giorno di 6 minuti e mezzo. A confermarlo è lo studio condotto da un team di scienziati guidati da Nils Mueller del DLR Institute of Planetary Research e pubblicato nel numero speciale di febbraio della rivista Icarus interamente dedicata alle più recenti ricerche su Venere. I ricercatori hanno confrontato i dati presi tra il 1990 ed il 1994 dalla sonda Magellan della NASA con quelli raccolti dalla missione Venus Express dell’ESA che dal 2006 è in orbita attorno a Venere. Dopo una attenta revisione delle riprese radar di Magellan grazie alla quale sono stati individuati alcuni punti di riferimento sulla superficie di Venere, Muller e colleghi sono andati alla ricerca delle stesse strutture utilizzando le recenti osservazioni del pianeta nell’infrarosso ottenute dallo strumento VIRTIS, lo spettrometro ad immagini in gran parte ideato, progettato e realizzato in Italia da ricercatori dell’INAF e dalla Società Galileo Avionica del Gruppo Finmeccanica per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Grazie alla precisione delle immagini fornite da VIRTIS che è riuscito a penetrare la fitta coltre di nubi e densa atmosfera, oltre 20 anni dopo, sono state ritrovate le stesse strutture sulla superficie del pianeta. Ma, con grande sorpresa degli scienziati, non nei punti dove si aspettavano di scorgerle, bensì distanti fino a 20 chilometri dal punto dove si aspettavano di ritrovarle sulla base di quello che è il valore della velocità di rotazione di Venere attualmente accettato dallo IAU (International Astronomical Union), l’organismo internazionale di riferimento. Sembrerebbe dunque che nel periodo di tempo relativamente breve tra le ‘visite’ di Magellan e di Venus Express, il pianeta abbia visto crescere la durata del suo giorno, che è stata quantificata in ben 6 minuti e mezzo in più. “Ci troviamo di fronte a due misure indipendenti e differenti della velocità di rotazione di Venere” commenta Giuseppe Piccioni, dell’INAF-IAPS di Roma, Principal Investigator di VIRTIS. “Qual’è quella giusta ? In realtà entrambe. Il fatto è che fotografano il pianeta in due momenti differenti. Possiamo dire che la rotazione della parte solida di Venere è cambiata ma non possiamo affermare ancora con certezza quale ne sia la causa e se sia di lungo termine. Modelli matematici recenti ci danno una certa confidenza sul fatto che l’ attrito della densa atmosfera con la superficie può dar luogo ad effetti non trascurabili sulla rotazione”. L’indiziato numero uno quale responsabile di questo inatteso fenomeno è quindi la densa atmosfera venusiana, 90 volte più massiccia di quella della Terra. Moti ondulatori che si propagano sulla superficie del pianeta da questa enorme massa di gas – in gran parte composta di anidride carbonica e acido solforico, con venti che spirano continuamente con velocità anche superiori ai 400 chilometri orari – potrebbe creare degli effetti di attrito in grado di rallentare la rotazione del pianeta, proprio come osservato. Un fenomeno simile accade anche sulla Terra, ma l’entità in paragone è trascurabile ed inoltre mostra oscillazioni di tipo stagionale, legate dal cambiamento della circolazione dei venti su scala globale nel corso dell’anno. “Questo risultato ed i molti altri che abbiamo ottenuto con questo fantastico strumento scientifico quale è VIRTIS sarebbero stati persino impensabili prima del lancio della missione Venus Express” prosegue Piccioni. “Nessuno avrebbe mai rischiato di promettere degli obiettivi scientifici così spinti nella proposta dello strumento. Invece, oltre ad avere confermato i tanti importanti obiettivi che ci eravamo proposti, siamo riusciti ad andare ben oltre le più rosee aspettative. Ormai quasi non ci sorprendiamo più di niente. Risultati come questo e come i molti altri che sono stati pubblicati recentemente su un numero speciale del giornale Icarus, sono stati possibili grazie ad un’analisi attenta ed importante dei dettagli, grazie alle prestazioni dello strumento ma anche e soprattutto alle persone che ci lavorano. E’ vero che gli scienziati ed i tecnici non possono lavorare senza strumenti ma è ancor più vero che gli strumenti non possono lavorare senza quelle persone che, molto spesso, non hanno neanche la giusta visibilità e riconoscimento”.
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Ufo News - "Oceano Marte"

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Stando ai dati rilevati a 60-80 metri di profondità dal radar italiano MARSIS a bordo della sonda ESA Mars Express, in due epoche distinte, attorno ai 4 miliardi e ai 3 miliardi di anni fa, Marte sarebbe stato in parte coperto da un oceano. Di Marco Malaspina
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Un inizio febbraio all’insegna di Marte, non c’è che dire. È ancora fresca la notizia della plurisecolare aridità di Marte registrata dal lander NASA Phoenix, quand’ecco che sulla medesima rivista, Geophysical Research Letters, esce un articolo di opposto tenore: Marte sarebbe stato parzialmente coperto da una vasta distesa d’acqua allo stato liquido, un vero e proprio oceano. Queste le conclusioni alle quali è giunta la sonda ESA Mars Express, in orbita attorno al pianeta rosso dalla fine del 2003. A ben guardare, i due risultati non sono così in contrasto come potrebbe apparire a prima vista. I dati di Phoenix, infatti, si riferiscono alla superficie del pianeta e a un’epoca relativamente recente, gli ultimi 600 milioni di anni. La sonda ESA, invece, si è spinta in profondità, a circa 60-80 metri nel sottosuolo, e i depositi sedimentari che ha rilevato risalgono a miliardi di anni fa. Due sono gli oceani proposti per spiegarne la presenza: uno risalente a 4 miliardi di anni fa, quando sul pianeta si registravano temperature più elevate, e l’altro un miliardo di anni più tardi, dunque 3 miliardi di anni fa, quando il ghiaccio presente nel sottosuolo potrebbe essersi fuso in seguito a un grande impatto, dando origine a canali di deflusso che avrebbero riversato l’acqua nelle regioni più basse e pianeggianti dell’emisfero settentrionale del pianeta. Mars Express è riuscito a scrutare in profondità nel sottosuolo marziano grazie allo strumento MARSIS, il radar italiano a multifrequenza, frutto di una collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana con l’Università “La Sapienza” di Roma e il JPL della NASA, e realizzato dalla Thales Alenia Space.
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Fonte: www.media.inaf.it

"Angelo Pitoni e le sue scoperte" di Andrea Abou Saida

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La vita di Angelo Pitoni è fuori dal comune: geologo per la Fao, botanico e agronomo dilettante, scopritore di miniere di smeraldi, esperto di lapislazuli non è di quelle comuni. Anche perché molto prima di essere geologo Pitoni è stato medaglia d’oro della resistenza, commando delle Special Forces inglesi e dell’Oss americano (l’antenato della Cia), amico di don Zeno Saltini, il fondatore di Nomadelfia, decorato con la Silver Star americana, agente segreto a 20 anni, eroe a 21, esploratore e avventuriero nelle giungle amazzoniche a 23, gran seduttore e scopritore di una città maya. La sua più grande scoperta la fece quando era in Sierra Leone nel 1990 e valutare la consistenza di alcuni giacimenti minerali. Parlando con un capotribù della zona, scopre una misteriosa storia su una antica civiltà di angeli caduti maledetti da Allah e scagliati sulla Terra insieme al cielo e alle stelle, insieme a delle curiose pietre azzurre, che porta subito ad esaminare. Il verdetto degli esami fatti nei laboratori dell’università di Ginevra, quello di Roma, quello di Utrecht, quello di Tokyo e di Freiberg affermano tutti la stessa cosa: la pietra azzurra non esiste in natura. La sua composizione (77% di ossigeno, carbonio, silicio, calcio, sodio) fa pensare che sia un intonaco. Questa pietra al microscopio si rivela fibrosa, a cristalli bianchi, e l’azzurro scompare inspiegabilmente. Qualcosa di simile è stato trovato anche in un mercato del Marocco e analizzato a Londra che ha dato gli stessi risultati. Oltre alla “Skystone”, Pitoni trovò le statue degli angeli caduti, “I Nomoli”, dai volti insoliti e brutti. Con l'aiuto di alcuni indigeni della zona, riuscì a trovare una statua scavando. Per fortuna in uno dei primi strati saltò fuori un bel bastone lavorato, mentre sei strati più sotto, con ben evidenti le ricorrenze idriche, vennè fuori un Nomolo di notevole fattura. A Roma fece esaminare il bastone in collaborazione con il dottor Gioli Guidi dell'Enea e il professor Giorgio Belluomini dell'Università della Sapienza e non c'erano dubbi: la datazione del bastone risaliva a 2500 anni fa, di conseguenza la statua trovata sei strati più sotto risale al 12.500 a.c. Pitoni ha scoperto che statue simili a quelle trovate da lui esistono al British Museum di Londra e al Musèe de l’Homme di Parigi e in entrambi i casi i curatori gli hanno spiegato che le statue non corrispondono a nessuna civiltà africana conosciuta e sono lì da inizio secolo, un po’ trascurate.  In Guinea Pitoni si imbatte in un'altra leggenda della donna pietrificata del Mali, una scultura gigantesca scavata nella montagna. Il volto è alto almeno 25 metri, in totale la statua è alta 150 metri. Ma chi poteva scolpire una statua simile a quella altezza? Una antichissima civiltà vissuta in Africa tantissimi anni fa molto probabilmente.

lunedì 6 febbraio 2012

"La Lista Nera" di Federico Bellini

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La lista che state per leggere, nasce per mettervi al corrente di una situazione alquanto spiacevole che vede il sottoscritto, protagonista da più di un anno, di un accesa discussione e polemica all’interno dell’ambiente ufologico o “extra” italiano. Le persone menzionate in questa lista sono tra i miei peggiori “nemici” più agguerriti, a cui sto tenendo testa continuamente. Noterete sin da subito la mancanza di altri personaggi o gruppi ben noti dell’ambiente ufologico italiano, i quali, seppure con le dovute differenze e distanze, hanno sempre discusso con il sottoscritto con assoluto rispetto e stima:
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1 - Corrado Malanga
2 - Luciano Scognamiglio
3 - Massimo Del Genio
4 - Varo Venturi
5 - Leo Zagami
6 - Gruppo EX collaboratori del dott. Malanga
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Corrado Malanga
Personaggio istrionico che tutti quanti conoscono per le sue ricerche nel campo dei rapimenti alieni. Innegabile una mia vicinanza alla corrente malanghiana durata per un anno mezzo, periodo nel quale il dottore ha cercato di aiutarmi nel mio percorso di liberazione dalle interferenze aliene, per poi letteralmente abbandonarmi ad un incerto destino, quando ho cominciato ad accorgermi che la realtà abductions era un tantino diversa da quella che egli sbandierava ai quattro venti. Da subito sono stato da lui criticato aspramente per il mio modo di fare, specie sul web, dopo aver creato il blog “Coscienza Aliena”, pubblicando le mie esperienze (del tutto personali e non aventi valore “scientifico”), ma soprattutto per essere comparso in televisione al programma di Italia 1 “Mistero” dove ho parlato della mia esperienza. Da allora mi ha dichiarato guerra, dicendo dapprima che ero un “luxato”, ovvero sotto l’influsso di un alieno “Essere di Luce”, successivamente mi ha dato della “copia vuota e aliena” la quale mi avrebbe usato per fare una serie di “manovre” per acchiappare altri addotti da portare all’interno della mia nuova religione, e nel quale sarei diventato il “guru”. Infine si è inventato persino un nuovo parassita alieno, il “parassita blu” che secondo le sue testuali parole “smania dalla voglia di farsi notare in programmi televisivi”. Sicuramente questo dottore ha una fervida immaginazione, dato che non ha più potuto da tempo constatare direttamente sulla mia persona tutte queste presunte pericolosità “aliene” venendo meno ad uno dei suoi più famosi precetti: “si afferma qualcosa attraverso la ricerca e dei riscontri scientifici, in caso contrario è solo fuffa!” Oltretutto, recentemente, il dottor Malanga è uscito di scena (per metà a dire il vero) dopo essere andato incontro ad alcuni problemi di salute legati alla vista e che lo hanno portato ad intraprendere uno strano percorso che ai più, persino ai suoi stessi ex collaboratori, non è piaciuto granché. Prima di tutto è venuto meno al suo precetto e alla rigorosità del ricercatore, dando in pasto al pubblico una propria esperienza personale e soggettiva (proprio come ho sempre fatto io e di cui sono sempre stato da lui attaccato!), in secondo luogo ha affossato oltre 30 anni di seria e professionale ricerca scientifica, o pseudo-tale, sul fenomeno dei rapimenti alieni, ponendo la sua esperienza personale oltre ogni logica considerazione, imponendo ai suoi adepti malanghiani il suo ultimo credo folle e forse disperato, arrivando a guerreggiare con il “creatore” e a comunicare le sue perle di saggezza a tutte le anime dell’Universo. Complimenti dottore, continua ad essere il numero uno e sicuramente resterà imbattibile in quella posizione per molto tempo ancora!
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Luciano Scognamiglio
Ex collaboratore del dottor Malanga è un giovane ricercatore nel campo dei rapimenti alieni. Incerta la sua età, anche se si presume abbia meno di 25 anni, si è imposto sulla scena ufologica italiana in questi ultimi tre anni, aggrappandosi come un forsennato alla sottana del chimico di Pisa e dal quale, sperava un domani, di diventarne il degno erede (speranza al momento disattesa). Saltò agli onori della cronaca quando il dottor Malanga si discostò in modo plateale dai Gruppi Stargate, nel quale era stato uno dei padri fondatori e mentori. All’epoca, attorno alla figura di Scognamiglio, giravano voci che stesse lavorando in un gruppo segreto con il dottor Malanga, interno al portale Ufomachine, e fu lui la scintilla che fece scatenare la scissione e il distacco del chimico dallo Stargate, creando una frattura insanabile. Successivamente, è stato sempre questo giovane ricercatore a scatenare la guerra tra me, Malanga e i suoi adepti malanghiani, per le stesse motivazione enunciate sul breve profilo che ho dedicato al professore; evidentemente, per Scognamiglio, creare zizzania tra le persone è un divertente passatempo! In realtà Scognamiglio fomentò delle critiche alle orecchie di un Malanga già informato dei fatti, iniziando una guerra contro il sottoscritto che non si è mai sopita. Possiedo ancora oggi una nutrita documentazione di testi, messaggi, email che Scognamiglio inviava ad amici in comune e/o sconosciuti, copia/incollando una serie di considerazioni, spesse volte sfocianti in vere e proprie offese (per questo soggetto anche a querela) nei miei confronti ed anche nei confronti di altri ricercatori italiani, persino suoi “colleghi” in quanto articolisti in riviste di ufologia italiane. Indubbie le sue capacità critiche e analitiche, viziate però dalla superbia che spesso in giovane età attanaglia molti di noi. Un meritato secondo posto a questo giovane informatico (e ad oggi ricercatore del nulla), con la speranza che possa cambiare strada e migliorare il suo caratterino di merda post-adolescenziale!
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Massimo Del Genio
Altro personaggio ambiguo della cerchia malanghiana, avviluppato attorno ad un super-ego smisurato e da un altrettanto carattere di merda, proprio come il sopra citato Scognamiglio (avvalorando la tesi che le creature simili si cercano sempre!) Del Genio (ancora oggi di incerta origine, età, professione) è un personaggio di spicco all’interno del gruppo degli EX collaboratori di Malanga, ma con una particolarità in più: è il creatore e webmaster del sito internet del chimico pisano, Ufomachine. Del Genio, noto per le sue sortite pittoresche e spesse volte cervellotiche (che solo lui comprende), si è sentito trascinato nella querelle tra me e il professore, in quanto fiero e prode cavaliere che senza un minimo tentennamento, si è scagliato in battaglia per la difesa del proprio “Re”. Questo personaggio, oltre ad avermi dato della “Faccia da Cun” (o da Culo… e che io ricambio al mittente!), ha persino creato trasmissioni radiofoniche, invitando presunte ex-addotte, e di recente lo stesso Malanga, nel testimoniare la presunta pericolosità parassitaria del sottoscritto. Azioni decisamente squallide, uscite fuori dal capello magico di un personaggio altrettanto squallido. Un meritato terzo posto, a metà strada tra gli esiti di un pagliaccio al vertice o al contrario, le bassezze di personaggi ancora più infimi e ben al di sotto!
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Varo Venturi
Regista a molti noto nel panorama cinematografico italiano, specie quello alternativo. Personaggio senza dubbio carismatico e da una solida preparazione culturale, regista di corti e lungometraggi interessanti, sino a quando non è incappato nelle ricerche del dottor Malanga, realizzando un pessimo film sulla realtà dei rapimenti alieni in Italia: “6 Giorni sulla Terra”. Paventando complotti da nessuno dimostrati, e solamente da lui enunciati, il film è stato un flop al cinema e le speranza che possa recuperare con la vendita dei DVD risulta alquanto improponibile. Il film, del resto, molto “pompato” inizialmente da un certo ambiente malanghiano ed ufologico, si è afflosciato quasi subito dopo che la maggior parte degli spettatori si sono resi conto della superficialità del prodotto realizzato. Mesi fa scrissi un articolo dove criticavo il film e le scelte del regista, spiegando che l’opera non rispecchiava assolutamente la realtà dei rapimenti alieni sino ad oggi studiata e che per certi versi risultava del tutto fuorviante. Ne è nata un’aspra polemica, evidentemente perché Venturi mi considera un personaggio con un forte peso mediatico e dal quale, per lui, era necessario prendere le distanze, iniziando una sistematica e del tutto simile battaglia contro il sottoscritto, presa in prestito dalle baggianate del dottor Malanga e dei suo seguaci. Evidentemente la madrassa malanghiana colpisce ancora ed è un peccato, perché comprendo che un regista si aggrappi alle sottovesti di chiunque gli sciorini qualche possibilità di successo, ma legarsi anche a personaggi ambigui come uno Zagami (e di cui parlerò di seguito) per attaccare il sottoscritto, lo trovo alquanto comico. Un meritato quarto posto, una caduta di stile simile ad uno scivolone sulla neve ghiacciata, per questo acculturato regista nostrano!
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Leo Zagami
Personaggio tra i più ambigui e misteriosi apparsi sulla scena alternativa italiana. Citando alcune fonti internet, risulta essere nato nel 1970, è un giornalista e teorico della cospirazione, nipote del senatore Leopoldo Zagami, vecchio affiliato alla Massoneria di Piazza del Gesù (vecchia sede della Democrazia Cristiana). Si definisce un "pentito della massoneria" che fa rivelazioni e anche un “ex-illuminato”, insomma un EX di tutto… ma non si sa bene di cosa! Personalmente non ho mai avuto niente contro di lui e non me ne sono mai interessato sino a quando, dopo la mia apparizione in TV, ha pensato di scaricarmi contro palate di fango, arrivando ad affermare pubblicamente che sono un “indemoniato che ha bisogno di un esorcismo”, tesi avvalorata anche dal suo mentore (o presunto tale) Giancarlo Seri (un altro Massone… ma Zagami non ne è un Ex?!?). Da non molto lavora come conduttore radiofonico e in una puntata dove era ospite il regista Varo Venturi (guarda caso), ha pensato di fare comunella con quest’ultimo, di darmi nuovamente dell’indemoniato e del soggetto pericoloso assolutamente da evitare. Detto da un regista con un flop cinematografico alle spalle e da un ex-illuminato dallo sguardo luciferino è quanto dire, un meritato quinto posto per questo ex tuttologo del nulla, un po’ troppo accecato da una certa illuminazione al neon!
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Gruppo EX collaboratori del dott. Malanga
Difficile, infine, non inserire e menzionare il gruppo degli EX collaboratori del dottor Malanga e che per un breve periodo hanno condiviso le sorti del loro maestro, attraverso il sito Ufomachine. Perché anche loro? Perché dopo un anno di continue tensioni, discussioni, involontariamente mi hanno dato ragione. Recentemente, in una loro trasmissione radiofonica, andata in onda su Ufocast, hanno ammesso che il loro lavoro è stato inutile, in quanto liberare qualche centinaio di addotti su una popolazione di miliardi, è del tutto irrilevante ai fini di una presa di coscienza. Che l’Alieno non è così scemo come volevano far credere e che anzi, in più di una occasione, si è adattato e persino aggiornato per contrastare le loro tecniche. Le tecniche del dottor Malanga e da loro coadiuvate, inoltre, hanno procurato dei problemi in alcuni dei soggetti da loro seguiti e da molti lettori che le hanno praticate su di se senza cognizione di causa. Questo ha avvalorato la mia tesi che se pubblichi del materiale altamente pericoloso, chiunque potrà utilizzarlo per i più svariati scopi, anche in modo del tutto incosciente. Infine, hanno preso le distanze dal loro maestro dopo che ha dato in pasto alla massa la sua ultima buddica illuminazione e che loro, giustamente, hanno in parte stoppato con un orrorifico sentore di prossime sciagure. Cosa aspettarsi da un gruppo (brutta copia di quello più comico di stampo cinematografico) che scimmiotta l’Armata Brancaleone? Ripetendo come dei pappagalli le direttive del Maestro Malanga, sul sottoscritto, molti di loro hanno affermato nei mesi scorsi, cose spiacevoli, tra esse la convinzione che io, copia aliena, nel pieno di una crisi di identità mi sarei suicidato nel giro di tre mesi. E’ passato più di un anno e sono ancora tra voi, vivo e nel pieno delle mie capacità e delle mie ricerche, mentre loro non esistono nemmeno più come “gruppo”. Un meritato sesto posto per aver perso tempo, disseminato fango sugli altri e rovinato la vita di un bel po’ di persone; complimenti!
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In conclusione, mi viene spontaneamente chiedervi se volete continuare ad ascoltare questi personaggi. Se così fosse, se lo ritenete necessario, fatelo ancora, non sarò certo io a farvi desistere nel seguire le follie altrui, ma sappiate che le persone che state ascoltando, sono la crema del peggio che si possa trovare nell’ambiente ufologico e alternativo italiano. Malanga, Venturi, Zagami, etc., non sono le uniche voci della ricerca alternativa in Italia, sicuramente sono tra le più influenti, ma non significa che siano anche tra le più autorevoli. Le prove ci sono, i fatti pure, adesso sta a voi ragionare e dimostrarvi persone intelligenti, capaci di ragionare con la vostra testa e non con quella di questi ridicoli buffoni!
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PS Lo sapete tutti, sono sempre stato di indole solitaria e tutto ciò che ho fatto, l'ho realizzato da solo, con le mie forze e senza coinvolgere mai nessuno. Questi signori, invece, si sono sempre voluti occupare dei problemi e della vita altrui, spesso con esiti poco edificanti, quando nella loro stessa vita hanno dovuto affrontare situazioni anche peggiori. Scusate la parolaccia, ma: "non riescono proprio a farsi i cazzi loro?!?"